il quadro

Scuole connesse, appello delle Regioni al Governo: “Garantire continuità nel post PNRR”

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La Conferenza delle Regioni chiama il Governo a continuare il piano scuole connesse con interventi finanziari strutturali per garantire la fase di gestione ordinaria delle reti ultraveloci.

“La connettività nelle scuole non può più essere gestita come un’azione straordinaria, ma deve diventare una componente strutturale del sistema educativo nazionale”. Questa è la posizione espressa dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome in un documento che richiama la necessità di garantire la banda ultralarga (BUL) in tutti gli istituti scolastici.

Dopo gli interventi avviati dal 2020 con la Fase 1 del Piano Scuola, poi rafforzati con la Fase 2 prevista dal PNRR, il rischio secondo le Regioni è che misure e finanziamenti vengano a scadere e non siano supportati da nuovi investimenti.

Per le Regioni è quindi necessario garantire, da un lato, il completamento della copertura delle sedi scolastiche ancora non raggiunte e, dall’altro lato, la continuità del servizio per quelle già connesse, evitando interruzioni e disomogeneità territoriali.

“Le Regioni sottolineano, inoltre, l’esigenza di definire un modello nazionale stabile di governance e di finanziamento, per assicurare la gestione ordinaria delle nuove esigenze legate all’evoluzione della rete scolastica e per garantire la prosecuzione del servizio senza ricadute su istituti e enti locali”, si legge in una nota.

Da qui l’appello al Governo di attivare risorse strutturali e pluriennali in un quadro stabile che consenta il rinnovo dei contratti e il riconoscimento dei costi sostenuti da diversi modelli organizzativi, valorizzando le esperienze maturate a livello territoriale.

Post PNRR, momento delicato

L’appello arriva in una fase delicata. Negli ultimi anni il Piano Scuola Connessa e i successivi investimenti del PNRR hanno consentito di estendere la fibra ottica a migliaia di edifici scolastici, portando la copertura a livelli molto elevati. Il problema, però, non è soltanto completare gli ultimi collegamenti ancora mancanti.

Secondo le Regioni, il vero nodo è ciò che accadrà quando termineranno i finanziamenti straordinari del PNRR.

Non basta portare la fibra

Una scuola connessa non richiede soltanto un investimento iniziale per la posa della rete. Occorre finanziare nel tempo i canoni di connettività, la manutenzione delle infrastrutture, l’assistenza tecnica e gli eventuali aggiornamenti della capacità di rete.

Sono costi ricorrenti che, fino a oggi, sono stati sostenuti attraverso programmi nazionali finanziati con risorse straordinarie. Se non verranno individuati nuovi fondi permanenti, avvertono le Regioni, il rischio è che i contratti scadano senza essere rinnovati oppure che gli oneri ricadano sui bilanci di scuole ed enti locali.

Da qui la richiesta di trasformare la connettività in una componente strutturale del sistema educativo nazionale e non in un progetto a termine.

Completare la copertura

Nel documento viene richiamata anche la necessità di concludere gli interventi nelle sedi scolastiche ancora non raggiunte dalla banda ultralarga.

Il Piano Scuola Connessa ha già interessato oltre 27 mila sedi scolastiche e la seconda fase finanziata dal PNRR è stata progettata per estendere la connettività ad alta capacità a circa 10 mila edifici aggiuntivi. La copertura è quindi ormai molto avanzata, ma rimangono ancora interventi da completare, soprattutto nelle aree più difficili da raggiungere.

Perché l’appello è rivolto al Governo

La Conferenza delle Regioni si rivolge direttamente al Governo perché la banda ultralarga nelle scuole è una politica nazionale, finanziata dallo Stato e dal PNRR e coordinata a livello centrale.

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