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Scuola, troppe distrazioni per colpa di smartphone e tablet. Verso il divieto in Gran Bretagna

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Oggi primo giorno di scuola in gran parte delle regioni italiane e in molte classi già si pone un problema di ‘condotta’. Come regolarsi con tutti quei ragazzi indisciplinati che nello zaino, tra i libri, infilano anche il loro smartphone o tablet?

Se da un lato è vero che gli insegnanti devono accompagnare il progressivo passaggio della scuola al mondo digitale, dall’altro specie quando si tratta di usi personali le cose si complicano, soprattutto per tutti gli studenti che faticano a rispettare le regole e a mettere da parte i dispositivi almeno nelle ore di lezione.

Le nuove generazioni di adolescenti, ma anche i più piccini ormai, hanno tanta dimestichezza con le nuove tecnologie. Sono sempre più connessi e, tra Facebook, Instagram e altri social, rischiano di farsi distrarre.

La Gran Bretagna sta pensando a una soluzione definitiva del problema.

Tom Bennett del Dipartimento Istruzione ha avviato un’indagine ad ampio raggio su come le scuole possono intervenire sulle cattive condotte dei ragazzi con i dispositivi mobili.

Presto ci sarà un giro di vite da parte del governo nell’ambito dell’azione di contrasto a tutti quei comportante ritenuti ‘distruttivi’.

In questo senso, si potrebbe anche decidere di vietare l’uso di smartphone e tablet in classe.

A giugno Nicky Morgan, Ministro dell’Istruzione britannico, ha nominato per la prima volta fra i suoi collaboratori un “consigliere comportamentale”, il cui compito è fornire suggerimenti su come affrontare le intemperanze durante le lezioni. Il prescelto, Tom Bennett appunto, è un ex-insegnante ed ex-gestore di night club. E sarà proprio lui a doversi occupare dei ragazzi indisciplinati, ovvero di tutti quegli studenti che durante le ore di scuola si fanno distrarre da telefonini e tablet.

“La tecnologia sta trasformando la società e anche le cassi – ha detto Bennett – ma troppo spesso si sente parlare di lezioni interrotte dalla tentazione dello smartphone. L’apprendimento è duro e i ragazzi sono ben consapevoli di questo e se hanno un telefonino in tasca possono facilmente essere distratti dai loro compiti”.

Già tante scuola britanniche hanno adottato autonomamente il divieto di device in classe per scopi personali.

Adesso Bennett dovrà verificare se è il caso che sia proprio il governo a imporre la restrizione.

Il ‘consigliere’ ha già iniziato a lavorare sulla riforma ai corsi per gli insegnanti in modo da formare il nuovo personale su come far rispettare le regole in classe. La sua missione si estenderà adesso alle cause dei cattivi comportamenti.

A maggio una ricerca della London School of Economics ha messo in evidenza che vietare i telefonini in classe permetterebbe di recuperare, in termini di benefici, un’intera settimana di scuola in più nell’arco dell’anno.

Secondo gli analisti la restrizione aiuterebbe soprattutto gli studenti con difficoltà di apprendimento e quelli che provengono da contesti più poveri e svantaggiati.

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