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Scuola digitale, partite le iscrizioni online. Nel primo giorno già 67 mila domande

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Partite le iscrizioni online per le prime classi di scuole elementari, medie e superiori. Per completare tutte le operazioni su internet c’è tempo fino al 15 febbraio.

Ieri, a fine giornata, erano già 67 mila le domande effettuate.

Ammessi alla procedura digitale, per la prima volta, nelle Regioni che hanno aderito anche i corsi di istruzione e formazione presso i Centri di formazione professionale. Per la scuola dell’infanzia resta in vigore l’iscrizione cartacea. Le scuole paritarie non hanno obbligo di adesione alla procedura informatizzata.

Ecco come iscriversi online

La pagina web apposita del Ministero dell’Istruzione è stata rinnovata per l’occasione e resa più accessibile. A disposizione degli utenti diversi materiali informativi: una brochure sintetica, una guida approfondita, video tutorial, contatti telefonici per poter parlare con un operatore.

Anche il portale Scuola in chiaro, che raccoglie schede sintetiche con informazioni su tutte le scuole del paese, è stato sottoposto ad un restyling in vista delle iscrizioni 2015. La funzione ricerca della scuola è stata resa più semplice e quest’anno sarà possibile cominciare la procedura di iscrizione telematica anche partendo dalla pagina della scuola prescelta.

La grafica dei ‘mini-siti’ degli istituti messi a disposizione dal portale è stata migliorata per consentire l’accesso, già al primo click, ad un numero maggiore di informazioni.

A partire da ieri uno spot trasmesso sulla Rai ricorderà alle famiglie in che periodo e attraverso quali strumenti si potranno effettuare le iscrizioni online.

Il sistema ‘Iscrizioni on line’ si farà carico di avvisare le famiglie in tempo reale, via posta elettronica, dell’avvenuta registrazione e delle variazioni di stato della domanda. Sarà, inoltre, possibile seguire in ogni momento l’iter della domanda inoltrata.

Studenti troppo indecisi

Un mese di tempo quindi per i ragazzi impegnati nell’importante scelta della scuola superiore e che appaiono ancora confusi sulla loro decisione.

Un sondaggio realizzato dal portale Skuola.net a cui hanno partecipato circa 5 mila studenti, evidenzia infatti che il liceo resta la meta preferita per quel 70% di indecisi.

I dati rilevano una mancanza di attività di orientamento a prova di ciò le ultime informazioni fornite da AlmaDiploma indicano che quasi il 50% degli studenti si pente della scelta effettuata in terza media.

Dal sondaggio si scopre che il 14,5% dei ragazzi frequenze un istituto che non ha organizzato alcuna attività di orientamento in vista delle iscrizioni alla scuola superiore.

Il 44,6% di loro, poi, non ha mai svolto il test attitudinale per capire il tipo di scuola più adatto. Gli open day, le giornate in cui le scuole superiori aprono le porte per illustrare le proprie attività e la didattica, sono totalmente sconosciuti al 27,7% degli studenti.

La svolta digitale?

 

Questa tanto ventilata svolta digitale al momento si limita a ben poco. A parte le iscrizioni online per le scuole, restano i problemi legati alle mancate connessioni internet.

Un esempio lampante è che per le quattro regioni della convergenza – Campania, Calabria, Puglia e Sicilia – su 269 scuole coinvolte solo 40 hanno aderito al progetto GARR-X Progress, che prevede la creazione un’infrastruttura digitale integrata sul territorio e negli istituti in fibra ottica, col rischio che saltino fondi importanti per il sud.

Come ancora poche restano le iniziative delle scuole che hanno previsto di inserire tablet ed eBook nel corredo scolastico degli studenti.

In molti casi è la scarsa sensibilità dei dirigenti scolastici nei confronti delle potenzialità della banda larga a frenare la svolta digitale.

Spesso sono invece gli insegnanti,m fortunatamente con le dovute eccezioni, che guardano con fastidio alle nuove tecnologie, preferendo i modelli educativi tradizionali.

Eppure tutti sappiamo che nelle scuola si ha ormai a che fare con nativi digitali e smanettoni della rete.

Le nuove generazioni sono formate da ragazzi che usano abitualmente tutti i più moderni sistemi di comunicazione e dispositivi tecnologici.

Come pensano gli insegnati di tenere i giovani incollati a un libro di testo cartaceo quando internet apre a un modo spettacolare fatto di video, approfondimenti, immagini e quant’altro?

Se non si parte dal presupposto che il futuro dei giovani viaggia ormai su strade digitale non solo sarà più difficile educarli ma l’Italia perderà la sfida con Paesi europei molto più avanzati dal punto di vista dell’innovazione.

E, ricordiamolo, i ragazzi di oggi saranno la classe dirigente di domani.

Cosa pensiamo di consegnare a questo Paese?

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