Autonomia

Schlein (PD): “Sviluppare un modello europeo di AI che porti benefici a tutti”

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Un'AI made in Eu per "coniugare innovazione tecnologica con il modello sociale europeo", ha dichiarato la segretaria del PD ad un evento al Senato.

Il modello di Intelligenza artificiale non è quello degli Stati Uniti e nemmeno quello della Cina. Dobbiamo sviluppare un modello europeo, perché quel beneficio debba essere di tutti”.

È quanto dichiarato dal Segretario del Partito democratico, Elly Schlein, nel suo intervento al convegno ‘Costruire il domani tra Europa, Stati Uniti e AI’ al Senato.

Un modello europeo che porti vantaggi e opportunità a tutti, ha chiarito Schlein, “distribuendo il valore aggiunto della tecnologia, per esempio, nelle sue applicazioni nella PA o nella sanità, per coniugare innovazione tecnologica con il modello sociale europeo. È questa la portata della sfida che abbiamo di fronte”.

La segretaria del Partito democratico si è espressa più volte negli ultimi tempi su questo argomento, promuovendo una visione dell’intelligenza artificiale incentrata sul bene pubblico e sulla sovranità tecnologica europea.

Un Cern europeo per l’AI

La sua proposta di punta, condivisa con il premio Nobel Giorgio Parisi, prevede la creazione di un grande centro di ricerca pubblico europeo: un Cern europeo per l’AI.

In poche parole, Schlein ha rilanciato la proposta del Nobel Parisi per un istituto sovranazionale paragonabile al CERN: l’obiettivo è sviluppare un’infrastruttura di calcolo aperta e pubblica, non subordinata ai monopoli privati americani e cinesi.

La questione dell’autonomia strategica a livello tecnologico è quindi centrale, come è lo è l’inclusione e il fattore umano: l’Intelligenza Artificiale non deve essere guidata dalla sola logica del profitto e l’accesso alle risorse di calcolo deve essere democratizzato, garantendo trasparenza, sicurezza e tutela dei dati dei cittadini.

Lavoro e redistribuzione sociale

Più volte in passato, Schlein ha posto una forte attenzione all’impatto occupazionale dell’AI, evidenziando come questa tecnologia rischi già di espellere i lavoratori senza adeguate tutele (citando casi recenti in cui aziende hanno sostituito personale con l’algoritmo).

Si chiede inoltre che l’innovazione tecnologica affianchi e supporti chi lavora. È considerata necessaria dal PD una politica attiva che redistribuisca a tutta la società i benefici e la ricchezza generati da questo salto tecnologico, anziché ampliare le disuguaglianze.

La segretaria dem ha sollecitato l’esecutivo italiano a farsi promotore a livello europeo della costruzione di questa alternativa pubblica. Il tema è considerato cruciale per evitare che l’Europa venga schiacciata nello scacchiere geopolitico globale.

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