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Scalata Vivendi, Mediaset: ‘gravissimo inganno’ ma il titolo vola in Borsa con un rialzo del 25%

I cugini francesi vogliono primeggiare in Europa sui contenuti, creando una sorta di Netflix del Vecchio Continente. E tra loro e i Berlusconi è ormai guerra aperta.

Il gruppo francese Vivendi, guidato da Vincent Bollorè, infatti, ha reso noto di detenere il 3,01% del capitale sociale di Mediaset e di puntare a diventare secondo socio industriale del gruppo quotato a Piazza Affari. La mossa del gruppo (che detiene tra l’altro il 24% di Telecom Italia) è stata accolta dal management di Fininvest come un attacco, un tentativo di portare a termine “una vera e propria scalata ostile”.

Vivendi intende continuare ad acquistare azioni Mediaset in base alle condizioni del mercato, fino a diventare, ove possibile, il secondo maggiore azionista industriale di Mediaset, con una partecipazione che, in un primo tempo, potrebbe rappresentare tra il 10% e il 20% del capitale di Mediaset“, recita la nota del gruppo guidato Vincent Bollorè.

Un effetto immediato è stato il balzo dei titoli del Biscione in Borsa che, se in avvio non riuscivano a fare prezzo, alle dieci di stamani hanno messo a segno un progresso superiore al 26%, il maggior rialzo della quotazione a piazza Affari da venti anni a questa parte.

Vivendi deve sapere che Fininvest non intende arretrare neppure di un passo dalla sua posizione di azionista di riferimento di Mediaset, e che si tutelerà in tutte le sedi e con tutti i mezzi per bloccare quello che ritiene non una normale operazione di mercato ma un gravissimo inganno che delle leggi del mercato fa scempio“, fa sapere dal canto suo Fininvest.

Nella tarda serata di ieri, lunedì 12 dicembre, Mediaset sottolinea che era all’oscuro “dell’attacco francese” e rimarca come le intenzioni di Vivendi, fin da subito, erano “di passare da un accordo industriale a un tentativo di scalata“. Un disegno “che appare ancora più grave oggi in quanto il voltafaccia estivo ha provocato una perdita di valore di Borsa della società di circa il 30%, perdita di cui Vivendi si avvantaggia oggi investendo massicciamente sul mercato“.

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