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Sanzioni al Venezuela da parte degli Usa, Trump attacca Pechino, Premier Sanchez respinge il voto anticipato

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Stati Uniti: nuova tornata di sanzioni al Venezuela, colpita anche la moglie di Maduro

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – Il dipartimento del Tesoro Usa ha emesso una nuova serie di sanzioni contro funzionari dello Stato venezuelano. La lista comprende tra gli altri anche la moglie del presidente Nicolas Maduro, Cilia Flores. “Continuiamo a punire i personaggi piu’ leali a Maduro”, che gli “permettono di rafforzare il controllo sui militari e sul governo, mentre il popolo soffre”, ha commentato il segretario di stato al Tesoro Steve Mnuchin. Nella lista dei soggetti sottoposti alle nuove sanzioni figurano anche la vicepresidente Delcy Rodriguez, il ministro della Difesa, Vladimir Padrino Lopez, e il ministro della Comunicazione, Jorge Rodriguez. La misura dispone il congelamento dei beni e degli asset dei sanzionati, e il divieto di transizioni finanziarie con entita’ giuridiche o persone fisiche statunitensi. Washington rende noto inoltre che il dipartimento del Tesoro “continuera’ a imporre misure finanziarie contro i responsabili del tragico tracollo del Venezuela e contro la rete di prestanome” che i funzionari utilizzano per “nascondere le loro ricchezze illegali”. Nel pacchetto di misure viene inoltre disposto il congelamento di un jet privato dal valore di circa 20 milioni di dollari, la cui proprieta’ viene fatta risalire a Rafael Sarria, persona ritenuta legata all’attuale presidente della Assemblea nazionale costituente (Anc), Diosdado Cabello. A Sarria farebbero capo una seri di aziende con sedi legali in diversi punti del mondo, tra cui la Spagna e le Isole Vergini Britanniche. L’insieme delle sanzioni, ha specificato il Tesoro, non e’ di carattere “permanente”, ma ha come scopo quello di portare a un cambiamento nelle posizioni del Venezuela. Gli Stati Uniti destineranno pero’ oltre 48 milioni di dollari in assistenza umanitaria al Venezuela, secondo quanto riferito dal vicepresidente Mike Pence martedi’, in un comunicato stampa del dipartimento di Stato.

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Usa-Cina: Trump attacca Pechino e rigetta il globalismo durante il suo intervento all’Onu

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha riservato alla guerra commerciale con la Cina e al commercio globale una parte significativa del suo intervento di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nella serata di ieri. L’inquilino della Casa Bianca ha ribadito l’adesione della propria amministrazione al concetto del “primato americano”, ed ha respinto con forza “l’ideologia del globalismo”, chiedendo modifiche al sistema degli scambi globale che consentano di riequilibrare le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Durante il suo intervento, durato circa 35 minuti, Trump ha rivendicato l’accordo commerciale siglato lunedi’ con la Corea del Sud, e ha riservato un duro attacco alla Cina. “Nutro grande rispetto e affetto per il mio amico, il presidente (cinese) Xi (Jinping), ma ho messo in chiaro che i nostri squilibri commerciali sono semplicemente inaccettabili”, ha detto il presidente Usa. Trump ha anche criticato “la pianificazione centrale delle attivita’ industriali e il sistema delle aziende controllate dallo Stato”, tesi a “piegare il sistema a proprio vantaggio”. La Cina, ha accusato Trump, “e’ incessantemente dedita a pratiche di dumping, trasferimenti tecnologici forzati e al furto della proprieta’ intellettuale”. “Le distorsioni di mercato operate dalla Cina – ha aggiunto il presidente Usa – e il loro modo di operare non possono essere tollerati”. Gli Stati Uniti, ha avvertito infine il presidente, “non consentiranno piu’ che i nostri lavoratori vengano danneggiati, le nostre aziende imbrogliate e le nostre ricchezze saccheggiate. Come dimostrato dalla mia amministrazione, d’ora in avanti gli Stati Uniti agiranno sempre nel loro interesse nazionale”. L’evidente ostilita’ riservata da Trump alla dimensione multilaterale degli scambi politici, diplomatici ed economici ha ricevuto una fredda accoglienza da parte dell’Assemblea generale. In particolare, ha suscitato alcune risate di scherno l’affermazione del presidente Usa secondo cui “in meno di due anni, la mia amministrazione ha conseguito piu’ di quasi ogni altra nella storia del mio paese”.

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Spagna, per “El Pais” il governo avrebbe appoggiato in segreto la guerra saudita contro lo Yemen

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – La Spagna ha appoggiato in segreto la guerra contro lo Yemen attraverso la controversa vendita di 400 bombe all’Arabia Saudita. Lo scrive oggi “El Pais”, ricordando che la sospensione del contratto aveva sollevato un mare di polemiche per aver messo a repentaglio un multimilionario accordo con Riad per la costruzione di cinque corvette. Secondo il quotidiano, il ministero della Difesa spagnolo dovra’ ora comprare di nuovo queste bombe, probabilmente a un costo superiore rispetto ai 9,2 milioni pagati dai sauditi, dato che facevano parte dell’arsenale di guerra dell’Aeronautica militare che doveva essere sostituito il piu’ presto possibile. “E’ stata una decisione politica con la quale la Spagna ha mostrato il suo sostegno alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita che e’ intervenuta nella guerra dello Yemen”, ha ammesso un anziano responsabile dell’ex governo del Partito popolare (Pp). Una decisione politica di alto livello che, tuttavia, l’esecutivo di Mariano Rajoy ha tenuto segreta. L’infelice gestione della crisi aperta con la Monarchia saudita, dall’interruzione della fornitura di 400 bombe di precisione su cui il governo ha poi dovuto fare marcia indietro per non rischiare di mandare in fumo il contratto con Navantia da 1,8 miliardi di euro, ha lasciato sullo sfondo il tema principale: un contratto di armi atipico e segreto, carico di dubbi senza risposta. Perche’ – si chiede “El Pais” – la Spagna ha venduto armi di fabbricazione statunitense di proprieta’ del ministero della Difesa all’Arabia Saudita? Perche’ Riad non ha ancora ritirato le bombe acquistate nel 2015 e pagate a gennaio di quest’anno? Secondo alcune fonti, non si sarebbe trattato di una semplice vendita di armamenti, ma di un modo per fornire supporto logistico all’intervento in Yemen. Qualcosa di simile al sostegno che la Spagna ha prestato alle operazioni statunitensi in Siria, con la differenza che Riad non ha bisogno di basi straniere per attaccare il suo vicino meridionale.

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Spagna, il premier Sanchez tira dritto e respinge il voto anticipato

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – Non c’e’ polemica o scandalo che tenga. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, e’ tornato a respingere le elezioni anticipate e, nonostante le forti pressioni a cui e’ sottoposto il suo governo in queste ultime settimane, si e’ detto certo che la legislatura durera’ fino al 2020. Durante un incontro informale con i giornalisti al Council on Foreign Relations di New York, il leader socialista ha affrontato scottanti questioni a partire dall’instabilita’ del suo esecutivo, passando per la crisi catalana fino ad arrivare alle tensioni nate all’interno dell’Unione europea. Dalla Grande mela, dove e’ arrivato lunedi’ per prendere parte al dibattito generale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Sanchez ha riconosciuto che “con il sostegno di molti partiti nazionalisti, abbiamo un governo piu’ forte con una maggioranza parlamentare piu’ consistente” rispetto all’ex premier Mariano Rajoy. “Quando leggo sui giornali che dovrei convocare le elezioni, penso che chi soffre sia l’opposizione, non il governo. E visto che ho l’opportunita’ di fare cose per il mio paese, restero’ fino al 2020”, ha dichiarato il premier ripreso dal “Mundo”. “No, non convochero’ le elezioni, no” ha poi ribadito, chiarendo i dubbi sollevati dal moderatore Blair Effron, vicepresidente del consiglio di amministrazione del Council on Foreign Relations. Durante il suo discorso, Sanchez ha anche affrontato il tema della Catalogna e ha cercato di spiegare il suo punto di vista ai newyorchesi. “Immaginate che lo stato di New York decida in assemblea di non rispettare piu’ le sentenze della Corte suprema e gli articoli della Costituzione degli Stati Uniti” ha detto, sottolineando la necessita’ che “le istituzioni spagnole e il governo indipendentista aprano il dialogo anche ai catalani non a favore della secessione”.

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Regno Unito, leader laburista Jeremy Corbyn dichiara guerra al “capitalismo egoista”

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – Il leader del Partito laburista britannico, Jeremy Corbyn, oggi mercoledi’ 26 settembre chiudera’ la conferenza annuale della sua formazione a Liverpool attaccando la filosofia del capitalismo “egoista” e promettendo per il Regno Unito una “nuova direzione” di politica economica. Sono queste le anticipazioni del quotidiano fiancheggiatore “The Guardian”, che dedica l’apertura della sua prima pagina al discorso con cui il leader laburista spera di resettare il dibattito interno al partito, fin qui dominato dalle profonde divisioni sulla Brexit, e riportarlo sul consueto binario della critica da sinistra ad un sistema economico definito “fallimentare”. Negli scorsi giorni John McDonnell, il cancelliere allo Scacchiere del “governo ombra” laburista, aveva gia’ annunciato alcune delle future politiche redistributive proposte dal partito, tra cui spicca il piano di costringere le aziende a distribuire una quota delle loro azioni ai dipendenti e ad accoglierne i rappresentanti nei rispettivi consigli di amministrazione. Oggi Corbyn nel suo intervento conclusivo traccera’ la “visione” di un cambiamento della politica economica che, nei suoi auspici, dovrebbe portare il Partito laburista alla vittoria nelle prossime elezioni: una importante e’ costituita da quella che il leader laburista definisce la “rivoluzione verde” che, a suo dire, creera’ 400 mila nuovi posti di lavoro; il futuro governo laborista infatti si impegna a ridurre a zero le emissioni di anidride carbonica del Regno Unito entro il 2050, ad introdurre nuove tasse “verdi” per i proprietari, a raddoppiare gli impianti eolici di terra ed installare pannelli solari sui tetti di tutti gli edifici del paese. Secondo la bozza di discorso che il “Guardian” ha potuto consultare, il leader laborista puntera’ il dito contro “l’intero edificio della filosofia egoistica del capitalismo finanziario senza regole, che per un’intera generazione era stato reputato come l’unico modo per gestire una moderna economia e che invece proprio dieci anni fa crollo’ a terra con devastanti conseguenze sociali”, in riferimento alla crisi del 2008: “Da allora, invece di apportare i necessari cambiamenti ad un modello economico fallimentare, il sistema politico e finanziario britannico ha sperperato tutte le risorse del paese per sostenere proprio quel modello che e’ il principale responsabile del crollo. Il popolo”, conclude il discorso di Corbyn, “sa che il vecchio modo di gestire le cose non funziona piu’ ed e’ per questo che il Partito laburista ora offre un piano radicale per ricostruire e trasformare il Regno Unito”.

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Italia, aumenta la pressione sul ministro dell’Economia

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – Il ministro dell’Economia e delle finanze Giovanni Tria compira’ 70 anni il 28 settembre, ma se potra’ davvero festeggiare il suo compleanno dipendera’ in gran parte da cio’ che accadra’ domani 27, quando il titolare di via XX Settembre annuncera’ gli obbiettivi di bilancio dell’Italia che potrebbero provocare scosse di terremoto nei mercati finanziari e suscitare l’ira della Commissione europea. E’ quanto si legge sul quotidiano britannico “The Financial Times”, riassume il bivio davanti a cui si trova il governo italiano alla vigilia della pubblicazione della revisione del Documento di programmazione economica (Dep), passo propedeutico verso il varo alla meta’ di ottobre della legge di stabilita’ da sottoporre all’esame della Commissione europea. Sono numerose le richieste di aumento della spesa pubblica avanzate a piu’ riprese negli ultimi mesi e giorni dai due partiti della coalizione al governo in Italia, i populisti del Movimento 5 Stelle (M5S) e la Lega, per realizzare le promesse fatte in campagna elettorale. Lega e M5S che sottopongo a violente pressioni Tria, descritto come un “tecnico” che in poco tempo si e’ guadagnato la fiducia dei colleghi dei paesi europei e dei mercati. Fino ad oggi, conclude il “Financial Times”, il fattore che ha giocato a favore di Tria e’ il fatto che il ministro e’ stato capace di barcamenarsi tra le pressioni esercitate sia a Roma sia a Bruxelles, rendendosi troppo importante per essere licenziato. Tuttavia, se nei prossimi giorni le cose non dovessero andare lisce come Tria spera, la posizione del ministro ne sarebbe minacciata e la moderata preoccupazione dei mercati per lo stato delle finanze dell’Italia potrebbe esplodere in una vera e propria crisi.

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Francia-Stati Uniti, con il suo intervento all’Onu, Macron prende di mira Trump

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – Il presidente francese, Emmanuel Macron, e’ intervenuto ieri, 25 settembre, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Secondo la stampa francese, nel suo discorso alle Nazioni Unite, Macron ha preso di mira il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervenuto all’Assemblea generale dell’Onu un’ora prima del capo dello Stato francese. Per il quotidiano francese “Le Monde”, il discorso di Macron e’ stato “lirico e drammatico”. Il presidente francese ha denunciato la “legge del piu’ forte” e i pericoli dell’unilateralismo. Il 24 settembre scorso a New York, Macron si e’ intrattenuto con Trump per un colloquio definito dal presidente francese “molto cordiale”. Il capo dell’Eliseo ha sottolineato l’importanza di un approccio collettivo, necessario per risolvere le sfide di oggi, come quella riguardante i flussi migratori. Il presidente francese ha inoltre evocato i rischi legati al ritorno dei nazionalismi, rappresentati dalla “legge del piu’ forte e dalla tentazione di ognuno di seguire la propria legge”. Macron non ha mai citato direttamente Trump, anche se ha ribattuto punto per punto le proposte avanzate poco prima dal presidente degli Stati Uniti.

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Francia, Macron risolve il caso della nave Aquarius con una “soluzione europea”

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – Dopo una lunga trattativa tra paesi dell’Unione europea, i 58 migranti a bordo della nave Aquarius operata dall’organizzazione non governativa SOS Mediterrane’e verranno distribuiti tra Francia, Portogallo, Spagna e Germania. Malta ha annunciato che accogliera’ temporaneamente il gruppo, mentre la nave verra’ portata a Marsiglia. La decisione e’ arrivata al termine di una giornata iniziata con il rifiuto da parte della Francia di accogliere l’Aquarius. Parigi si e’ detta favorevole a “una soluzione europea” per risolvere il problema, scartando l’ipotesi di far sbarcare sulle coste francesi tutti i migranti a bordo dell’Aquarius. Dall’Onu, dove si trova per l’inaugurazione della 73ma sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato di non voler cedere a “sentimenti facili” che potrebbero nutrire gli “estremi xenofobi”. Il capo dello Stato francese si e’ ritrovato nella stessa situazione di tre mesi fa, quando l’Aquarius aveva presentato la richiesta di sbarcare 629 migranti nel porto di Marsiglia.

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Cdu sotto al 30 per cento dei consensi in Assia

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – Circa cinque settimane prima delle elezioni statali in Assia, secondo un sondaggio di Infratest-Dimap, l’Unione cristiano-democratica (Cdu) guidata dal cancelliere tedesco Angela Merkel Cdu e’ scivolata al di sotto del 30 per cento dei consensi. La Cdu, cui appartiene il primo ministro dell’Assia Volker Bouffier, ha perso da giugno scorso tre punti percentuali, scendendo al 28 per cento, ma resta la forza politica maggioritaria. I Verdi, partner di governo della Cdu in Assia, guadagnerebbero tre punti arrivando al 17 per cento. Sale anche il Partito socialdemocratico (Spd), che guadagna un punto per toccare il 23 per cento. Questo vorrebbe dire che l’attuale coalizione nero-verde raggiungerebbe poco piu’ del 45 per cento. Il partito di destra Alternativa per la Germania calerebbe di un punto arrivando al 14 per cento, mentre la Sinistra sarebbe all’8 per cento e il Partito liberaldemocratico (Fdp) al 7 per cento. Le elezioni in Assia si terranno il 28 ottobre.

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Germania: “Der Spiegel”, ministero Difesa ha versato milioni di euro all’anno ai consulenti

26 set 10:49 – (Agenzia Nova) – Non e’ stata una bella giornata quella del 24 settembre scorso al ministero della Difesa tedesco. Secondo il settimanale tedesco “Der Spiegel”, il ministro Ursula von der Leyen ha convocato gli alti funzionari del dicastero per una riunione riservata. L’atmosfera al Bendlerblock e’ pesante dopo che la Corte dei Conti tedesca ha rilevato consulenze illegali per otto milioni di euro disposte dal ministero della Difesa. La Corte ha esaminato 56 contratti di consulenza che sono durati per un periodo di quasi due anni e che sono costati al contribuente tedesco circa 93 milioni di euro. Oltre alla non necessita’ di molti di questi e’ stata rilevata la mancanza di concorrenza nell’assegnazione di grandi stanziamenti di fondi, senza ragioni del tutto convincenti. Le consulenze contestate sono iniziate nel periodo in cui von der Leyen aveva assunto Katrin Sueder, proveniente dalla societa’ McKinsey, come sottosegretario. Dopo il licenziamento di Sueder, tuttavia, le consulenze esterne sono continuate abbondantemente. Irregolarita’ risulterebbero nell’ottanta per cento dei casi considerati e non sarebbe stato fatto alcun controllo di gestione, che e’ obbligatorio ai sensi del regolamento finanziario. La Corte dei conti tedesca attende un rapporto sulla vicenda entro tre mesi.

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