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Sanità digitale, per l’Ocse Italia ancora a macchia di leopardo

Il digital divide penalizza ancora le regioni italiane per quando riguarda la sanità. A sottolinearlo è l’Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che oggi ha presentato a Roma il documento ‘Review of Health Care Quality in Italy’.

L’Ocse indica che nel nostro Paese sono presenti forti disparità tra le regioni e c’è bisogno di potenziare le infrastrutture digitali della sanità, rafforzare l’assistenza sul territorio e studiare nuove forme per meglio garantire e valutare la qualità del personale medico.

Assistenza sanitaria

L’Italia ha una buona assistenza sanitaria, superiore alla media, ma con delle criticità da risolvere a cominciare dai rischi connessi ai continui tagli al bilancio.

”Gli indicatori di esito, qualità ed efficienza del sistema sanitario italiano sono uniformemente notevoli – sottolinea il documento -. L’aspettativa di vita, 82.3 anni, è la quinta più alta tra i Paesi Ocse”.

L’Ocse consiglia tuttavia all’Italia di mobilitarsi “per rafforzare le infrastrutture informative del servizio sanitario, in particolare espandendo l’insieme degli indicatori della griglia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e facilitando il collegamento tra database, in particolare collegando i dati attraverso le regioni e tra i sistemi informativi regionali e nazionali, sviluppando i progressi fatti con la creazione del Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis)”.

All’Italia l’Organizzazione consiglia anche di assicurare “un’applicazione più omogenea a livello regionale delle iniziative nazionali per la qualità e i requisiti minimi, includendo l’assistenza primaria e assistenziale”.

 

Sostenere le Regioni più deboli

 

Secondo l’Ocse “sono necessari sforzi per sostenere le Regioni e le Provincie autonome più deboli, affinché possano erogare servizi di alta qualità. E’ necessario sviluppare un approccio più omogeneo ed ambizioso per monitorare e migliorare la qualità a livello nazionale. Un’infrastruttura informativa meno frammentata aiuterebbe a valutare meglio la qualità dell’assistenza sanitaria”.

Ma l’Ocse consiglia anche di ampliare “le reti per l’assistenza territoriale e gli ospedali di comunità su tutto il territorio nazionale, attraverso l’erogazione di risorse finanziarie, e lo sviluppo di linee guida appropriate, comprese linee guida relative all’assistenza agli anziani, ai pazienti che presentano morbosità multiple e al coordinamento delle cure”.

 

Prezzi dell’assistenza

Il rapporto sottolinea anche come l’assistenza sia fornita a un prezzo contenuto, 3027 dollari procapite, più basso di Paesi limitrofi come Austria (4593), Francia (4121) e Germania (4650). Accanto alle luci il documento evidenzia però alcune ombre, a cominciare dall’eccessiva frammentazione e da una scarsa propensione alla prevenzione. ”Il risanamento delle finanze è divenuto priorità assoluta, nonostante i bisogni in fatto di salute evolvano rapidamente. L’Italia deve confrontarsi con un crescente invecchiamento della popolazione ed un aumentato carico delle patologie croniche – scrivono gli esperti Ocse – che probabilmente si tradurranno in aumentati costi”.

L’Italia secondo l’Ocse dovrebbe migliorare “il ruolo svolto dagli erogatori di cure primarie nella prevenzione primaria e secondaria”, e sviluppare “più ambiziose forme di garanzia e miglioramento della qualità del personale sanitario. Per esempio la ri-certificazione, la valutazione fra pari e indicatori di qualità ed esito a livello di singolo medico”.

Sistema Informativo Sanitario

L’Italia, indica ancora l’Ocse, possiede inoltre un ampio numero di ricchi database nazionali e regionali e numerosi registri dei pazienti che contengono informazioni sulla qualità e sugli esiti dell’assistenza sanitaria.

La creazione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (Nsis) – fa notare l’Ocse – è stata un passo importante per utilizzare al meglio questi dati; un obiettivo chiave dell’Nsis è stato standardizzare il tipo e il formato dei dati raccolti nei sistemi sanitari regionali italiani. Venendo invece alle criticità, l’Ocse sottolinea che il miglioramento della qualità e la riorganizzazione del sistema hanno assunto un ruolo secondario quando la crisi economica ha iniziato a colpire. Il risanamento delle finanze è divenuto priorità assoluta, nonostante i bisogni in fatto di salute evolvano rapidamente.

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