i dati

Sanità digitale, in Italia la spesa arriva a 2,7 miliardi di euro. In aumento l’uso dell’AI tra medici e pazienti (+61%)

di |

La spesa per la sanità digitale è cresciuta del 9% in un anno, raggiungendo quota 2,7 miliardi di euro con l'utilizzo dell'AI generativa tra gli specialisti salito al 61%, contro il 26% dell’anno precedente.

La spesa per la sanità digitale è cresciuta del 9% in un anno, raggiungendo quota 2,7 miliardi di euro con l’utilizzo dell’AI generativa tra gli specialisti salito al 61%, contro il 26% dell’anno precedente.

Secondo i dati dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico tra i medici di famiglia si passa dal 46% al 61%, mentre tra gli infermieri l’uso cresce dal 19% al 37%. Anche tra i cittadini la crescita è netta: dall’11% al 36%.

L’AI viene usata sempre di più per cercare informazioni, chiarire referti, supportare attività professionali e orientarsi dentro percorsi sanitari spesso complessi.

AI tra i medici: le competenze sono insufficienti

Solo il 30% dei medici risulta formato sull’intelligenza artificiale. Ancora più significativo il dato sugli specialisti: appena il 2% ha competenze considerate buone o ottime nelle quattro aree individuate dall’Osservatorio. Tra le conoscenze di base, solo un terzo degli specialisti è consapevole del rischio di “allucinazioni”, cioè risposte errate o inventate prodotte dai sistemi AI.

Sul piano operativo, solo il 17% riconosce contenuti generati artificialmente. Inoltre, appena il 15% possiede competenze buone o ottime per comprendere l’impatto dell’AI sui processi e sulla gestione del cambiamento. Meno della metà, infine, è consapevole che il controllo degli output prodotti dall’AI rientra nelle proprie responsabilità professionali.

Cittadini e autodiagnosi

Tra i cittadini che hanno già usato piattaforme generaliste come ChatGPT o Copilot, quasi la metà lo ha fatto per cercare forme di autodiagnosi. Tra i pazienti che ricorrono a questi strumenti, oltre la metà li utilizza per chiedere spiegazioni sui risultati di esami clinici.

Il rischio è che strumenti generalisti, non progettati specificamente per la pratica clinica e non sempre affidabili, vengano usati per interpretare sintomi, referti o percorsi terapeutici. In arrivo ci sono anche soluzioni GenAI dedicate alla salute. Secondo i dati riportati, il 32% dei cittadini ne ha sentito parlare e l’11% dichiara che le userebbe. Il mercato quindi si sta muovendo, ma il sistema sanitario deve capire come integrare questi strumenti senza scaricare il rischio sul singolo utente.

Telemedicina, piattaforme pronte ma adozione ancora lenta

Sul fronte telemedicina, il 2025 ha visto la finalizzazione degli interventi richiesti per le piattaforme regionali sviluppate nell’ambito del Pnrr. Ma, secondo l’Osservatorio, all’inizio del 2026 gli effetti tangibili degli investimenti non si sono ancora manifestati pienamente.

L’utilizzo della televisita resta stabile: il 29% degli specialisti e dei medici di famiglia dichiara di averla usata. Il tema, ancora una volta, non è solo tecnologico. Le infrastrutture possono essere disponibili, ma senza processi, formazione e abitudine d’uso rischiano di restare sottoutilizzate.

Cartella clinica e Fascicolo sanitario elettronico

Cresce invece l’impiego di altri strumenti digitali. Il 77% degli specialisti del Servizio sanitario nazionale utilizza la cartella clinica elettronica, ormai attiva nell’82% degli ospedali.

Anche il Fascicolo sanitario elettronico mostra segnali di crescita. Lo usa il 48% degli specialisti, il 67% dei medici di medicina generale e il 30% degli infermieri. Tra i cittadini, l’accesso al Fascicolo raggiunge il 53%, con un aumento di 11 punti.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz