Waymo lancia i suoi robotaxi a Monaco di Baviera a partire dal prossimo anno e si tratta del primo ingresso dell’azienda con i suoi taxi a guida autonoma sul mercato europeo.
L’azienda controllata da Google comincerà già quest’anno a introdurre nella città tedesca i suoi taxi, che in un primo momento saranno guidati da autisti in carne ed ossa, mentre l’azienda “inizia con la mappatura ad alta definizione delle reti stradali locali” e con i test effettuati con conducenti di sicurezza.
“La Baviera è determinata a essere all’altezza del suo ruolo pionieristico e a diventare leader internazionale nella guida autonoma”, ha detto Florian Herrmann, capo della Cancelleria bavarese. “Ora dobbiamo passare rapidamente dalla fase di test all’implementazione su strada”.
La notizia segna il debutto di Waymo nell’Unione Europea
L’azienda opera già in 11 città degli Stati Uniti e ha richiesto una licenza nel Regno Unito per lanciare i suoi robotaxi a Londra quest’anno.
All’inizio di questo mese, le autorità dei trasporti londinesi hanno approvato le licenze della società americana Uber e dell’azienda britannica Wayve per iniziare a testare un piccolo numero dei loro veicoli a guida autonoma.
Anche altre società di taxi a guida autonoma stanno cercando di entrare nel mercato tedesco: la società americana di ride-hailing Lyft ha annunciato lo scorso anno una partnership con l’azienda cinese di intelligenza artificiale Baidu per introdurre auto a guida autonoma sulle strade tedesche nel 2026.
Nel 2021, le autorità tedesche hanno dato il via libera alla circolazione dei veicoli a guida autonoma nel Paese, in aree geografiche approvate. Altri paesi stanno valutando di seguire l’esempio tedesco, sebbene le norme più ampie dell’UE in materia di guida autonoma siano stabilite dalle Nazioni Unite.
E in Italia?
Al momento in Italia non sono previste sperimentazioni di robotaxi, anche perché le licenze taxi, ma anche quelle degli NCC, nel nostro paese sono legate a persone fisiche e sarebbe quindi necessaria prima una modifica normativa che potrebbe sollevare non poche proteste fra i conducenti di auto bianche.
In generale, la guida autonoma nonostante l’interesse potenziale, è ancora in fase di mera sperimentazione nel nostro paese.
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