AI e robotica

Robot umanoidi, la Cina prepara una nuova ondata di IPO per diventare leader della Physical AI

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Unitree Robotics ha ottenuto l’approvazione per la quotazione a Shanghai, mentre a Hong Kong ci sono almeno 46 società legate alla robotica in attesa. Pechino punta a trasformare l’AI fisica in una nuova industria su larga scala.

La Cina prepara una nuova fase industriale per la robotica umanoide. Secondo quanto riportato da Bloomberg, diverse aziende cinesi del settore stanno lavorando alla quotazione in Borsa, in un momento in cui Pechino punta a presentarsi come centro globale della prossima fase dell’intelligenza artificiale: quella fisica, applicata a robot capaci di muoversi e operare nel mondo reale.

Il caso più rilevante è Unitree Robotics, tra i nomi più riconoscibili del settore anche per i video dei suoi robot impegnati in arti marziali. La società ha ottenuto lunedì l’approvazione per la quotazione a Shanghai. La sua IPO sarà uno dei primi test per misurare l’interesse degli investitori verso una possibile ondata di collocamenti nel comparto.

A Hong Kong, scrive Bloomberg, ci sono almeno 46 società legate alla robotica nella pipeline delle quotazioni, pari a oltre il 10% delle domande. Tra le aziende che hanno già presentato richiesta di IPO figurano Leju Robotics e Deep Robotics.

Morgan Stanley: “Umanoidi cinesi più vicini alle IPO”

Secondo Sheng Zhong, responsabile della ricerca industriale sulla Cina di Morgan Stanley, “gli umanoidi cinesi sono un passo più vicini alle IPO, accendendo l’interesse del mercato sugli umanoidi nella seconda metà del 2026”.

I capitali raccolti, spiega l’analista, dovrebbero essere destinati soprattutto alla ricerca e sviluppo, in particolare ai modelli robotici.

La spinta alle quotazioni riflette l’evoluzione dell’ecosistema AI cinese, che negli ultimi mesi ha attirato forte interesse sui mercati finanziari. Ma il tema non riguarda solo la finanza. Si inserisce nella strategia industriale di Pechino, che vuole portare le tecnologie avanzate dalla fase di innovazione alla produzione su larga scala.

La corsa alla Physical AI

La robotica umanoide è uno dei settori più osservati della cosiddetta Physical AI, l’intelligenza artificiale applicata a sistemi capaci di agire nel mondo fisico.

Jensen Huang, Ceo di Nvidia, ha più volte indicato questa area come una delle prossime grandi traiettorie dell’AI. Lunedì Huang ha citato Unitree durante una presentazione dedicata agli sviluppi di Nvidia nella robotica AI.

Unitree e Nvidia hanno collaborato alla realizzazione di macchine umanoidi “di riferimento”, dotate di mani a cinque dita e chip integrati, pensate per sostituire i cosiddetti “Frankenrobots” usati nei laboratori di ricerca. Secondo Huang Jiawei, direttore marketing di Unitree, la società cinese lancerà nella seconda metà dell’anno un nuovo modello alimentato da un chip Nvidia.

Barclays: “Questo è il decennio dei robot e appartiene alla Cina”

Gli analisti di Barclays, tra cui Zornitsa Todorova, hanno scritto in una nota che “questo è il decennio del robot, e appartiene alla Cina”. Secondo la banca, la leadership cinese deriva da una spinta guidata dallo Stato durata circa dieci anni. Il Paese rappresenterebbe già il 50% dei robot industriali globali e l’85% degli umanoidi nel 2025.

L’isituto stima inoltre che, grazie a politiche industriali coordinate e al controllo delle supply chain, gli umanoidi potrebbero arrivare a coprire circa il 3,8% della capacità lavorativa cinese entro il 2035.

Il ruolo della politica industriale

La Cina ha costruito negli anni una filiera estesa nella robotica: componenti, attuatori, sensori, sistemi di controllo, batterie, software e capacità produttiva. Questo permette alle aziende cinesi di muoversi più rapidamente verso applicazioni commerciali.

Il vantaggio non riguarda solo i singoli robot, ma l’intero ecosistema industriale. La disponibilità di fornitori locali, capitali pubblici e privati, mercati interni ampi e politiche di sostegno consente di accelerare il passaggio dai prototipi alla produzione.

È lo stesso modello già visto in altri settori strategici, dalle batterie ai veicoli elettrici: prima sostegno pubblico e scala industriale, poi competizione sui costi e sulle esportazioni.

Robot umanoidi, un mercato destinato a moltiplicarsi per 34 volte entro il 2034

La corsa cinese alle IPO arriva mentre il mercato degli umanoidi si prepara al passaggio dalla ricerca alla fase industriale. Secondo Fortune Business Insights, il settore valeva 4,89 miliardi di dollari nel 2025, salirà a 6,24 miliardi nel 2026 e potrebbe raggiungere 165,13 miliardi nel 2034, con un CAGR del 50,60%.

A trainare la crescita sono AI, sensori avanzati, batterie, potenza di calcolo e riduzione dei costi hardware. L’Asia-Pacifico resta il principale polo di sviluppo, con il 42,6% del mercato nel 2025, mentre la domanda cresce anche in Europa per la carenza di lavoratori qualificati. Le prime applicazioni commerciali si concentrano su logistica, magazzini, manifattura e stabilimenti automobilistici, dove il ritorno economico è più misurabile e l’integrazione con i processi esistenti appare più immediata.

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