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Robot che si aggiustano da soli, la nuova frontiera della robotica

Terminator

Robot in grado di aggiustarsi da soli e di adattare il loro funzionamento ai danni meccanici che subiscono, senza smettere di essere operativi. E’ questa la nuova frontiera della robotica, sulla quale stanno lavorando gli esperti dell’Università di Cambridge che stanno sperimentando nuove funzioni che consentano ai robot di adattarsi a nuovi scenari imprevisti, imparando da sé a cavarsela in tutte le situazioni impreviste. Imitando, per così dire, il comportamento degli animali feriti. Lo scrive oggi il sito della Bbc, raccontando il caso di un robot a sei zampe che dopo un incidente ne ha persa una, ma che nel giro di due minuti ha imparato a camminare usandone cinque. Il tutto grazie ad una tecnica di apprendimento inculcata nella macchina dagli ingegneri, che per la realizzazione dei loro programmi hanno preso spunto appunto dal comportamento animale.

Il metodo utilizzato per l’auto adattamento dei robot, che funziona per tentative ed errori,  sarà usato nel settore civile e militare. Un robotin grado di continuare ad attaccare anche dopo aver subito un danno ricorda da vicino il cyborg del film Terminator.

“La sfida vera della robotica è quella di creare dei robot capaci di adattarsi ad ambienti che cambiano di continuo e a contesti mutevoli”, ha detto il professor Fumiya Iida, del Machine Intelligence Laboratory dell’Università di Cambridge.

Il principio è condiviso nel settore: fare in modo che i robot assomiglino sempre più agli animali che se perdono un arto si adattano in poco tempo alla nuova situazione.

Negli Usa, la Boston Dynamcis, di proprietà di Google, ha realizzato Big Dog, un cane meccanico di grandi dimensioni che si trova a suo agio anche in situazioni estreme, ad esempio sulla neve.

Le applicazioni dei robot in ambito militare sono all’ordine del giorno. Ma non sono le uniche. “Si può immaginare la presenza di robot in situazioni estreme, ad esempio sulla Luna o su Marte, oppure nelle centrali nucleari. Basti pensare a Fukushima, luogo interdetto agli uomini”, ha detto il professor Fumiya Iida.

Altre aziende, ad esempio BAE, stanno realizzando droni in grado di soccorrere all’occorrenza aerei danneggiati in volo, stampanti 3D a bordo di arei capaci di progettare e realizzare pezzi di ricambio in tempo reale, o un tipo particolare di plastic in grtado di aggiustarsi da sola realizzata all’università dell’Illinois.

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