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Robot, Italia terzo Paese esportatore al mondo col 7,8% del mercato

Siamo nella Top10 dei maggiori produttori ed esportatori di robot. La International Federation of Robotics (Ifr), nel suo “World Robotics Report 2016”, ci inserisce nelle aree globali ad alta densità di robotica e tra le potenze assolute del settore a livello mondiale.

Nel 2015 l’Italia ha esportato robot in tutto il mondo per 326.1 milioni di dollari, coprendo il 7,8% del mercato, posizionandoci terzi subito dopo Giappone (34,5% del mercato) e Germania (14,2%). Il Giappone esporta macchine per 1,4 miliardi di dollari, la Germania per 591 milioni di dollari.

In termini di spedizioni, siamo passati dalle 6.215 unità del 2014 alle 7.200 dell’anno passato, con una stima per il 2019 di oltre 9.000 spedizioni per la robotica industriale, posizionandoci al settimo posto a livello globale.

Top Industrial Robots Exporters 2015:

Japan: US$1.4 billion (34.5% of total industrial robots exports)

Germany: $590.9 million (14.2%)

Italy: $326.1 million (7.8%)

South Korea: $235.6 million (5.7%)

France: $209.4 million (5%)

United States: $180.1 million (4.3%)

Sweden: $158.8 million (3.8%)

China: $144.4 million (3.5%)

Austria: $143.1 million (3.4%)

Taiwan: $79.8 million (1.9%)

Canada: $61.2 million (1.5%)

Switzerland: $57.7 million (1.4%)

Netherlands: $56.4 million (1.4%)

Denmark: $52.6 million (1.3%)

Spain: $51.8 million (1.2%)

L’Ifr, come detto, ci inserisce tra le potenze mondiali del settore e nell’area dei Paesi “Motori dell’innovazione”, insieme a Germania e Stati Uniti. Giappone, Corea del Sud e Cina sono definiti come “Colossi dominanti”. Altri Paesi chiave, ma definiti “Attori” sul mercato, sono: Svezia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Canada e Messico.

In termini di brevetti, nel 2015 è stata la Cina a dominare la scena globale, con 3.100 brevetti depositati, seguita dal Giappone (1.400), dagli Stati Uniti (1.300) e dalla Corea del Sud (700).

In termini di spedizioni, sempre secondo l’Ifr, se tra il 2002 ed il 2012 la cifra media annua si aggirava sotto le 200 mila unità, dal 2014 si è registrata una crescita esponenziale a livello planetario, con i primi 250 mila pezzi nel 2015 e gli oltre 400 mila stimati per il 2019.

A livello di segmenti di mercato, il sistema sanitario è il più promettente, con una spesa attesa nel periodo 2016 – 2019 di 7,2 miliardi di dollari. L’agricoltura viene subito dopo, con una spesa di 5,7 miliardi di dollari, quindi la logistica (5,3 miliardi) e la Difesa (3,3 miliardi).

Sempre nello stesso periodo, le vendite di robot destinati ai servizi e per l’uso domestico/personale raggiungeranno la cifra di 42 milioni di unità, per un valore complessivo di 22 miliardi di dollari. Per il mercato domestico nel 2015 sono stati venduti 3,7 milioni di robot (per lavare i vetri, per raccogliere polvere da terra, per la mobilità delle persone anziane o con difficoltà motoria), mentre in quello per l’intrattenimento (giocattoli e gaming) 1,7 milioni di unità (+30% sul 2014).

Gli Stati Uniti hanno installato nel 2016 più di 31.500 robot per l’industry 4.0, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, ha spiegato Joe Gemma, presidente di Ifr all’evento “World Robotics IFR CEO Round Table 2017” di Chicago del 3 aprile scorso, “15.600 unità sono andate nel settore dell’automazione automotive, 5.100 in quello dell’elettronica, 2.100 nell’industria chimica e 1.300 in quella alimentare”.

I robot, infine, generano anche nuovi posti di lavoro, nello specifico 230 mila solo nell’industria automotive. Ha spiegato Gemma, “per il 2017 solo il 10% delle mansioni sarà completamente automatizzata”.

Il futuro del lavoro vede uomini e macchine lavorare fianco a fianco, perché i robot cambiano solo il tipo di lavoro, non distruggono l’occupazione, semmai l’aumentano”.

In quest’ultima classifica, dopo gli USA c’è sempre la Cina con 90 mila robot dell’Industry 4.0 installati nel 2016 (+31% sul 2015).

A livello mondiale, nel 2016 sono stati installati 290 mila robot industriali (+14%). La stima per l’anno in corso è di 322 mila installazioni e per il 2019 di 414 mila. Il tasso di crescita medio atteso nel periodo 2017 – 2019 è del 12%.

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