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Robot in sala operatoria, un mercato tecnologico globale da 99 miliardi nel 2024

La chirurgia robotica non è argomento da film distopici e fantascientifici che di tanto in tanto Hollywood propone al pubblico cinematografico di tutto il mondo. Il termine surgical robotics, assimilabile al concetto di “telemanipolazione computer-assistita”, indica semplicemente il prossimo gradino nello sviluppo delle tecnologie applicate alla chirurgia.

Si tratta di operazioni chirurgiche su pazienti umani effettuate grazie a soluzioni avanzate di informatica robotica con utilizzo di macchine intelligenti in diversi campi medici, dalla chirurgia generale alla chirurgia cardiotoracica, dalla ginecologia all’urologia.

Non solo hardware, ma tanta software technology, con il meglio della tecnologia ottica, delle soluzioni 3D, di realtà aumentata e della computer vision (si opera in team, spesso da remoto e da diverse telepostazioni tramite “tele-operated robotic surgical systems“).

Soluzioni innovative, frutto di ricerca tecnologica all’avanguardia, portata avanti soprattutto in Nord America e in minor misura in Europa, per un mercato globale che tra componenti, software, applicativi e accessori, potrebbe arrivare a valere più di 98,7 miliardi di dollari entro il 2024.

Già alla fine dell’anno passato, si legge in uno studio pubblicato recentemente da Allied Market Research, dal titolo “Surgical Robotics Market by Component, by Surgery Type – Global Opportunity Analysis and Industry Forecast, 2017-2024”, aveva raggiunto un valore complessivo di 56,3 miliardi di dollari. Da qui al 2024 la crescita del settore è calcolata con un tasso composito annuo (Carg) del 9%.

In particolare, considerando il comparto europeo, è la Spagna a correre più di tutti gli altri Paesi del vecchio continente, con un tasso di crescita del mercato della robotica in sala operatoria che potrebbe sfiorare, secondo i ricercatori, il 13% annuo.

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