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Roaming zero, Strand Consult ‘Le 8 cose che l’Ue si è dimenticata di dirci’

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Quando una buona notizia ti lascia l’amaro in bocca. Si prova questo a leggere l’analisi condotta da Strand Consult sulle conseguenze negative del “Roaming zero” nell’Unione europea: “La più grande campagna mediatica dell’Ue”; “Un gioco d’azzardo per i 500 milioni di europei” “un vantaggio solo per i ricchi che viaggiano all’estero di frequente e sarà la povera madre di tre figli a pagare di più le tariffe telefoniche nel proprio Stato”. In questo modo Strand Consult presenta nel dossier il regolamento Ue, che ricordiamo entrerà in vigore il 15 giugno prossimo per abolire i sovrapprezzi del roaming nei 28 Paesi dell’Ue, non in tutta Europa. In sostanza quando siamo in uno Stato membro in vacanza o per motivi di studio o di lavoro (quindi per brevi periodi) il traffico voce, dati e sms verrà “scalato” come se fossimo in patria. Dunque la novità è stata presentata in termini positivi per i consumatori europei, ma Strand Consult, che ha letto anche dei documenti riservati, ha indicato 8 cose che l’Ue non ci ha detto. Il concetto chiave è il seguente: per supplire ai mancati ricavi causati dall’azzeramento del roaming gli operatori telefonici aumenteranno le tariffe nazionali, come già sta avvenendo in alcuni Stati: in Danimarca, Svezia, Irlanda e Inghilterra.

  1. Per ridurre al minimo l’impatto negativo del controllo dei prezzi in roaming, gli operatori hanno iniziato ad offrire due tipi di piani tariffari, uno con roaming regolamentato nell’UE e uno senza. Il prodotto senza roaming può essere utilizzato solo nel Paese in cui è venduto e il servizio non è utilizzabile quando si va all’estero.
  2. Per esempio i danesi viaggiano all’estero in media per 12 giorni all’anno, ma chi vuole usufruire del “roaming zero” è costretto ad acquistare un “pacchetto” che si paga sull’anno solare.
  3. Con l’entrata in vigore del Regolamento Ue i consumatori potranno scegliere una delle due opzioni: servizio con roaming o senza. In pratica l’Ue ha reso il mercato meno dinamico.
  4. L’Ue ha dichiarato che le regole non causeranno un aumento dei costi, ma Strand Consult ha avuto modo di constatare rincari sulla tariffazione nazionale in Danimarca, Svezia, Irlanda e Inghilterra.
  5. I veri beneficiari del regolamento sono i professionisti e gli stessi ‘burocrati’ dell’Ue che viaggiano tanto, mentre le conseguenze negative (l’aumento delle tariffe in patria) cadono su tutti i cittadini europei, in particolare su chi non viaggia molto “la madre single con tre figli”, si legge nel report.
  6. Il roaming like home rischia di diventare una bomba a orologeria sotto la sedia degli operatori mobili virtuali perché hanno modelli di business e prezzi diversi dagli operatori di rete. La chiave del loro business è l’acquisto di traffico a basso prezzo e la rivendita con margini fino al 25% per quelli di maggior successo. L’abolizione del roaming rischia di porre fine a questo business model, perché gli Mvno saranno costretti a coprire i mancati ricavi del roaming internazionale con quelli nazionali. In più l’imposizione del regolamento sembra essere in conflitto con i principi di concorrenza.
  7. A partire dal 2018 il geoblocking sarà rimosso nell’Ue per la visione degli abbonamenti in videostreaming per un tempo limitato (Netflix&Co.). Questa è un’altra “mazzata” per gli operatori telefonici.
  8. Spetta ai regolatori nazionali controllare il rispetto della normativa e il non aumento dei prezzi e le stesse Authority nazionali sanno bene che minori utili per le telco significa anche meno soldi da investire per le reti 5G.

Insomma un cane che si morde la coda…e sempre secondo Strand Consult l’Europa a causa proprio degli scarsi investimenti nel settore tecnologico a breve vivrà una nuova crisi: “quella digitale che sarà più lunga e costosa di quella economica”, che sta ancora vivendo.

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