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Roaming, sarà la volta buona? Ecco le nuove proposte della Commissione

Si torna a parlare di roaming e fair use in Commissione europea, dopo le polemiche scatenate nelle scorse dalle proposte della Commissione, ritirate su ordine del presidente Juncker.

Oggi il Collegio dei Commissari ha discusso un nuovo testo proponendo un “nuovo approccio al principio del ’fair use’” e convenendo che non ci siano “limiti di tempo o volume imposto ai consumatori quando usano il loro dispositivo mobile all’estero nella Ue”.

Allo stesso tempo il nuovo approccio fornisce un “solido meccanismo di salva guardia per gli operatori contro potenziali abusi”.

Questo nuovo meccanismo sarà basato sul principio di residenza o sulla base di eventuali ‘legami stabili’ che i consumatori possono avere con qualsiasi Stato membro della Ue (lavoratori pendolari, gli emigrati che tornano spesso nel loro paese d’origine o gli studenti Erasmus).

I meccanismi di salvaguardia per gli operatori

Il roaming, spiega la Commissione, è per i viaggiatori. Ragion per cui gli operatori potranno analizzare i trend di utilizzo dei servizi mobili da parte dei loro clienti per evitare abusi del cosiddetto ‘Roam like at home’. Tra i criteri che potranno essere presi in considerazione prima di decidere se applicare o meno piccoli sovrapprezzi, la sussistenza di un insignificante traffico domestico rispetto al traffico in roaming; una lunga inattività di una determinata carta SIM associata all’uso prevalente, se non esclusivo, in roaming; la sottoscrizione e l’uso sequenziale di più schede SIM dallo stesso cliente durante il roaming.

In caso di disaccordo, l’operatore potrà mettere in atto procedure di ricorso e se la controversia persiste il cliente può presentare un reclamo all’autorità nazionale di regolamentazione.Per gli abusi legati all’acquisto di massa e la rivendita di schede SIM per l’impiego permanente al di fuori del paese dell’operatore che le ha emesse, l’operatore potrà adottare misure immediate e proporzionate informando il regolatore nazionale.

Nel caso in cui su un mercato specifico dovessero verificarsi aumenti dei prezzi o altri effetti negativi per i clienti nazionali, gli operatori – se autorizzati dalle autorità di regolamentazione nazionali – potranno sospendere le disposizioni del Roam like at home e applicare temporaneamente piccoli supplementi (la Commissione ha proposto un massimo di € 0.04/min per le chiamate, € 0.01/SMS e € 0,0085/MB).

Gli operatori dovranno comunque provare che il Roam like at home mette a rischio il loro modello di tariffazione domestico.

Il roaming sarà abolito come promesso

“Il Parlamento e il Consiglio erano d’accordo con la nostra proposta di abolire le tariffe di roaming per i viaggiatori. Insieme dobbiamo assicurare prezzi bassi per i consumatori in tutta Europa, affinchè si faccia pieno uso dei nuovi servizi mobili. I consumatori europei non accettano niente di meno”, ha affermato il vicepresidente per il Digital Single Market Andrus Ansip.

Eppure, la Commissione ci aveva provato ad offrire ai consumatori qualcosa in meno dell’abolizione totale del roaming visto che il precedente testo, ritirato su ordine del presidente Juncker, prevedeva  che l’eliminazione dei sovrapprezzi fosse limitata a un totale di 90 giorni. Un ‘bonus’ che, inoltre, non poteva essere sfruttato consecutivamente, ma solo per 30 giorni alla volta.

Una soluzione di compromesso difesa da Ansip e dal Commissario Oerttinger, ma che aveva scontentato davvero tutti.

Oggi, dopo quello che immaginiamo sia stato un periodo di febbrile lavoro negli uffici di Bruxelles, Oettinger ha invece ribadito che la nuova bozza assicurerà la fine del roaming entro il 15 giugno 2017, come promesso, “per tutte le persone che viaggiano periodicamente nella Ue, assicurando che gli operatori abbiano gli strumenti per proteggersi da eventuali abusi”.

Il Collegio dei Commissari adotterà la proposta finale entro il 15 dicembre 2016, come previsto nel regolamento,  dopo aver sentito il parere del BEREC, degli Stati membri e delle altre parti interessate.

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