Rinnovabili: 57 turbine e 1,2 TWh l’anno, il maxi eolico Enel per il Sudafrica
Il Sudafrica aggiunge 336 MW di nuova capacità eolica al proprio sistema elettrico. È entrato in esercizio nella provincia dell’Eastern Cape l’impianto di Impofu, uno dei più grandi progetti eolici privati realizzati nel Paese e un’infrastruttura che mette insieme produzione rinnovabile su larga scala e potenziamento della rete elettrica.
Realizzato da Enel, il progetto comprende tre parchi eolici e 57 turbine da 5,9 MW ciascuna, installate su torri alte 120 metri e dotate di pale lunghe 81 metri. Numeri che restituiscono la dimensione industriale dell’intervento, destinato a produrre circa 1,2 TWh di elettricità all’anno.
Secondo le stime del Gruppo, l’energia generata sarà equivalente ai consumi di circa 490.000 famiglie e consentirà di evitare ogni anno oltre 1,1 milioni di tonnellate di CO2.
Una linea elettrica da 120 Km
Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda però la rete. Alla costruzione dei parchi eolici è stata infatti affiancata una linea di trasmissione aerea di circa 120 chilometri, realizzata per collegare direttamente gli impianti alla rete elettrica nazionale.
Si tratta, secondo quanto comunicato dalla società, della più lunga linea ad alta tensione costruita da privati in Sudafrica.
Un elemento tutt’altro che secondario. La crescita delle fonti rinnovabili non dipende soltanto dalla quantità di nuova capacità solare ed eolica installata: reti, connessioni, sistemi di accumulo e flessibilità rappresentano una componente essenziale per integrare quantità crescenti di elettricità prodotta da fonti intermittenti e portarla dai luoghi di produzione ai centri di consumo.
Impofu rappresenta quindi un investimento non soltanto nella generazione, ma anche nell’infrastruttura necessaria a sostenere il processo di elettrificazione e decarbonizzazione dell’economia sudafricana.
1,6 GW di rinnovabili già operativi
Con l’entrata in funzione dei nuovi 336 MW, il Gruppo rafforza ulteriormente la propria presenza nel mercato sudafricano, dove opera nella generazione dal 2011.
Il portafoglio comprende oggi 15 impianti, di cui 10 eolici e 5 fotovoltaici, per una capacità complessiva di circa 1,6 GW: 1,3 GW nell’eolico e 0,3 GW nel solare. Una potenza che, secondo i dati forniti dalla società, equivale a circa il 10% dell’intero parco rinnovabile del Sudafrica.
A questa capacità già operativa si aggiunge una pipeline di progetti superiore a 2 GW, indicazione di come il Paese continui a rappresentare un mercato strategico per gli investimenti nelle fonti pulite.
La dimensione di Impofu assume particolare rilievo in un sistema energetico chiamato ad aumentare la disponibilità di elettricità e, contemporaneamente, a ridurre progressivamente la propria dipendenza dalle fonti fossili. In questo quadro, la disponibilità di nuova generazione rinnovabile può contribuire non soltanto alla riduzione delle emissioni, ma anche all’elettrificazione dei consumi e delle attività produttive.
Elettrificazione, infrastrutture e Piano Mattei
L’elettrificazione rappresenta uno degli assi strategici su cui il Gruppo sta concentrando la propria attività: aumentare la quota di elettricità negli usi finali significa infatti poter trasferire progressivamente consumi oggi alimentati direttamente da combustibili fossili verso un sistema energetico nel quale una parte crescente della generazione proviene da fonti rinnovabili.
È la stessa direzione indicata dall’Unione europea per la transizione energetica: maggiore penetrazione dell’elettricità nei trasporti, nell’industria e negli edifici, accompagnata dall’espansione delle rinnovabili, dall’efficienza energetica e dal rafforzamento delle reti.
Nel caso di Impofu, l’investimento si inserisce inoltre nel quadro dell’impegno italiano per lo sviluppo infrastrutturale ed energetico dell’Africa e risulta in linea con il Piano Mattei, che individua proprio energia e infrastrutture tra gli ambiti strategici della cooperazione con il continente.
Il progetto ha ricevuto anche il riconoscimento di Strategic Integrated Project da parte del governo sudafricano, entrando così tra le infrastrutture considerate prioritarie per la trasformazione economica, l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale del Paese. In particolare, il progetto è stato premiato dall’Università di Cape Town per l’innovativa tecnica di blade painting (colorazione e verniciatura di sicurezza delle pale), studiata per ridurre l’impatto sul volo dei volatili.
Fino a 2.000 lavoratori nella fase di costruzione
La transizione energetica ha anche una componente industriale e occupazionale. Durante la costruzione di Impofu sono stati impiegati fino a 2.000 lavoratori nei periodi di picco, mentre il progetto ha generato circa 800 ulteriori posti di lavoro nelle comunità locali e coinvolto oltre 20 imprese del territorio.
Accanto alla produzione di energia sono state sperimentate anche soluzioni per limitare l’impatto ambientale degli aerogeneratori. Tra queste figura una tecnica di blade painting, basata sulla colorazione delle pale per ridurre l’impatto sul volo degli uccelli, che ha ricevuto un riconoscimento dall’Università di Cape Town. Tre aerogeneratori sono stati inoltre trasformati in opere d’arte attraverso murales realizzati insieme ad artisti sudafricani e agli studenti delle scuole locali.
Ma sono soprattutto le dimensioni energetiche e infrastrutturali a definire il peso di Impofu: 336 MW di potenza, 57 turbine, 1,2 TWh di produzione annua, una linea elettrica di 120 chilometri e oltre 1,1 milioni di tonnellate di CO2 evitate ogni anno. Numeri che mostrano come, per accelerare la transizione energetica, la crescita delle rinnovabili debba procedere insieme allo sviluppo delle reti e degli investimenti necessari a trasformare nuova capacità verde in elettricità effettivamente disponibile per famiglie e imprese.
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