La svolta

Retromarcia di Trump sulla cinese Zte ‘L’azienda torni presto a fare business negli Usa’

Il presidente americano pronto a riaprire il mercato Usa al primo vendor cinese di apparecchiature Tlc, in cambio di vantaggi sui dazi per l’export americano in Cina.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Retromarcia di Donald Trump sulle sanzioni a Zte, il maggior fornitore cinese di apparecchiature di reti di telecomunicazione, bandito dal mercato Usa dove per timori di spionaggio industriale, cybersicurezza e violazione di embraghi, non può né acquistare né vendere le sue componenti alle aziende Tlc statunitensi.

In un tweet il presidente Trump  ha scritto di aver “dato istruzione” al dipartimento per il Commercio per dare la possibilità a Zte di “tornare al più presto a fare business” negli Usa perché si stanno perdendo “troppi posti di lavoro in Cina”. L’inversione di rotta di Trump arriva dopo l’incontro con il presidente cinese Xi Jinping.

Il blocco nei confronti di Zte sul mercato americano è stato deciso dallo stesso Trump ad aprile 2017 come ritorsione per la violazione dei termini relativi a sanzioni comminate nel 2017. All’epoca il Dipartimento del Commercio decise di bloccare gli scambi commerciali di tecnologie dell’azienda cinese Zte per un periodo di 7 anni, sostenendo che il gruppo non aveva sanzionato a dovere i suoi manager che avevano violato l’embargo nei confronti di Iran e Corea del Nord.

Un provvedimento che ha tagliato a Zte l’accesso a tecnologie made in Usa, dai semiconduttori di Qualcomm ai chips di Lumentum Holdings, componenti quanto mai necessarie al produttore cinese per la produzione della maggior parte dei suoi prodotti.

In un comunicato del 16 aprile il segretario Usa al Commercio Wilbur Ross ha detto che Zte ha fatto false dichiarazioni al governo Usa e “ha coperto il fatto” che l’azienda ha pagato bonus pieni a tutti gli impiegati che si erano macchiati di condotte illegali. “Questo comportamento intollerabile non può essere ignorato”, ha detto.

In un rapporto risalente al 2012 il Congresso aveva gia’ decretato Zte e la cinese Huawei come minacce alla sicurezza nazionale. Londra in particolare si dice oggi preoccupata dalle nuove leggi di Pechino che autorizzano il governo ad esercitare forti “obblighi”. Huawei e’ il principale produttore di componenti delle telecomunicazioni, mentre Zte si attesta al quarto posto.

La difficile posizione di Zte è peggiorata dalla guerra commerciale in corso fra Usa e Cina che stanno negoziando per evitare una guerra sui dazi che Trump vorrebbe introdurre sulle importazioni di merci estere.

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In cambio della riammissione di Zte sul mercato Usa, Trump incasserebbe vantaggi commerciali per l’export americano in Cina.

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