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Reti e connettività, le piccole città USA puntano sul WiFi

In tutto il mondo diverse realtà urbane hanno iniziato a sperimentare nuove soluzioni tecnologiche per connettere le aree fuori rete e per lanciare servizi avanzati alla cittadinanza e alle imprese. Questo è successo perché la banda ultralarga non arriva ovunque e le zone non particolarmente significative dal punto di vista economico e del ritorno degli investimenti sono negli anni rimaste ai margini della trasformazione digitale in corso. Articolo tratto dall’eBook gratuito di key4biz ’Tech Trend 2019‘.

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È stato un po’ come l’era dell’elettricità, negli anni tra il 1940 ed il 1950 servivano le reti per realizzare crescita economica e progresso tecnologico, nonché per rimanere al centro degli eventi culturali della nazione e dei flussi commerciali.

Il problema è che per le aree meno popolate e meno attrattive per gli investitori, avere una connessione a internet non è proprio facile: il satellite è lento, il servizio DSL è fornito su vecchie linee di rame e se c’è un solo provider i costi sono alti per gli utenti finali.

Ecco allora che le comunità si sono organizzate, come negli Stati Uniti, dove nella Carolina del Nord, nella cittadina di Wilson, la rete in fibra di Greenlight, di proprietà pubblica, offre un servizio WiFi gratuito in centro, negli edifici scolastici e nelle biblioteche.

Ma non è l’unico esempio. Nel Colorado c’è Fort Collins, dove gli stessi elettori hanno approvato un’iniziativa tesa a costruire una rete ad alta velocità di proprietà pubblica.

A San Francisco è accaduto qualcosa di simile, con la volontà espressa dai cittadini di dare vita ad un Internet service provider (Isp) locale, di natura pubblica, in grado però di competere con i giganti del settore, come Comcast e AT&T.

La Città di Boston, infine, ha deciso di arrivare all’attesissimo appuntamento con il 5G attraverso l’offerta del servizio di connessione alla rete internet a basso costo ai residenti di alloggi popolari.

Non a caso, negli Stati Uniti, per limitare l’esuberanza delle esperienze “dal basso”, con le reti internet di proprietà pubblica, cosa che fa entrare tali proprietà collettive direttamente in concorrenza con i principali ISP del Paese, gli operatori del settore hanno fatto grandi pressioni sulle amministrazioni locali per approvare dispositivi di legge che ne impedissero l’esercizio e la diffusione, scoraggiando di fatto tali iniziative.

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