Dibattito

Reti 4G e 5G, telco Ue potrebbero avere più tempo per dismettere tecnologie di Huawei e ZTE

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Diversi Governi europei hanno chiesto di eliminare il vincolo di tre anni per togliere le tecnologie cinesi considerate ad alto rischio dalle reti mobili della Ue.

Gli operatori mobili europei potrebbero ottenere dalla Ue più tempo per dismettere e sostituire le tecnologie di fornitori considerati “ad alto rischio”, come le cinesi Huawei e ZTE, dalle loro reti mobili. La Commissione Europea starebbe mettendo mano al Cybersecurity Act per disporre il dilazionamento temporale. Lo scrive la Reuters, ricordando che La Commissione Europea ha presentato le sue nuove proposte in materia di sicurezza informatica nel gennaio di quest’anno, segnalando un giro di vite più severo nei confronti dei due principali fornitori cinesi di apparecchiature per le telecomunicazioni; tuttavia, la Commissione non ha ancora specificato esattamente quali fornitori siano considerati ad alto rischio.

Governi Ue chiedono di togliere il vincolo dei 3 anni per dismissione tecnologie ad alto rischio

Il punto centrale della revisione legislativa riguarderebbe la diluizione del termine di 3 anni dall’entrata in vigore della legge per concludere la sostituzione delle tecnologie considerate ad alto rischio.

Il costo della sostituzione è stimato in 40 miliardi di euro che peserebbero non poco sulle casse delle telco europee.

Sono molti i governi che hanno chiesto a Bruxelles di rivedere il termine perentorio di 3 anni per la rimozione. Hanno invece suggerito che il “periodo di dismissione dovrebbe dipendere da fattori quali il livello di rischio individuato, i cicli di vita di prodotti e infrastrutture, i cicli di sostituzione delle apparecchiature, i requisiti di interoperabilità e la disponibilità di alternative idonee”, ha riferito l’agenzia di stampa.

Huawei nega da sempre che le sue apparecchiature comportino rischi per la sicurezza.

La proposta va negoziata con Europarlamento e

I paesi dell’UE dovranno ora negoziare la proposta della Commissione ed eventuali emendamenti con l’Europarlamento, prima che la versione rivista del Cybersecurity Act possa diventare legge.

Secondo una nota di ricerca di Strand Consult uscita a febbraio, la quota maggiore di apparecchiature da sostituire nei prossimi cinque anni si concentra in Germania, Italia e Spagna; in alcuni mercati, Deutsche Telekom e Vodafone dipendono fortemente dalle tecnologie Huawei.

In una lettera congiunta inviata all’inizio del mese, l’amministratore delegato di Deutsche Telekom, Timotheus Höttges, e 16 dirigenti del settore hanno detto che i costi di sostituzione – stimati fino a 40 miliardi di euro – rischiano di sottrarre capitali necessari agli investimenti in fibra ottica, 5G e 6G.

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