L'interrogazione

Rete unica, Nicita (Pd) e Misiani (Pd) a Urso e Giorgetti: “Non avete fatto nulla. Su Digitale e PNRR fallimento totale del Governo”

di |

Interrogazione dei senatori Dem Antonio Nicita e Antonio Misiani ai ministri Adolfo Urso (Mimit) e Giancarlo Giorgetti (Mef) sui piani del Governo su rete unica, switch off e incentivi per la migrazione all'FTTH.

“Che cosa vuole fare il Governo sulla rete unica? Da quando è in carica non ha fatto assolutamente nulla per portare avanti l’integrazione di FiberCop e Open Fiber”. Lo ha detto il senatore Pd Antonio Nicita a Key4biz, commentando l’interrogazione appena depositata con il collega Antonio Misiani al ministro Adolfo Urso (Mimit) e al collega Giancarlo Giorgetti (Mef) per chiedere chiarimenti su due fatti connessi fra loro: da un lato, l’aumento dei listini di FiberCop, dall’altro i piani del Tesoro per la rete unica. Si ricorda che il Tesoro detiene una quota del 16% nell’operatore wholesale only controllato dal fondo americano KKR al 37,8%, ma che ad oggi non ha fatto nulla in vista della creazione di una rete unica con il competitor Open Fiber.

Nicita (Pd): “Su digitale e PNRR uno dei più grandi fallimenti di questo Governo”

“Quando erano all’opposizione tuonavano per una società delle reti – dice a Key4biz il senatore Antonio Nicita – e per la sovranità nazionale. Una volta al governo non sono riusciti a rispettare il cronoprogramma PNRR, né pensare a misure di sostegno alla domanda per incentivare il passaggio alla fibra. Hanno rincorso Musk per un po’, poi hanno prorogato la spesa PNRR, ma non hanno risolto nemmeno un problema, anzi. Sul digitale si registra uno dei più grandi fallimenti di questo Governo”.

C’è da dire, peraltro, che in tema spettro radio lo stesso Nicita aveva presentato una proposta per la creazione di una concessionaria unica dello spettro, che avrebbe potuto superare i problemi legati ai ritardi del 5G standalone nel nostro paese e alla  minaccia Starlink. Una concessionaria per il wireless che rispecchierebbe l’idea e il modello della rete unica nel fisso.

L’interrogazione con Misiani sull’aumento dei prezzi di listino

C’è da dire che la diversificazione dei prezzi di accesso da parte di FiberCop – con il disco verde di Agcom, che ha avallato lo status di wholesale only di FiberCop liberando così l’operatore da stringenti vincoli di regolamentazione dei prezzi di accesso – ha sollevato non poche critiche da parte dei concorrenti. I senatori del Pd danno voce al malcontento della concorrenza. Da Tim a Fastweb, un po’ tutti gli operatori hanno protestato di fronte agli aumenti dei prezzi di accesso. E’ chiaro che si tratta di una vicenda che, al di là del mero aggiustamento di prezzo, non riveste un ruolo soltanto economico, ma che ha anche risvolti politici, visto che la rete in fibra misto rame (FTTC) è di proprietà di FiberCop. Si ricorda che lo switch off del rame è stato fissato al 2035 dalla Commissione Ue nella bozza del Digital Networks Act. Cosa intende fare il Governo su questo?

L’interrogazione di Nicita e Misiani

“FiberCop S.p.A., società controllata dal fondo statunitense KKR e partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, gestisce la principale infrastruttura di rete fissa italiana in rame e fibra, essenziale per la connettività nazionale;

con la recente delibera AGCOM n. 114/24/CONS è stato ampliato il livello di deregolamentazione del mercato della rete fissa, riducendo, conseguentemente, i vincoli tariffari sui servizi all’ingrosso. In questo contesto, il 28 aprile 2026 FiberCop ha pubblicato nuovi listini che registrano, secondo quanto dichiarato dagli operatori acquirenti, aumenti significativi dei prezzi per l’accesso alla rete, sia in rame che in fibra, in una fase economica già caratterizzata da forti pressioni inflattive;

il mercato italiano delle telecomunicazioni è tra i più competitivi d’Europa, con margini già molto ridotti. In questo contesto, nel mercato wholesale, la concorrenza tra due operatori genera da un lato il paradosso di prezzi all’accesso in crescita e dall’altro l’inefficienza di una mancata integrazione orizzontale (la società della rete tanto vagheggiata dal Governo) tra soggetti che faticano a raggiungere livelli di sostenibilità nel medio-lungo periodo;

ingenti costi di attivazione e disattivazione delle linee rendono, peraltro, più onerosa la migrazione dalla rete in rame alla fibra ottica, in contrasto con gli obiettivi europei di digitalizzazione,

si chiede di sapere:

  • se il Governo sia consapevole dell’impatto stimato sulla spesa degli operatori e, per trascinamento, sui prezzi al consumo finale;
  • quali meccanismi il Ministro delle imprese e del made in Italy intenda introdurre per incentivare forme di migrazione verso le reti VHCN (switch off del rame ndr) in coerenza con gli obiettivi europei;
  • quali misure il Ministro dell’economia e delle finanze, in qualità di socio di FiberCop, intenda adottare per generare un’unica infrastruttura di rete fissa nazionale, asset strategico del sistema-Paese, in parte realizzata con risorse pubbliche, al fine di generare efficienza a favore di operatori, consumatori e dell’interesse generale”.

Tre quesiti

Tre quesiti ben definiti e indipendenti fra loro. Il primo, che riguarda in particolare le conseguenze economiche dell’aumento dei prezzi di accesso (quanto pesano sugli operatori e quindi sui consumatori finali? Questo tema sollevato soprattutto dai concorrenti di FiberCop).

Il secondo, specifico sul tema dello switch off: in che modo il Mimit intende incentivare la migrazione all’FTTH? Sono previsti dei voucher? Se sì, sono destinati agli operatori (come auspicato dalla industry) o ai consumatori finali? 

Infine, la domanda più politica è quella rivolta al ministro Giorgetti: in che modo il MEF, in qualità di azionista di FiberCop, intende muoversi per favorire la creazione della rete unica con Open Fiber? La domanda non è peregrina perché in Open Fiber c’è un altro soggetto pubblico, la CDP, con una quota del 60% che è controllata sempre dal MEF. Ma i due operatori sono aspri concorrenti.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz