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Rete unica, Giorgetti ‘Stallo va superato in fretta’. Ma come?

“Occorre quanto prima un chiarimento definitivo, da svolgere in primo luogo con gli azionisti chiamati in causa, sulla concreta realizzabilità della rete unica. Da troppo tempo assistiamo a una situazione di stallo che non giova al Paese in quanto determina sovrapposizioni e duplicazioni degli investimenti effettuati dagli operatori”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in commissione Trasporti, rispetto ai “notevoli ritardi” per la cablatura della fibra ottica accumulati dal progetto aggiudicatario ‘Open Fiber’.

“Questo stallo – ha detto Giorgetti – deve essere superato per garantire a tutti i cittadini l’accesso alla rete ad altissima velocità, e siccome in qualche modo a questo stallo contribuisce anche lo Stato, indirettamente azionista dei soggetti, è responsabilità nostra per fare una proposta rapida”. E, ha sottolineato, “non è possibile che la modalità scelta pregiudichi la possibilità di arrivare al risultato”.

‘Sì controllo pubblico e golden power. No ritorno a monopolio privato’

E ancora, “la rete unica ha senso se c’è controllo pubblico”. Per quanto riguarda il golden power “c’è la massima attenzione e verrà utilizzato”, ha spiegato il ministro, “non possiamo ipotizzare un monopolio privato sulla rete, tanto meno in mano straniera”. 

Resta da capire, in che modo il ministro Giorgetti intenda raggiungere lo sblocco dello stallo. E’ il Governo che deve occuparsi di questa partita e dare la linea, essendo azionista delle parti in commedia (Tim e Open Fiber) tramite Cdp.

A quando una posizione ben definita? La partita va avanti ormai da mesi.

Per il resto, Giorgetti ha rassicurato sul fatto che il Governo farà una proposta in tempi stretti. Vedremo.

‘Stato azionista, Governo farà proposta’

Poiché lo Stato è azionista delle aziende coinvolte tramite Cdp, “è nostra responsabilità fare una proposta in fretta”, ha detto il ministro del Mise che ha mantenuto le deleghe alle Tlc nelle sue mani. Cassa depositi e prestiti si trova oggettivamente in una situazione al momento abbastanza anomala, essendo azionista di due soggetti teoricamente in competizione, quindi anche questo tema qui deve essere risolto, una decisione e un indirizzo devono essere presi”, ha aggiunto. E il tempo stringe, anche perché secondo la road map fissata dal progetto rete unica voluto da Tim nel mese di marzo la nuova entità doveva essere già operativa.

‘Non so se progetto rete unica è giusto o sbagliato’

“Io non so se il progetto rete unica sia giusto o sbagliato, o meglio questo Governo sta facendo una riflessione. E’ una strada che è stata presa. Se la rete unica offre parità di condizioni per tutti è cosa buona, ma è buona se si fa in fretta. Se soltanto la costituzione della società implica 18 mesi, e nel frattempo tutti fanno, legittimamente, progetti di investimento per massimizzare la propria posizione, noi creiamo situazione di sovrapposizione e dispersione delle risorse. Invece la logica vorrebbe che le risorse pubbliche e private vengano dispiegate in modo efficiente e razionale”, ha aggiunto Giorgetti.

“Per questo la mappatura è importante, decidere se aderiamo al principio di neutralità tecnologica, come qualcuno teorizza e su questo con il ministro Colao ci siamo già confrontati, e poi prendere una decisione in modo che tutti gli operatori sappiano quello che è l’indirizzo che andremo a prendere”. Una nuova audizione del ministro Colao sul recovery Plan è fissata per giovedì prossimo.

Butti (FdI), ‘Bene Giorgetti su rete unica’ 

“Fratelli d’Italia apprezza le parole del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti sulla rete unica perché come abbiamo sempre sostenuto sarebbe inutile, dispendioso e dannoso crearne di più. Ora occorre uno sforzo di tutte le forze politiche per unire player in campo come chiediamo da 3 anni. Si tratta di una scommessa da vincere per garantire sicurezza allo Stato ed una maggiore efficienza a cittadini e imprese. Da questo dipende la digitalizzazione della Nazione e della PA ed è quello che chiede l’Europa per approvare i progetti del Recovery”. Così Alessio Butti, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile Tlc di FDI commentando l’audizione di Giorgetti. 

FdI, ‘Applicare Golden power su operazione Open Fiber-Macquarie’

“Va superato lo stallo sulla società della rete unica di proprietà pubblica, per superare il digital divide e finalmente cambiare il paradigma della digitalizzazione in Italia, così come dai punti inseriti nella mozione firmata da Meloni e dai sottoscritti approvata in Parlamento. Dal ministro Giorgetti, su nostra richiesta di precisazione, ci arrivano rassicurazioni sulla vigilanza del Mise sulla presenza di capitali stranieri nella costituenda società, in particolare sull’acquisizione da parte del fondo australiano Macquarie di quote maggioritarie di Open Fiber. Bisogna garantire i nostri asset strategici, in particolare le telecomunicazioni. Il governo Draghi segua l’indirizzo del Parlamento sulla costituzione della società della rete unica”. Lo hanno affermato i parlamentari di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, Marco Silvestroni e Mauro Rotelli nel corso dell’audizione del ministro Giorgetti.

Aree grigie

Dice ancora Giorgetti: “Sono stanziate risorse consistenti per la diffusione della fibra ottica nelle aree grigie, per completare il Piano scuola e i collegamenti con le isole minori, in modo da contrastare il digital divide”, ha detto.

Assicurare liberazione banda 700

“Il completamento della connessione in fibra ottica è essenziale anche per le connessioni mobili con tecnologia 5G per la cui realizzazione è indispensabile porre le condizioni per una più razionale utilizzo dello spettro elettromagnetico. Si pone, in particolare, l’esigenza di assicurare la liberalizzazione della frequenza a 700 Mhz” – oggi occupata dalle televisioni – “nei tempi prescritti”, vale a dire entro il giugno del 2022.

Rafforzare bonus Tv

E ancora: “Suggerisco una riflessione rispetto all’opportunità di intensificare, rafforzare l’incentivo per l’adeguamento del parco televisori nazionale delle famiglie”, la cui assegnazione va a rilento rispetto ai fondi disponibili.I ritardi accumulati, sottolinea, “hanno già provocato difficoltà nei rapporti con alcuni Paesi confinanti. Invece diventa imprescindibile per il nostro Paese cogliere tutte le opportunità che si offrono a livello europeo per partecipare a progetti condivisi e per rafforzare la partnership con altri Stati membri”.

“Gli errori che sono stati compiuti nel progetto di privatizzazione di Telecom Italia hanno pregiudicato in larga parte la possibilità di disporre di connettività via cavo a differenza di quello che è avvenuto in tanti altri Paesi. Ora bisogna provare a correggere gli errori compiuti”, ha aggiunto.

Il Recovery Plan potrebbe essere una buona opportunità: “se ben costruito può costituire una occasione utile per rimediare alle carenze dell’Italia”, soprattutto in ambito “tecnologico” dove l’Italia “registra ritardi molto gravi rispetto agli altri Paesi”.

‘Se si va avanti i soggetti siano collaborativi’

 “L’intervento pubblico è fondamentale, le risorse pubbliche sono fondamentali, laddove in qualche modo fallisce il mercato e dove il mercato non arriva, e senza avere questo tipo di conoscenza questo è impossibile. Mi dispiace che alcuni soggetti in qualche modo non mettano a disposizione tutto il patrimonio informativo di cui dispongono per poter fare questo tipo di valutazione – ha detto Giorgetti – E’ evidente che questo è uno sforzo supplementare che noi faremo anche rispetto a chi è concessionario e rispetto a certi obblighi è tenuto. Anche perché se il progetto della rete unica andrà avanti chi è protagonista deve anche essere collaborativo”.

“I ritardi non sono semplicemente responsabilità di coloro che in qualche modo sono chiamati ad attuare gli interventi – ha chiuso – Oggettivamente noi abbiamo una normativa che probabilmente spiega in parte il ritardo che abbiamo rispetto agli altri per quanto riguarda l’infrastrutturazione digitale”.

Recovery: Giorgetti, progetti siano fattibili 

Occorre “evitare la tentazione di farcire il piano con progetti che non abbiano l’effettiva possibilità di trovare attuazione”, ha aggiunto. “Dobbiamo essere ambiziosi ma realisti e non velleitari”, ha sottolineato il ministro.

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