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Rete Tim, per Elliott vale 9 miliardi di euro

La separazione della rete Tim con la creazione di NetCo potrebbe liberare fino a 7 miliardi di euro di “valore nascosto” secondo stime di Elliott, il fondo attivista americano che sta sfidando Vivendi per la governance dell’azienda italiana. E’ quanto emerge dal documento TransformingTim pubblicato ieri da Elliott, che a pagina 33 mette nero su bianco le sue proiezioni relative agli asset NetCo (società della rete), Sparkle e ServiceCo, la società di servizi di Tim che nascerebbe dopo la separazione.

A bocce ferme, basandosi sullo status quo di Tim, secondo Elliott, la rete Tim vale oggi 9 miliardi di euro, mentre dopo la separazione e la costituzione di NetCo il valore della rete potrebbe lievitare a 15 miliardi. Il piano di Elliott per la rete prevede lo scorporo, l’ingresso di nuovi soci per favorire in prospettiva la fusione con Open Fiber, visto che la concorrenza infrastrutturale nel nostro paese sulla fibra è carente.

Un valore che potrebbe ulteriormente crescere – in un range compreso fra 19 e 25 miliardi come si legge a pagina 31 del documento – se alla società della rete fosse applicato il modello di valutazione Rab (Regulatory asset base), lo stesso applicato a Terna, Italgas e Snam sulla base di determinati parametri fissati dall’Autorità di regolazione.

“Il modo in cui sono presentati gli asset al mercato ne condiziona anche la valutazione”, si legge nel documento, secondo cui agli investitori di fissare la loro esposizione. La separazione della rete, secondo Elliott, potrebbe attrarre nuovi investitori, dando il via ad un apprezzamento del titolo Tim, che secondo il fondo americano è sottostimato da quando Vivendi è entrata nel capitale.

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