l'intervento

Renna (Fastweb+Vodafone): “Sull’AI agentica dobbiamo avere più coraggio e puntare sul ‘Buy European’”  

di |

L'intervento di Walter Renna, amministratore delegato di Fastweb + Vodafone nel suo intervento all’evento che si è tenuto oggi a Roma Telecommunications of The Future, organizzato da Key4biz.

“Sull’AI l’Europa sta perdendo la partita 2 a 0, sia contro gli Usa che contro la Cina. Questo settore va alla velocità della luce. Per questo come Europa dobbiamo impegnarci sulle infrastrutture per la messa sicurezza dei dati. Secondo aspetto lo sviluppo di applicazioni verticali. Sull’AI agentica che agisce direttamente, ci dobbiamo chiedere chi controlla questi agenti, per operare nell’ottica di monitorarli. Dobbiamo avere più coraggio nel pensare principi di ‘Buy European’ per proteggere i mercati e creare dei campioni europei. Dobbiamo avere i dati in Europa. Questo settore è strategico per Difesa e sicurezza, per cui continuiamo ad interrogarci. Troppo agenti regolatori significa lentezza e aumento dei costi operativi”. Lo ha detto Walter Renna, amministratore delegato di Fastweb + Vodafone nel suo intervento all’evento che si è tenuto oggi a Roma Telecommunications of The Future, organizzato da Key4biz.

Sulle frequenze che scadono nel 2029, Walter Renna ha detto che: “Se queste reti sono così strategiche, bisogna investire in sicurezza e resilienza. Bisogna trovare strumenti per accelerare investimenti. Se trasformassimo il rinnovo in un rinnovo con un obbligo di investimento delle Telco, cominceremmo ad investire oggi, prima e per una rete più resiliente e di qualità”.

Il manager ha poi posto l’attenzione sulla complessità normativa che caratterizza il mercato europeo delle telecomunicazioni. “”Dal 2010 al 2024 i ricavi del settore sono calati del 33%, i margini del 90%. Nel frattempo il traffico dati è esploso e le reti sono diventate infrastruttura critica del Paese. Abbiamo costruito la spina dorsale digitale dell’Italia guadagnando sempre meno. Oggi navighiamo tra 16 soggetti regolatori e 29 strumenti legislativi una complessità che non esiste in nessun altro Paese europeo e che sottrae risorse agli investimenti”, ha spiegato, evidenziando come tale frammentazione incida direttamente sulla capacità delle aziende di investire in innovazione e infrastrutture. Un ulteriore punto critico riguarda, secondo Renna, la disparità regolatoria tra operatori telco e piattaforme digitali. “E mentre noi rispettiamo obblighi stringenti su assistenza, qualità, copertura, le piattaforme che usano quelle stesse reti per offrire servizi analoghi non hanno nessuna di queste regole. Stessa funzione, stessa regola: non è una rivendicazione corporativa, è la condizione minima per competere”, ha aggiunto.

Nel suo intervento, l’amministratore delegato ha poi spostato il focus sul tema dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di rafforzare la sovranità tecnologica europea. “L’Europa ha tutto quello che serve per competere sull’AI: talenti, dati, capacità industriale. Quello che le è mancato finora è la volontà di scommettere su sé stessa”, ha detto Renna, sottolineando il potenziale ancora inespresso dell’Ue. Il gruppo ha già avviato investimenti concreti nel settore: “Noi abbiamo fatto la nostra parte: abbiamo acquistato un supercomputer Nvidia per l’AI generativa e sviluppato un modello linguistico addestrato su dati europei, già conforme all’AI Act. Si può fare innovazione in Europa”, ha spiegato. Infine, Renna ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle politiche industriali: “Serve una scelta politica chiara: favorire l’adozione di soluzioni AI europee da parte di aziende e istituzioni pubbliche. Un ‘buy European’ sull’AI non è protezionismo — è come si costruiscono i campioni tecnologici. Lo hanno fatto gli americani, lo hanno fatto i cinesi. Tocca a noi decidere se vogliamo stare al tavolo o restare a guardare”.

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz