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Regolamento SatCab, domani il voto sulla Commissione JURI. L’appello italiano

Lo scorso 21 novembre, la Commissione JURI del Parlamento europeo ha compiuto un importante passo avanti scegliendo di continuare a sostenere l’offerta per gli spettatori europei di un’ampia gamma di programmazione TV di alta qualità, salvaguardando nel contempo il principio di territorialità per i diritti d’autore.

In particolare JURI ha risolto di circoscrivere ai programmi di notizie e di attualità l’applicazione del principio del paese di origine nella clearance dei diritti d’autore per le trasmissioni accessorie online. Questa decisione nasce dalla consapevolezza che estendere il medesimo principio ad altre categorie di opere, tipicamente quelle caratterizzate da uno sfruttamento in esclusiva, comprometterebbe la sostenibilità dell’industria audiovisiva europea.

Così inizia la dichiarazione comune firmata da tutte le componenti dell’audiovisivo italiano a favore del mandato della Commissione Giuridica del Parlamento Europeo (JURI-PE): 22 sigle tra cui le associazioni dei produttori e quelle degli autori, ma anche Sky e Mediaset e i sindacati di categoria.

Domani 12 dicembre i parlamentari europei si troveranno di fronte alla scelta di confermare o rigettare il mandato di JURI.

Tutte le forze, così plurali e diverse, dell’audiovisivo si stanno battendo perché in Europa non prevalga la posizione che vuole trasformarci in un continente di soli clienti-consumatori, indifferente a che cosa si produce e a quanto queste produzioni siano frutto dell’ingegno e del lavoro”, ha commentato il Presidente Anica, Francesco Rutelli.

Oggi siamo di fronte alla conclusione dell’iter nel Parlamento europeo della Proposta di Regolamento SatCab e del via libera verso l’ultimo negoziato. Una battaglia che vede uniti tutti i mondi del cinema e dell’audiovisivo, perché il tema della territorialità tocca tutti. Abbiamo avuto un primo risultato in Commissione giuridica, ma tra pochi giorni nella plenaria il Parlamento europeo dovrebbe avere la forza di mantenere la posizione, nonostante le fake news diffuse, nientemeno da membri della Commissione UE: già oggi, infatti, la portabilità consente di fruire dei contenuti in tutti i nostri Paesi; ma l’assurda pretesa di farlo gratis andrebbe contro tutti i princìpi e le regole dell’Unione. Continua dunque la mobilitazione per far crescere e non colpire il cinema e l’audiovisivo. Il Governo italiano è stato e deve rimanere saldo, ma oggi ogni nostro Parlamentare europeo è chiamato a rappresentarci tutti, in una battaglia che è in primo luogo per la libertà e la creatività in Europa”.

La sfida dei prossimi anni sarà nel trovare un equilibrio tra l’accesso alle opere e fare in modo che nuove opere vengano realizzate da più soggetti. A volte si guarda solo all’atto del consumatore. Tutti vorrebbero avere contenuti ovunque e possibilmente gratis, ma questo non è possibile, perché in questo modo semplicemente non ci saranno più. Quindi tutti i paesi devono essere responsabili in questo processo, devono fare in modo che la creatività venga difesa, che il valore delle idee venga non solo rispettato ma anche incentivato”, ha detto invece Francesca Cima, Presidente Produttori Anica.

Noi siamo un paese con un’industria importante dell’audiovisivo: al contrario di paesi che importano solamente cinema e serie vogliamo produrli, vogliamo avere voce in capitolo, vogliamo essere protagonisti di questa rinascita”, ha precisato Andrea Occhipinti, Presidente Distributori Anica.

In generale, c’è una richiesta enorme di audiovisivo, vediamo quante realtà fioriscono online: da Amazon a Netflix, anche a Timvision in Italia. Tutti i contenitori hanno bisogno di contenuti e noi vogliamo essere quelli che li producono. “Quello delle esclusive territoriali è un tema tecnico… ma io un film lo produco se lo posso distribuire in tutti paesi; se invece ha un libero accesso su internet, ovunque, non esisterà più un mercato libero”.

Assieme alle altre associazioni firmatarie della lettera, chiediamo che venga confermato il mandato di Juri sulla proposta di regolamento Sat-Cab poiché rappresenta un buon bilanciamento tra il garantire l’accesso ai contenuti e la giusta tutela al settore audiovisivo europeo, che rappresenta un asset importante della nostra economia anche in termini di forza lavoro”, ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale Fapav.

Spesso purtroppo non vengono comprese appieno le reali conseguenze che hanno queste decisioni e la riapertura del mandato rischia di compromettere il settore audiovisivo sotto vari aspetti. Nello specifico, per quanto riguarda la pirateria, il pericolo è quello di andare a complicare le attività di tutela dei contenuti con il rischio di vanificare gli sforzi e i passi avanti compiuti, in primis dal nostro Paese, in questi anni”.

Questa è una battaglia difficile da comprendere a prima vista perché sembrerebbe che stiamo difendendo qualcosa di antico. Nel senso che la posizione “pro popolo di internet” vorrebbe dire “regaliamo tutto: ognuno può vedere qualsiasi cosa in qualsiasi territorio d’Europa”. Questo principio, che apparentemente sembra fare il paio con quello del roaming dati, in realtà diventa disastroso dal punto di vista di un’industria delicata come quella dell’audiovisivo, che deve competere con la superpotenza americana e quella asiatica in crescita”, ha commentato Stefano Sardo, Sceneggiatore e Presidente dei 100 Autori, Associazione della Autorialità Cinetelevisiva.

Cosa succede? Succede che se tu impedisci di valorizzare i singoli territori in Europa impedisci il meccanismo delle coproduzioni, che è il meccanismo che ha finanziato le opere migliori che l’Europa ha saputo realizzare negli ultimi vent’anni. Se smetti di coprodurre, se smetti di valorizzare singoli territori e quindi di poter agganciare a un progetto le risorse che provengono da diversi territori europei, il giorno dopo smetti di produrre opere europee ambiziose”.

Tutto ciò che permette di valorizzare il nostro processo di crescita culturale è fondamentale. Questa è una battaglia assolutamente decisiva per la dignità di un mestiere che costa anni di studio e fatica, lontano dalle luci della ribalta. Va vinta, pena la sparizione di un’intera categoria di musicisti di cui Ennio Morricone è Presidente onorario, che ha contribuito a costruire l’immagine dell’Italia nel mondo”, ha dichiarato Roberto Pischiutta, Pivio – Presidente Acmf.

Tutte le decisioni che si prendono hanno ricadute sui lavoratori. L’impoverimento delle produzioni porterà alla perdita di posti di lavoro e alla precarietà assoluta. Ora che finalmente ci si avvia in Italia a vedere i risultati di una nuova strategia nazionale, non può succedere che, per ragioni altre e oscure, questa spinta allo sviluppo e alla crescita venga annullata”, si legge nella nota congiunta delle organizzazioni sindacali Slc Cgil – Fistel Cisl – Uilcom.

Mi sono occupato di tanti tipi di opere audiovisive, film, documentari, videoclip. Quello che posso dire è che il lavoro con artisti di altri Paesi è linfa vitale, indispensabile per nutrire la creatività e far crescere la consapevolezza dell’importanza di fare cultura nella contemporaneità. E’ una responsabilità dei nostri legislatori fare in modo che ci siano le condizioni perché questo scambio esista e, anzi, aumenti e si sviluppi in nuove direzioni. Se non lo facciamo noi, cosa diremo alle generazioni che vengono dopo?”, si è chiesto il regista Pappi Corsicato.

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