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Ransomware, tre ospedali in Alabama pagano riscatto per i dati. La sanità bersaglio preferito del cybercrime

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L’unico modo per riottenere i dati e accedere di nuovo ai sistemi informatici è stato pagare il riscatto agli autori del ransomware, il virus che ha cifrato i file e messo offline tre ospedali in Alabama. Gli hacker hanno usato la variante ransomware Ryuk per bloccare i file, costringendo le strutture ospedaliere di Tuscaloosa, Northport e Fayette

a respingere i pazienti, fatta eccezione per i casi più gravi, e a inviarli agli ospedali di Birmingham e del Mississippi.

Appena diffusa la notizia, l’FBI ha pubblicato i suoi consigli alle istituzioni per gestire casi simili:

Un attacco ransomware è stato sferrato negli stessi giorni anche in sette ospedali australiani. Due casi che dimostrano, per l’ennesima volta, che il sistema sanitario di ogni Paese è sempre più il bersaglio preferito del cybercrime globale. Secondo il recente rapporto Clusit, gli attacchi alla sanità sono in aumento del 31% e nei primi sei mesi dell’anno in corso se ne sono contati 757, di cui 97 considerati gravi. Le tecniche di cybercrime utilizzate sono principalmente il phishing e il social engineering, con un’impennata del 104%, ma il malware/ransomware riamane sempre lo strumento di cybercrime più diffuso.

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