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Rame vs. Fibra. Il  Ceo di DT contro i regolatori: ‘Non ci sono tecnologie buone o cattive’

Tim Hoettges

Tim Hoettges

I regolatori dei mercati tlc dovrebbero concentrarsi sui servizi offerti ai consumatori anziché sulle tecnologie utilizzate per offrirglieli.

È quanto affermato dal Ceo di Deutsche Telekom, Tim Hoettges in riferimento alle polemiche seguite alla decisione della Bundesnetzagentur di approvare in via preliminare il piano di investimenti dell’operatore basato sul vectoring e sulla tecnologia G.Fast.

Il vectoring, che consente velocità commerciali fino a 100 MBps, permette di ridurre il rumore e le interferenze elettromagnetiche tra i cavi di rame, uno dei fattori che limita in modo più significativo la velocità della trasmissione su rame e, secondo le stime di JP Morgan, permette di rimandare la sostituzione di milioni di cavi in rame nelle abitazioni, abbattendo i costi fino all’80% per linea.

Deutsche Telekom è stato tra i primi operatori ad avviare, a partire dal settembre 2005, un piano di deployment di soluzioni basate su tecnologia FTTCab con VDSL2 in overlay.

La società punta su quest’architettura sia per accelerare la diffusione della banda larga di nuova generazione nelle aree rurali che per espandere l’accesso a internet superveloce nelle aree urbane a costi più contenuti.

Hoettges si dice convinto che il futuro delle reti fisse sarà ‘ibrido’, cioè una combinazione di fibra e rame. Ragion per cui riferendosi all’approccio del regolatore sottolinea che sarebbe ora di smetterla riferirsi alla fibra come alla ‘buona tecnologia’ e agli altri sistemi come il G.Fast come ‘tecnologie cattive’.

Hoettges fa il paragone con l’industria automobilistica “dove nessuna autorità stabilisce che tipo di veicolo costruire”. Nel settore delle telecom, invece, “devono dirmi se sto usando una tecnologia ‘buona’ o una ‘cattiva’ tecnologia”, quando “nessun consumatore s’interessa alla tecnologia. Nessuno”.

Secondo quanto stabilito dal regolatore l’upgrade della rete in rame verrà concesso a condizione che Deutsche Telekom dia accesso alla nuova tecnologia ai suoi rivali: potrà negarlo solo nelle aree dove sono disponibili reti alternative.

Il problema, per Hoettges, sta a monte: il grosso errore è stato fatto quando i servizi broadband sono stati categorizzati come ‘prodotti di accesso’ e non come ‘prodotti consumer’.

Non tutti, ovviamente, sono d’accordo con il Ceo di DT: di sicuro non è d’accordo il Ceo di Vodafone Germany, Hannes Ametsreiter, che il mese scorso ha dichiarato in un editoriale sull’ Handelsblatt che la competitività globale della Germania è a rischio se si continua a investire sulle reti in rame anziché sulla fibra.

Certo, anche Vodafone offer servizi broadband in Germania basati sulle tecnologie fibre-to-the-cabinet (FTTC) e VDSL.

Ma guardando al futuro, all’Internet of Things o all’avvento di nuovi prodotti come le auto senza pilota di Google, una rete in fibra e l’accesso mobile 5G saranno imprescindibili.

Anche in Francia ha tenuto banco la polemica rame Vs fibra, innescata dalla denuncia per pubblicità ingannevole di Orange e Free – che offrono collegamenti internet in fibra ottica con tecnologia FTTH – nei confronti dei concorrenti SFR e Numericable, rei di aver ‘spacciato’ le proprie offerte FTTB come fibra ‘vera’ quando invece si tratta do “fibra finta” perché usa i cavi ottici solo nella porzione di rete compresa tra il cabinet e il building (palazzo o gruppo di abitazioni singole) e non lungo tutto il percorso come nel caso del Fiber to the Home.

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