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RaiWay, Ipo a metà novembre

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Prosegue senza alcun intoppo l’iter di quotazione di RaiWay, la società delle torri che fa capo alla Rai. La Consob è già al lavoro e nei prossimi giorni si entrerà nel vivo dell’analisi.

Le operazioni procedono spedite tanto da far supporre che l’Ipo di una quota minoritaria di RaiWay, fino al 49%, potrebbe avvenire già per metà novembre. L’azienda si è data tempo entro la fine dell’anno, (è già stato anche rinnovato il Cda) sebbene le proteste dei sindacati che hanno addirittura denunciato con una lettera le modalità, a loro dire, “illegittime con cui si sta procedendo alla quotazione”.

La Consob al momento non ravvede però alcuna irregolarità. Secondo alcune fonti finanziarie, sarebbe già stato effettuato un primo screening sulla documentazione presentata da RaiWay, ma l’esame vero e proprio dovrebbe entrare nel vivo nei prossimi giorni.

Road show anche negli USA

Non si ravvedono quindi problemi anche perché l’azienda ha sciolto il nodo principale che pendeva sull’Ipo, cioè la stretta dipendenza di RaiWay dalla controllante con una serie di accortezze che dovrebbero rendere semplice il resto della verifica.

Secondo le fonti, l’ok da Consob e Borsa Italiana potrebbe arrivare dopo il 20 ottobre. Il Sole24Ore ipotizza quindi che “nelle prime due settimane di novembre dovrebbe esserci il lancio dell’operazione con l’avvio a Milano dell’offerta pubblica di vendita e il road show che toccherà le principali piazze finanziarie (Stati Uniti inclusi)”.

Ricordiamo, infatti, che era proprio americana la società Crown Castle, ormai presente solo sul mercato domestico, che nel 2001 voleva comprare RaiWay, operazione poi bloccata dall’allora Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, facendo perdere un incasso netto di circa 800 milioni di euro.

Perché si vendono le torri?

Sul mercato italiano delle torri c’è al momento grande fermento. A dare l’input è stata la cessione del 25% di Ei Towers che ha permesso a Mediaset di incassare 283 milioni di euro.

La Rai potrebbe arrivare a incassare fino a 600 milioni di euro, facendo forza sulla grande capillarità di RaiWay che è presente su tutto il territorio nazionale con le sue torri.

La società delle torri della Rai è anche più indicata per trasportare gli operatori tlc. Alcuni siti certificati, di buona qualità dal punto di vista tecnico, potrebbero ospitare anche antenne che trasmettono in banda 800 o in futuro in banda 700, quindi anche LTE.

Difficile però ipotizzare che le telco possano essere interessate a comprare una quota di RaiWay alla quale invece potrebbero rivolgersi per ottenere il servizio a un prezzo più conveniente.

Le telco stanno, infatti, vendendo le torri (Wind, Telecom Italia…) a operatori specializzati dalle quali potranno poi riacquistare solo il servizio. Questo sta diventando la norma in tutto il mondo e in parte anche in Europa. Sarebbe sorprendente vedere che in Italia succede il contrario. Il mercato va ormai verso una disintegrazione verticale, verso società specializzate in torri e siti che possano ospitare sia il broadcasting televisivo che l’LTE.

Telecom Italia alla finestra

Anche Telecom Italia sta valutando la quotazione in Borsa delle torri di trasmissione italiane da realizzare nel 2015, al posto della cessione, prevista finora dal piano dell’Amministratore delegato Marco Patuano.

Secondo alcune fonti, per una decisione si attenderà probabilmente la quotazione di RaiWay “per valutare la reazione del mercato”.

Il piano industriale varato da Patuano a fine novembre prevedeva la cessione delle torri in Italia e Brasile. A metà maggio il Cfo Piergiorgio Peluso ha detto che la vendita in Italia sarebbe stata realizzata entro fine anno, ma che la procedura formale non era iniziata.

Al momento si sarebbe già fatto avanti la spagnola Abertis che si occupa di infrastrutture.

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