Rai, socio di controllo di Raiway, e gli azionisti di Ei Towers, F2i (60%) e MFE–MediaForEurope (40%), hanno raggiunto un accordo sulla proroga dei termini del memorandum of understanding (MoU) relativo a una possibile aggregazione tre le due società. La data ultima per trovare un accordo era fissata al 15 giugno ma le parti non hanno trovato la quadra sul prezzo.
In una nota congiunta le società precisano di aver sottoscritto un accordo modificativo del MoU originario del 19 dicembre 2024, già prorogato a settembre 2025 e a marzo 2026, estendendo la scadenza al 30 giugno 2026.
La proroga, precisano le parti, è finalizzata a “consentire il completamento delle attività previste e a proseguire il confronto sull’operazione”.
Tira e molla che va avanti dal 2015
Da anni i due gruppi che controllano le torri broadcasting del nostro paese portano avanti un tira e molla finalizzato ad unire le forze per creare un polo unico delle torri. Dall’eventuale fusione nascerebbe una tower company con 4.700 torri e mezzo miliardo di ricavi.
Restano ancora alcuni nodi da sciogliere, in particolare sul valore del concambio e sulla durata del Master Services Agreement relativi alla fusione.
La fusione porterebbe diverse sinergie soprattutto a Rai, che paga 249,5 milioni di euro all’anno per l’affitto delle torri da RaiWay, il doppio di quanto paga MFE (Mediaset) per l’affitto delle torri da Ei Towers, pari a 120 milioni sui 266,9 complessivi (il resto è in capo a La7 e Persidera).
Un bel salasso per la Rai che ha tutto l’interesse acché si chiuda la fusione fra le due tower company.
Giorgetti favorevole alla fusione
Anche il Governo è favorevole alla fusione. ll ministro dell’Economia e delle finanze, Gincarlo Giorgetti, replicando alla domande in audizione al Senato sul ddl di riforma della Rai ha detto che se da un lato non saranno cedute partecipazioni del Mef, “Altro discorso l’operazione di Raiway che mira a razionalizzare la rete anche in un’ottica di modernità e mettere a disposizione della Rai delle risorse per nuovi progetti più adeguati sotto il profilo tecnologico”.
Quale strategia per il digitale terrestre?
Resta comunque aperto il tema del senso industriale di questa operazione, considerato che il ciclo di vita del digitale terrestre è a tempo.
Quanto potrà ancora durare il digitale terrestre?
Il 2032 è la data fissata a livello ITU per lo spegnimento del vecchio segnale digitale terrestre.
Verrà ancora prorogato ancora il fine vita di questa tecnologia oggettivamente al tramonto?
Lo sapremo l’anno prossimo in occasione della prossima conferenza mondiale dello spettro radio, WRC-27organizzata dall’ITU che si terrà a Shangai.
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