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Rai, Maggioni ‘Nulla di deciso sul tetto dei cachet degli artisti’

Nulla di deciso. Tutto in stand-by. La Rai ancora non ha applicato il tetto di 240mila euro alle retribuzioni degli artisti come previsto dall’articolo 9 della legge 198 del 2016. A dichiararlo è stato Monica Maggioni, presidente del Consiglio di Amministrazione del servizio pubblico, nell’audizione presso la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. “Per gli stipendi dei dipendenti Rai la legge è stata subito applicata”, ha detto Maggioni, che poi ha aggiunto: “Il problema è stato interpretare il testo di legge per le retribuzioni dei conduttori e degli artisti. Così abbiamo scritto più volte al MEF e al MISE per avere un chiarimento in merito, ma più volte non hanno mai risposto”. C’è da chiedersi perché la Rai in tutto questo tempo non è stata capace di applicare la legge? L’ha spiegato la stessa presidente: “Per evitare di arrecare un danno all’azienda per una cattiva interpretazione del testo di legge”. 

Poi di fronte al silenzio dei due ministeri di riferimento del servizio pubblico allora il CdA ha deciso di decidere e così l’11 aprile di quest’anno ha dato mandato all’Ad Antonio Campo Dall’Orto di sforbiciare i cachet degli artisti a partire dal 30 di questo mese. Ma fino a questa data ci potrebbe essere un colpo di scena perché “ad oggi è in corso (finalmente) un’interlocuzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero dello Sviluppo Economico per trovare la giusta chiave interpretativa alla legge di riferimento”, così ha concluso l’audizione Maggioni.

Freccero: sono contrario al tetto perché è un modo per controllare la Rai

All’audizione hanno assistito e partecipato sia i membri della Commissione parlamentare sia i membri del CdA della Rai. “Sono contrario al tetto delle retribuzioni per gli artisti e conduttori, perché è un modo per legiferare sulla Rai senza una legge specifica”, queste le parole di Carlo Freccero, membro del Consiglio di amministrazione, per il quale la Rai svolge il ruolo pedagodico e per farlo nel migliore dei mondi è indispensabile avere in palinsesto i migliori artisti e conduttori presenti sul mercato.

Ora staremo a vedere se il taglio delle retribuzioni alle star andrà davvero in porto e quale potrebbero essere le conseguenze. Il timore è che molti potrebbe lasciare la Rai per andare alla concorrenza. “Forse è l’occasione per pescare professionisti all’interno del servizio radiotelevisivo”, ha dichiarato Pino Pisicchio (gruppo Misto). Idea per niente sbagliata.

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