la lettera

Rai, lettera aperta ai candidati al Cda da parte di ADPRAI, UCSI e INFOCIVICA

In vista delle votazioni per nominare i nuovi Consiglieri di amministrazione RAI da parte del Parlamento e dei dipendenti, l’Associazione dei Dirigenti Pensionati RAI – ADPRAI, l’Unione Cattolica Stampa Italiana – UCSI e INFOCIVICA – Gruppo di Amalfi invitano i candidati a discutere i nodi principali per la vita dell’azienda.

di Redazione | @Key4biz |

In vista delle votazioni per nominare i nuovi Consiglieri di amministrazione RAI da parte del Parlamento e dei dipendenti, l’Associazione dei Dirigenti Pensionati RAIADPRAI, l’Unione Cattolica Stampa Italiana – UCSI e INFOCIVICA – Gruppo di Amalfi invitano i candidati a discutere i nodi principali per la vita dell’azienda.

 

Il nuovo Consiglio, il primo eletto sulla base della legge 220/2015, eserciterà il suo mandato nel pieno di una trasformazione del panorama nazionale e mondiale dei media, all’interno del quale deve essere ridefinito il ruolo stesso del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale.

 

  • Sta cambiando innanzitutto la scala dimensionale delle imprese. Piattaforme globali quali Youtube, Netflix e Facebook intercettano quote crescenti della domanda di informazione e intrattenimento. Per reazione sono in corso fenomeni di concentrazione dei grandi produttori e distributori di contenuti quali Disney, Warner, Sky. Anche le principali televisioni in chiaro private europee rafforzano la collaborazione tra di loro e progettano possibili fusioni per far valere il patrimonio cumulato di ascolti. Stretti in questa tenaglia i servizi pubblici europei rischiano di diventare nani, se non rafforzano le coproduzioni e non avviano una propria piattaforma distributiva.
  • Tra il 2020 e il 2022 si riduce di un terzo la banda terrestre a disposizione della diffusione televisiva, peraltro in Italia affollata da programmi a pagamento o locali in numero molto elevato. In questa difficile transizione spetta inoltre al servizio pubblico garantire, anche attraverso il simulcasting tra diverse tecnologie, l’accesso ai programmi anche ai nuclei familiari che non potranno subito cambiare televisore o accedervi via internet.
  • Il piano editoriale dovrà ridefinire la missione delle testate giornalistiche, la cui ripartizione riflette ancora un’idea di pluralismo nata in regime di monopolio. I fenomeni di disinformazione e polarizzazione politica e sociale, le migrazioni e evoluzioni scientifiche che interrogano le coscienze, i grandi temi sociali che toccano le famiglie italiane, dal lavoro alla giustizia alla vita nelle nostre città, accentuano invece l’esigenza di uno spazio pubblico di informazione e discussione forte, competente e indipendente da influenze economiche o di parte.
  • Anche se il nuovo piano editoriale potrà condensare il numero dei canali trasmessi, gli standard dei costi orari di produzione e acquisizione dei diritti sono destinati a crescere. Basti pensare alla dinamica dei diritti sportivi o ai costi di produzione della grande serialità internazionale di cui l’Italia non può essere consumatrice passiva. In collaborazione preziosa con i produttori indipendenti, ma valorizzando le sue risorse interne, la RAI deve restare volano insostituibile della produzione di film, serie, documentari e animazione di livello internazionale.
  • Il contratto di servizio fissa nuove, importanti e impegnative missioni per la RAI. L’obiettivo della coesione sociale è strategico di fronte alla tendenza dei media privati di rivolgersi a pubblici specifici e separati, perché rendono di più sul piano pubblicitario e costano meno su quello produttivo.
  • La programmazione in inglese è uno strumento che tutti i paesi usano per aumentare la loro influenza nel mondo, in un contesto affollato da canali adeguatamente finanziati che si stanno conquistando preziose nicchie dell’audience internazionale. Come ridefinire la presenza della RAI all’estero?
  • La questione di obiettivi quantificabili e coerenti con le risorse da canone, da convenzioni o da pubblicità è un punto cruciale e ancora opaco. Gli amministratori della RAI non hanno alcuna visibilità sulle risorse da impiegare a partire dal prossimo anno. Mancano gli elementi essenziali per la preparazione del nuovo piano industriale. Quante risorse pubbliche, integrate da quanti spazi pubblicitari vendibili? Il contratto di servizio non fissa il livello degli ascolti atteso, che è la pre-condizione più importante e più costosa per l’assolvimento di tutte le missioni di pubblico servizio.

 

Di questi temi non c’è traccia nel programma o contratto di Governo. Non sappiamo se si tratta di una dimenticanza o di una scelta coerente con il rispetto del mandato parlamentare. In ogni caso siamo certi, quali che siano gli orientamenti politici e governativi, che buona parte della capacità della RAI di assolvere alla sua missione, come è sempre stato, dipenderà dalle capacità e dalle scelte dei suoi amministratori.

 

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Per discutere questi temi, in risposta alla esigenza di aprire un dibattito pubblico e senza alcuna intenzione di interferire sulle scelte delle prossime settimane, ADPRAI e UCSI invitano i candidati esterni e interni al futuro Consiglio di Amministrazione a un incontro, che si svolgerà LUNEDI’ 16 LUGLIO, ALLE ORE 17.30, PRESSO LA SALA DI VIA IN LUCINA 16/A (piazza del Parlamento).

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