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Rai, la classifica dei più pagati. Berlinguer più della presidente con con oltre 17mila euro al mese

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Alla Berlinguer 17.142, più della presidente. A 30 manager RAI 240mila euro l’anno, il tetto massimo stabilito per Legge.

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Alla Berlinguer 17.142, più della presidente. A 30 manager 240mila euro l’anno

Gli stipendi dei dipendenti Rai pari o superiori a 200mila euro sono resi noti della società italiana concessionaria del servizio pubblico radiofonico e televisivo, fa eccezione lo stipendio della presidente Marinella Soldi in chiaro anche se non raggiunge la cifra di 200mila euro, come mostra il grafico in apertura con il dettaglio di tutti gli stipendi dei dirigenti e direttori Rai.

Per la precisione lo stipendio di Marinella Soldi, ex direttrice generale  di MTV Italia e dal 21 luglio 2021 presidente Rai, è di 180mila euro lordi all’anno. Tanto? Sicuramente, ma decisamente sotto la soglia dello stipendio medio annuo di un manager o di un direttore Rai che viaggia attorno alla cifra di 228mila euro lordi che, spalmati su 14 mensilità, si traducono in 16.200 euro al mese. In totale sono 75 i manager Rai che ogni mese ricevono un bonifico di questa entità “chi più chi meno”, per la precisione quelli del gruppo del “più” sono 31, per questi top manager o direttori, tra cui troviamo l’ad Carlo Fuortes e la giornalista Bianca Berlinguer, lo stipendio mensile lordo è di 17.142 mila euro che, all’anno, fa 240mila mila euro: il tetto massimo per legge.

Stipendi Rai, la storia del tetto agli stipendi dei manager pubblici

La storia del tetto agli stipendi dei manager pubblici in Italia è stata oggetto di molte controversie, di dibattiti e anche di tentativi di eliminarlo. Tutto inizia alla fine del 2011 con il decreto Salva-Italia, il dispositivo messo a terra dal governo tecnico di Mario Monti per scongiurare il rischio di bancarotta dell’Italia. In quel momento infatti il nostro Paese era guidato dall’economista ed ex commissario europeo Mario Monti, succeduto a Silvio Berlusconi con l’incarico di formare un Governo tecnico (il secondo della storia repubblicana dopo quello di Lamberto Dini a metà anni Novanta) con l’obiettivo di evitare all’Italia l’insolvenza dei conti pubblici e quindi la bancarotta. Lo spread dell’Italia nel 2011, anno della crisi dei debiti sovrani, aveva infatti raggiunto la cifra  record di 575 punti.

Stipendi big manager, la stretta nel 2011 con il Governo Monti

Per questo l’esecutivo guidato da Mario Monti ha varato diverse riforme volte a razionalizzare la spesa pubblica, e guadagnandosi per questo l’appellativo di Governo dell’austerità ma anche dell’impopolarità; infatti il Governo del professore Monti fu anche quello della riforma Fornero e dell’introduzione dell’Imu sulla prima casa. Misure severe che avevano come obiettivo quello di  mandare ai mercati un forte messaggio di stabilità e di dimostrare all’Europa la volontà italiana di superare e gestire la crisi; d’altronde come ebbe a dire Mario Monti il suo Governo era l’unico che poteva permettersi di inimicarsi gli elettori non avendo nessuna esigenza di propaganda e di performance elettorale.

Tetto agli stipendi, le critiche e le deroghe per la Rai

Nessun decreto mette tutti d’accordo e quindi anche il provvedimento per porre un tetto agli stipendi negli anni ha ricevuto sia plausi che critiche, e non sono mancati blitz parlamentari per modificarlo e introdurre deroghe. Fin dall’introduzione nel 2011 e anche dopo la ratifica nel 2016 con il ddl Editoria, una delle principali critiche è stata quella che denuncia come il tetto agli stipendi delle controllate fiacchi la concorrenza limitando la capacità di attrarre talenti. Per questo dal provvedimento sono tuttora esclusi da ogni vincolo massimale le prestazioni artistiche incluse quelle giornalistico-professionali, entrambe possono quindi seguire i prezzi del mercato per “non compromettere l’operatività della Rai nel regime concorrenziale”. E la trasparenza? Non è permessa sempre per lo stesso discorso, lo spiega bene l’Antitrust: “l’evidenza pubblica degli stipendi (delle star televisive) potrebbe creare asimmetria nel settore televisivo” e avvantaggiare quindi le emittenti private.

Tutti gli stipendi della Rai 2023, l’elenco completo

Nel grafico in apertura potete vedere tutti gli stipendi dei dirigenti e direttori Rai in ordine di grandezza, per comodità riportiamo qui gli stipendi (annuali al lordo) dei principali manager e direttori editoriali della Rai:

  • Bianca Berlinguer, conduttrice di “#cartabianca” nell’ambito della Direzione Approfondimento: 240mila euro
  • Silvia Calandrelli, direttore Cultura ed Educational: 240mila euro
  • Alessandro Casarin, direttore Testata Giornalistica Regionale: 240mila euro
  • Stefano Coletta, direttore Intrattenimento Prime Time: 226mila euro
  • Paolo Del Brocco, ad Rai Cinema: 240mila euro
  • Marco Franzelli, direttore Rai Sport: 207mila euro
  • Monica Maggioni, direttore Tg1:  240mila euro
  • Luca Milano, direttore Rai Kids: 221mila euro
  • Antonio Preziosi, direttore Rai Parlamento: 240mila euro
  • Sigfrido Ranucci, vice direttore nell’ambito della Direzione Approfondimento: 229mila euro
  • Roberto Sergio, direttore Rai Radio: 240mila euro

I dati si riferiscono al: 2022

Fonte: RAI