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Rai, canone Italia fra i più bassi d’Europa

Canone Rai

Il canone Rai si pagherà da luglio in bolletta elettrica. E’ questo il sistema adottato dal governo per combattere la forte evasione.

Ma mentre si attendono ancora i decreti attuativi che dovranno sciogliere diversi nodi, la polemica infiamma.

Secondo un’indagine realizzata da Voices, il canone continua a non piacere agli italiani.

E’ questo il giudizio emerso da due indagini – svolte nella prima settimana dello scorso ottobre e in questi ultimi giorni di gennaio – che hanno analizzato i commenti (più di 60 mila) pubblicati sui social network.

A esprimere apprezzamento sulle nuove modalità di pagamento solo il 14,3% contro il 12,1% di ottobre. Questi utenti sperano che il canone diventi più leggero (due terzi dei commenti) o che sia più equo (un quarto) mentre solo il 4,2% sottolinea i maggiori introiti per la Rai anche se ben sappiamo che fino al 2018 queste risorse saranno destinate all’erario e non alla tv pubblica.

Ma come si regolano nel resto d’Europa?

Secondo una stima di IHS Technology, riproposte da IlSole24Ore, l’Italia, dove il canone ammonta a 100 euro (precedentemente era di 113 euro, ndr) si colloca in una posizione intermedia in Europa.

I Paesi dove si paga di più sono Norvegia, Danimarca e Svezia. Qui l’importo da pagare per poter fruire del servizio pubblico radiotelevisivo varia da 350 a 250 euro circa. In Germania, la media è di 215 euro, nel Regno Unito di 180 e in Francia di 135. In Grecia, Albania e Portogallo difficilmente supera i 50 euro.

In Spagna non si paga.

In Francia, il contributo è collegato alla disponibilità di apparecchiature di registrazione, riproduzione o proiezione su un monitor o uno schermo. Come in Italia, il canone non si paga sui Pc. Il pagamento prescinde dal numero di dispositivi posseduti dal nucleo familiare. Non si paga per la seconda casa; l’inquilino è tenuto al pagamento.

In Germania il canone è una flat fee mensile per ogni unità abitativa. Comprende tutte le tipologie di dispositivi e prescinde dal loro uso. Anche le imprese e le sedi istituzionali sono tenute a pagare. Il pagamento è dovuto anche sulla seconda casa.

Nel Regno Unito per installare un apparecchio televisivo il titolare deve avere un’autorizzazione, dietro versamento alla BBC di una licence fee, soggetta a rinnovo periodico. Gli apparecchi di ricezione comprendono, oltre alla televisione, i computer, gli smartphone, le console per giochi e le apparecchiature per la riproduzione di Dvd. Il pagamento non è dovuto in base alla disponibilità di un’apparecchiatura, ma si fonda sulla loro installazione e utilizzazione. La licenza non è richiesta, invece, se un dispositivo elettronico diverso dalla televisione (laptop o tablet) è usato per accedere a contenuti già trasmessi da un’emittente Tv o per fruire di servizi on-demand. Il pagamento è dovuto anche sulla seconda casa, se provvista di apparecchiature per ricevere programmi Tv, mentre non si paga il canone sui dispositivi funzionanti solo con batterie interne.

In Italia quindi, anche se c’è un 18,8% che considera il canone illegittimo (Fonte Voices), è tra i Paesi dove si paga meno.

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