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Quanto guadagna un senatore al mese? 14.634 euro

Tagliare lo stipendio dei parlamentari per risparmiare sui costi della politica. Per molti una pratica buona e giusta, soprattutto in tempi di crisi e inflazione. Tuttavia, nei programmi elettorali dei partiti che si sono contesi la maggioranza alle elezioni politiche del 25 settembre 2022, il tema della riduzione dello stipendio di senatori e deputati era assente. La ragione? Va sicuramente ricercata nel fatto che il costo della politica è già diminuito per effetto del taglio del numero degli scranni disponibili al Senato e al Parlamento. Scopriamo allora quanto guadagna un Senatore al mese nella XIX Legislatura.

Costo della politica, con il taglio degli onorevoli il risparmio è di 500 milioni di euro

Per la precisione, con la riduzione del numero degli onorevoli da 630 a 400 per la Camera e da 315 a 200 per il Senato, il risparmio stimato è di circa 500 milioni di euro per legislatura. Per questo, se vi domandate nel nuovo Governo Meloni quanto guadagna un senatore al mese la risposta è… la stessa cifra della scorsa legislatura. Ovvero circa 17mila euro al mese lordi.

Questo importo è rimasto invariato dal 2011 (anno dell’ultima decurtazione) nonostante i vari assalti condotti alla “casta” in primis dal Movimento 5 Stelle. Nel grafico in apertura tutte le voci che compongono la busta paga di un senatore. In base ai calcoli effettuati sommando gli importi in chiaro sul sito del Senato lo stipendio netto mensile di un Senatore è pari ad almeno 14.634 euro.

Busta paga di un Senatore ecco come è composta

Partiamo dalla prima voce che compone lo stipendio di un Senatore. Parliamo dell’indennità parlamentare. L’importo lordo dell’indennità dei Senatori è pari a 10.385,31 euro. Mentre, se un Senatore svolge un’attività lavorativa, l’indennità è pari a 10.064,77 euro. Il 3,09% in meno.

Passiamo ora a calcolare il netto dell’indennità parlamentare di un Senatore. Per farlo bisogna sottrarre dall’importo lordo le ritenute fiscali, i contributi obbligatori per il trattamento previdenziale, per l’assegno di fine mandato e per l’assistenza sanitaria. Tolte tutte queste voci l’indennità mensile di un senatore risulta pari a 5.304,89 euro e scende a 5.122,19 euro per i Senatori che svolgono attività lavorative.

I Senatori pagano l’Irpef?

Ma non è finita qui ci sono anche altre decurtazioni che vanno ad abbassare ulteriormente questa cifra e sono le addizionali Irpef, le imposte sul reddito delle persone fisiche. L’importo dell’Irpef, come è noto, varia in base al domicilio fiscale per questo l’indennità netta mensile corrisposta ai Senatori può essere leggermente inferiore o superiore ai 5mila euro, a seconda della Regione e del Comune di residenza.

I rimborsi di spesa di un Senatore

Dopo l’indennità parlamentare a determinare l’importo della busta paga di un Senatore troviamo il rimborso delle spese di soggiorno. La cosiddetta “diaria”.

Il rimborso spese per gli inquilini di Palazzo Madama è pari 3.500 euro ma viene periodicamente aggiornato in funzione dell’aumento del costo della vita. Questa cifra nel 2011 è stata ridotta del 12,57% per effetto della deliberazione adottata dal Consiglio di Presidenza. Prima di questa data la diaria per i senatori era pari a 4.003 euro al mese. 

Stipendio Senatori, cosa succede se un onorevole è assente dai lavori parlamentari?

Se un Senatore non è presente a una votazione a Palazzo Madama riceve lo stesso il rimborso delle spese di soggiorno quotidiano? La risposta è no. Infatti per quanto riguarda la diaria sono previste decurtazioni per ogni giornata di assenza dai lavori parlamentari. In particolare è penalizzata l’assenza dalle sedute delle Commissioni e delle Giunte in cui si svolgano votazioni. Per quel che riguarda i lavori dell’Assemblea, la decurtazione della diaria si applica se il Senatore non partecipa almeno al 30% delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.

Che cos’è il rimborso forfettario delle spese generali

Oltre alle spese di soggiorno, per calcolare quanto guadagna un senatore al mese nel 2022, bisogna aggiungere anche i rimborsi per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche. Queste ultime vanno a formare un rimborso forfettario, ovvero fisso, mensile di 1.650 euro. 

Rimborso delle spese per l’esercizio del mandato

Infine l’ultima voce che compone la busta paga di un Senatore. Il rimborso spese per l’esercizio del mandato. Quest’ultimo ha sostituito, a partire dal mese di marzo 2012, il preesistente “contributo per il supporto dell’attività dei Senatori” che era un rimborso spese interamente forfettario. L’importo complessivo è diviso in una quota mensile sottoposta a rendicontazione quadrimestrale, e quindi calcolata in base al resoconto delle spese effettivamente sostenute dal soggetto beneficiario con il massimale a 2.090 e in una ulteriore quota sempre di 2.090 euro mensili erogata forfettariamente.

I Senatori pagano i viaggi in aereo, treno, autobus e il pedaggio autostradale?

La risposta è no. I Senatori non pagano per  viaggiare in treno, aereo e per circolare in autostrada. A tutti i deputati infatti è garantita la libera circolazione. Ogni onorevole è in possesso di uno speciale tesserino, strettamente personale, per i trasferimenti sul territorio nazionale, valido per i viaggi aerei, ferroviari e marittimi e la circolazione sulla rete autostradale.

Quando vanno in pensione i Senatori?

Per calcolare quando un Senatore può andare in pensione si utilizza lo stesso sistema valido per tutto il personale dipendente della pubblica amministrazione ovvero il sistema di calcolo che prevede la soddisfazione di un duplice requisito, anagrafico e contributivo. Ogni Senatore infatti può andare in pensione a condizione di avere svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni e di aver compiuto 65 anni di età. Per ogni anno di mandato oltre il quinto, il requisito anagrafico è diminuito di un anno sino al minimo inderogabile di 60 anni.

Pensione dei Senatori, il sistema pro rata che sostituisce il vitalizio

Dopo l’intervento normativo avvenuto nel 2012 a firma di Gianfranco Fini e Renato Schifani e coerentemente con quanto previsto per la generalità dei lavoratori, anche ai Senatori in carica alla data del 1° gennaio 2012 è applicato un sistema pro rata. La pensione dei Senatori risulta quindi dalla somma della quota di assegno vitalizio definitivamente maturato, al 31 dicembre 2011, e della quota di pensione riferita agli anni di mandato parlamentare esercitato dal 2012 in poi. La pensione pro rata tuttavia non può superare in nessun caso l’importo massimo previsto dal previgente regolamento per gli assegni vitalizi.

A quanto ammonta l’assegno di fine mandato dei Senatori

Infine vediamo come funziona l’assegno di fine mandato. Al termine del servizio prestato in parlamento il Senatore riceve una cifra pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità, moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo. Tale assegno viene erogato sulla base di contributi interamente a carico dei Senatori ai quali è trattenuto mensilmente il 6,7% dell’indennità lorda. In poche parole ogni mese viene “spostata” dall’indennità lorda una quota che finisce in un apposito fondo denominato di “solidarietà fra i Senatori” e che andrà a finanziare l’assegno di fine mandato.

La riduzione del trattamento economico dei Senatori

Come abbiamo già detto in apertura di articolo nel corso degli ultimi anni il trattamento complessivo dei Senatori è stato più volte ridotto. La ragione? Contribuire alla riduzione della spesa pubblica. Ecco le più importanti novità introdotte.

Prima di tutto l’indennità parlamentare lorda è passata da 12.434,32 a 10.385,31 euro. Le competenze accessorie sono state complessivamente ridotte di 1.000 euro al mese. E poi da gennaio 2012 è stato radicalmente modificato il trattamento previdenziale di tutti i parlamentari, con l’introduzione del sistema contributivo. Infine sono state notevolmente ridotte le facilitazioni di viaggio a favore degli ex senatori con la soppressione di qualsiasi rimborso dei pedaggi autostradali e l’introduzione di un di un tetto annuale per i viaggi aerei e ferroviari.

I dati si riferiscono al: 2022

Fonte: Senato della Repubblica Italiana

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