Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.
Il 2026 si è aperto con cattive notizie per i consumatori italiani: il PUN, infatti, continua a salire spingendo all’insù anche le bollette della luce.
Il prezzo all’ingrosso dell’elettricità influenza, direttamente o indirettamente, la spesa di milioni di famiglie e i valori record toccati nelle prime settimane dell’anno stanno mettendo molti in allarme.
Dati gli attuali rincari, può essere un buon momento per affidarsi a un’offerta luce a prezzo bloccato. Fissando il costo della componente energia, questo tipo di tariffa non risente dei movimenti del PUN.
Con il comparatore di SOStariffe.it si può avere un quadro delle offerte disponibili sul mercato libero e mettere a confronto le soluzioni più convenienti tra quelle proposte dagli operatori partner.
Il PUN continua a salire
Il prezzo all’ingrosso dell’elettricità sta toccando valori che non si vedevano da più di un anno. Già nei primi giorni di gennaio si è notato un trend di crescita del PUN, che si è consolidato nella seconda e nella terza settimana del mese.
Il valore parziale del PUN mensile a gennaio 2026 si attesta attorno ai 132 €/MWh, ma le quotazioni giornaliere nel corso della terza settimana hanno sfiorato i 160 €/MWh, superando il valore massimo degli ultimi due anni.
Anche nei primi mesi dello scorso anno il PUN aveva fatto registrare un rialzo: a febbraio 2025 aveva toccato il punto più alto, a 150 €/MWh, mentre a marzo era sceso un po’ a 121 €/MWh. Oggi il livello del Prezzo Unico Nazionale è intermedio tra questi due numeri e non ci sono certezze riguardo a come si muoverà in futuro. Le quotazioni dell’energia potrebbero iniziare a scendere, complice la diminuzione della domanda dovuta all’aumento delle ore di luce, ma non è detto che non continuino a salire.
Le offerte a prezzo bloccato possono essere la soluzione?
La volatilità del prezzo del PUN influenza direttamente il costo in bolletta di gran parte delle famiglie che hanno un’utenza dell’elettricità attiva. Nel caso dei clienti vulnerabili, ad esempio, il PUN è il parametro usato dall’ARERA per determinare ogni trimestre il prezzo della componente energia. Il PUN è anche utilizzato come indice di riferimento per stabilire il costo dell’energia per gli utenti che si trovano nel Sistema a Tutele Graduali e per chi ha scelto un’offerta sul mercato libero a prezzo indicizzato.
Un rialzo del PUN rende quindi l’elettricità più cara, ma per evitare questo meccanismo si può scegliere un’offerta a prezzo fisso.
I fornitori di energia sul mercato libero propongono essenzialmente due tipi di tariffe: in quelle indicizzate il prezzo è legato direttamente al PUN; in quelle a prezzo fisso, invece, viene concordata una cifra che rimane costante per un periodo di tempo predeterminato.
In un periodo incerto e in cui il PUN è in rapida salita, le offerte a prezzo fisso possono rivelarsi la scelta giusta. Si può infatti bloccare il prezzo della componente energia e non rischiare di vedere lievitare la bolletta in caso di ulteriori rialzi registrati nel mercato all’ingrosso.
Quale offerta luce scegliere per risparmiare
Con la liberalizzazione del mercato elettrico si può passare facilmente da un fornitore a un altro: se si trovano tariffe della luce più convenienti rispetto a quella attivata in passato, è sufficiente sottoscrivere il nuovo contratto e attendere che il passaggio venga gestito dalle compagnie.
Analizzando le migliori offerte disponibili sul mercato libero ci si potrebbe rendere conto che con un’offerta a prezzo fisso è possibile risparmiare in bolletta e non preoccuparsi dell’andamento del PUN.
Le migliori offerte proposte dai fornitori partner di SOStariffe.it hanno tariffe a partire da 0,088 €/kWh, inferiori rispetto al valore corrente del PUN (circa 0,132 €/kWh). Molte opzioni di tariffe a prezzo bloccato fissano il costo della componente energia per 12 mesi, ma si possono considerare anche offerte che hanno una durata più lunga, come 24 o 36 mesi.
Bloccare il costo della componente energia può essere la scelta più prudente nell’attuale contesto di PUN a livelli elevati e in crescita e una certa incertezza di mercato. Con una tariffa del genere, oltre a proteggersi da ulteriori futuri rincari, si riesce anche a prevedere con più precisione la spesa familiare.
