Lo scenario

Pubblicità digitale, il 22% di impression generate da botnet fraudolente

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Il traffico non valido cresce, ma l’ad fraud perderà il 10% dei guadagni, passando da 7,2 miliardi a 6,5 miliardi di dollari.

Il mercato dell’online advertising cresce sempre di più. Secondo gli ultimi calcoli Statista, quest’anno saranno spesi 230 miliardi di dollari, il prossimo quasi 270 miliardi e per il 2020 una somma complessiva di 335,5 miliardi di dollari.

Solo negli Stati Uniti nei primi sei mesi del 2017 gli investimenti in pubblicità digitale sono cresciuti del 17%, a 83 miliardi di dollari (circa un terzo della somma mondiale, grazie soprattutto ai trend positivi di Google e Facebook).

Sappiamo però che le frodi sono sempre in agguato, soprattutto se messe in atto dai professionisti del cyber crime. Nel primo trimestre 2017, i danni per “ad fraud” sono arrivati a toccare quota 16,4 miliardi di dollari.

Una cifra enorme, dimensione del mercato delle frodi pubblicitarie online, di cui 7,2 miliardi di dollari sono stati i guadagni diretti dei cyber criminali nel 2016. Dato che però quest’anno dovrebbe evidenziare una diminuzione di circa il 10% secondo uno studio ANA (Association of National Advertisers) e White Ops, attestandosi a dicembre prossimo sui 6,5 miliardi di dollari.

Dal report emerge inoltre che il 20% dei siti web con annunci pubblicitari sono fraudolenti e che il 22% degli annunci video desktop sono guardati non da esseri umani, ma da botnet.

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