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Protezione dei dati e del cloud, per le Pmi Ue il costo di una violazione supera i 100 mila euro nel 2018

Per le piccole e medie imprese europee il costo di una violazione ha raggiunto i 104.000 euro circa nel 2018, un valore che è cresciuto quasi del 48% rispetto a quanto registrato nel 2017. Il 23% del budget IT andrà in soluzioni di cybersecurity.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |

L’impatto economico degli incidenti di cybersecurity, gli investimenti delle aziende nella sicurezza IT e la salvaguardia dei dati nel cloud, continuano a rappresentare una sfida per le aziende. Negli ultimi 12 mesi, infatti, si sono verificati alcuni tra i più costosi incidenti di cyber sicurezza collegati ad ambienti cloud e data protection.

Nel tentativo di agevolare la digital transformation, senza compromettere la sicurezza, le aziende stanno ora dando la priorità alle spese proprio in cybersecurity. Nel 2018 le imprese destineranno fino al 23% del loro budget IT a questo settore, ridefinendo così il ruolo strategico della protezione dei dati aziendali.

 

A seguito di azioni di data breach a livello europeo, nel corso degli ultimi 12 mesi le aziende si sono trovate a dover far fronte ad una realtà preoccupante: per le Pmi europee, il costo di una violazione ha raggiunto i 104.000 euro circa nel 2018, un valore che è cresciuto quasi del 48% rispetto a quanto registrato nel 2017 (circa 75.000 euro).

Per le società più grandi, invece, secondo un nuovo studio Kaspersky Lab, l’aumento è stato del 10%: in media l’impatto finanziario di una violazione ora può arrivare quasi fino a 900.000 euro.

 

Costi in crescita che rappresentano una preoccupazione per le imprese, soprattutto in era digital transformation, nella quale le infrastrutture cloud continuano ad avere sempre maggior importanza, visto che il 45% delle società e il 33% delle PMI in totale hanno già pianificato o stanno progettando l’utilizzo del cloud ibrido nei prossimi 12 mesi.

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L’indagine ha inoltre rilevato, nel 2018, che le grandi aziende europee che stanno investendo il 23% del loro budget IT nell’area sicurezza: complessivamente circa 10,05 milioni di euro.

Una delle ragioni principali alla base di quest’aumento di spesa nella cybersicurezza “è la maggiore complessità delle infrastrutture IT (dal momento che le aziende adottano sempre più le piattaforme cloud), oltre al fatto che si contribuisce al miglioramento del livello delle competenze specialistiche in materia di sicurezza”.

 

Situazione in Italia

È stato calcolato che il budget medio investito in sicurezza IT si aggira intorno a 1,1 milioni di euro (valore calcolato valutando tutte le imprese di qualsiasi dimensione, da quelle micro alle grandi società).

 

Le minacce economicamente più impattanti sono quelle legate ad attacchi mirati (impatto stimato attorno ai 473.000 euro) e alla perdita di dati elettronici da sistemi interni (impatto calcolato in 547.000 euro).

 

I ricercatori hanno anche raccolto l’opinione delle aziende italiane sulle motivazioni principali che inducono ad un investimento nel campo della sicurezza IT, che sono: la volontà di migliorare le competenze specialistiche in materia (per il 35%); l’esortazione a muoversi in questa direzione da parte del top management (per il 29%); l’adesione a precisi requisiti di conformità (per il 28%).

 

 

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