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Privacy policy di WhatsApp, conviene accettare i nuovi termini?

Se possedete uno smartphone e delle tariffe cellulari con Internet compreso attive sulle vostre SIM è probabile che utilizzate spesso un’app di messaggistica istantanea. WhatsApp è il servizio IM più utilizzato al mondo e nel nostro Paese: secondo i dati diffusi lo scorso anno da Comscore, gli utenti unici in Italia sfioravano i 33 milioni, con un incremento del 4% rispetto al 2019.

Ecco perché la notizia diffusa in questi giorni potrebbe interessante tantissime persone: l’azienda, infatti, limiterà gradualmente le funzionalità disponibili agli account che non accetteranno le nuove discusse condizioni relative alla privacy.

La scadenza per l’accettazione delle nuove regole, prevista inizialmente per febbraio, è stata prorogata al 15 maggio: a partire da questa data, quindi, gli utenti che non accetteranno i termini di utilizzo non potranno utilizzare normalmente il servizio.

È la stessa WhatsApp ad aver chiarito la questione attraverso una risposta data al noto sito di tecnologia TechCrunch verso la fine del mese scorso. Ma che cosa cambierà nel concreto non accettando le nuove condizioni contrattuali?

Come ha dichiarato la società, gli utenti non saranno in grado di leggere o inviare messaggi, anche se riceveranno comunque notifiche e potranno utilizzare il servizio di chiamata per un breve periodo (qualche settimana, anche se non viene specificato esattamente la durata). Ricordiamo che dopo 120 giorni di inattività, WhatsApp prevede l’eliminazione degli account.

Privacy e GDPR, che cosa cambia per gli utenti europei

Le modifiche che verranno introdotte con l’accettazione dei nuovi termini riguardano sostanzialmente i Paesi extra europei, non coperti dallo scudo del GDPR. WhatsApp – o sarebbe meglio dire Facebook –  non potrebbe attuare le nuove norme del servizio all’interno dell’UE, tenendo conto del regolamento privacy in vigore. L’azienda rischierebbe sanzioni particolarmente salate, addirittura fino al 4% del fatturato annuo.

In teoria, quindi, per gli utenti italiani ed europei non dovrebbe cambiare nulla: non vi è certezza poiché nella notifica inviata da WhatsApp sul cambiamento dei termini non viene citato in alcun modo il GDPR. Non è chiaro, quindi, se Facebook abbia in progetto di estendere le modifiche nel Vecchio Continente, sfidando la normativa e rischiando così di venire sanzionata pesantemente.

Intanto in questi mesi si è registrato anche in Italia un esodo di migliaia di utenti verso app alternative di messaggistica istantanee, Telegram e Signal in primis, apparentemente più trasparenti sul tema privacy (sebbene non sia esattamente tutto rose e fiori). È prevedibile, tuttavia, che gran parte del bacino di utenza WhatsApp voglia mantenere l’app e, quindi, dovrà necessariamente accettare le condizioni, in attesa che l’azienda chiarisca la questione sul trattamento dei dati in UE.

WhatsApp non funzionerà più su alcuni smartphone nel 2021: ci sono novità?

Prima di chiudere, vogliamo segnalarvi una notizia che sta facendo il giro di siti e blog di settore e che riguarda sempre WhatsApp: come riportano i portali in questione, entro quest’anno diversi smartphone, come l’iPhone 4, il Samsung Galaxy Note 3, il Moto X e lo Xiaomi Mi 3, non verranno più supportati dal servizio e, quindi, l’app non funzionerà.

In realtà si tratta di una non notizia: la lista che gira online, infatti, è già stata resa nota alla fine del 2020 e non vi sono novità in merito. La stessa WhatsApp, sull’area FAQ del sito ufficiale, specifica quali dispositivi sono supportati:

Se, quindi, il vostro dispositivo è datato e non volete rinunciare a WhatsApp, valutate la sostituzione con uno smartphone più recente.

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