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Privacy, Butti: ‘GDPR europeo esempio per decine di paesi’

“Parlare di protezione dei dati è un compito sempre meno facile. La tecnologia corre e accompagna letture dei comportamenti, delle attitudini e addirittura degli stati d’animo dei consumatori e dei cittadini con modalità così pervasive e penetranti da lasciarci a volte attoniti. Ma non è una battaglia persa, come vorrebbero alcuni”. Così il Sottosegretario Alessio Butti all’evento “State of privacy edizione 2023”, organizzato dal Garante Privacy.

Effetto trascinante del GDPR
“La conferma di come questa complessa partita possa essere giocata è data dal modo in cui il mondo intero ha seguito le indicazioni del nostro GDPR europeo che ha avuto il pregio di trascinare dietro di sé decine di Paesi che hanno plasmato le proprie normative nazionali in materia di protezione dei dati proprio sul modello della nostra norma europea. Il GDPR ha imposto una svolta anche al diritto americano che negli ultimi anni ha riconsiderato il tema dei dati nel mondo digitale. Oggi sono 11 gli Stati che si sono dotati di leggi ad hoc (già in vigore o che lo saranno entro il 2024) e ve ne sono altri 18 che hanno avviato iter di studio e/o approvazione”, prosegue Butti, che cita poi il caso della Cina, che ha approvato PIPL (personal information protection law ) ispirandosi in parte al GDPR.


Tutela dei dati sensibili

Una considerazione a sé riguarda poi la tutela delle persone titolari di informazioni “sensibili”, “che esprimono anche un enorme valore strategico ed economico – aggiunge Butti – Penso ai dati sanitari. Perché tutti possano trarne equo beneficio, occorre un supporto logistico e infrastrutturale efficiente, grazie al quale poter veicolare, rendere accessibili, condivisibili a soggetti titolati e soprattutto capace di mettere in sicurezza i dati sanitari”.

Fascicolo sanitario elettronico

“È proprio quello che stiamo facendo, ad esempio, con il Fascicolo Sanitario Elettronico: lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la propria storia sanitaria, condividendola in modo sicuro con i professionisti del Sistema Sanitario che lo prendono in cura. Tutto ciò deve esser fatto in un contesto di protezione certa da interessi economici che potrebbero minare anche la sovranità nazionale del Paese. Biometria, Protezione dei bambini sui social media, Diritti dei consumatori in opt-out, Protezione dei dati sanitari, Cancellazione delle posizioni personali in rete, ruolo delle migliaia di Società di brokeraggio che vendono dati all’ingrosso e al dettaglio, sono alcuni dei temi cruciali con cui tutti siamo obbligati a confrontarci. Per quanto riguarda noi, c’è una proficua collaborazione tra il Garante della Protezione dei Dati Personali e il mio Dipartimento per la Trasformazione Digitale, necessaria e dovuta, il cui obiettivo è assicurare una trasformazione tecnologica che porti innovazione e benefici economici per tutti, senza rinunciare alla sicurezza dei dati e ai diritti delle persone”.

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