L’OPAS di Poste su Tim ha raggiunto il 3,7% delle adesioni. Siamo ancora lontani dal 66,67% che garantirebbe il controllo e il buon esito dell’offerta. L’operazione stenta a decollare e si attende l’ingresso dei grandi fondi per dare una svolta. Il tempo stringe. Cresce l’attesa anche da parte dei piccoli azionisti di Tim, che in camera caritatis e sul forum del sito specializzato Investing.com, condividono opinioni e preoccupazioni. Fra speranze di rilancio e timori di un flop che non dipenderebbe da loro, ma dai grandi fondi che avranno l’ultima parola sull’esito dell’operazione, che ha ricevuto la benedizione delle grandi agenzie di rating.
Le voci
Abbiamo raccolto una selezione di commenti che riportiamo di seguito, per dare il quadro del sentiment dei piccoli azionisti, in attesa degli analisti che, interpellati da Key4Biz, in questo momento non si esprimono e preferiscono attendere l’esito dell’operazione, che scade l’11 settembre. Intanto, ieri in Borsa i titoli di Poste e Tim entrambi in flessione rispettivamente del 3,78% e 3,61%.
“Prezzo non rispecchia valore di Tim“
Secondo alcune voci, l’OPAS non andrà in porto perché il prezzo offerta non rispecchia il valore di Tim. “Non raggiungeranno la soglia dell’OPAS” “più della metà degli azionisti richiede prezzo oltre gli 8 euro”.
“Il prezzo se non sarà oltre gli 8 euro non verrà accettato dagli azionisti, e l’OPAS non passerà”.
D’altro canto le adesioni dei piccoli azionisti “contano poco. i grandi Fondi, i grandi investitori decideranno gli ultimi due giorni…”.
Rilancio possibile?
Si parla poi della percentuale di adesione. “OPAS Telecom Italia, le adesioni superano il 3,7%, io non ho aderito….”, scrive un utente. “…Mi sa che non sei il solo…”, replica un altro a stretto giro. “io volevo vendere a 8”, dice un altro.
Botta e risposta sull’ipotesi di rilancio da parte di Poste. “Da come va Poste, ritengo rilancio probabilissimo. Lo progettano da cinque anni! Oggi come ieri Del Fante attaccato all’andamento di Poste e Tim in borsa, ma come, avevi pianificato l’Opas su Tim da 5 anni e questi se la giocano in 5 giorni?”.
E ancora: “Non ci saranno rilanci. Sarebbero d’altra parte controproducenti perché scenderebbe Poste. Per chi vuole aderire non ci sarebbero vantaggi. Vantaggi solo per chi vuol vendere l’attimo prima al max prezzo possibile! E perché Del Fante dovrebbe premiare chi non aderisce?”.
“Call Center ci provano“
“tu pensa solo che oggi hanno chiamato 3 volte da Poste”, per convincere un piccolo azionista a cedere le sue azioni Tim. “Ci provanoo”, aggiunge. “Ma non sanno che gli azionisti Tim le hanno da 7-8 anni. Non conoscono tutta la storia. Vogliono fare l’affare. Vogliono comprare a saldo. Ma non siamo scemi”, chiude.
“Dove sono i fondi?“
L’ingresso dei fondi, che sarebbero in attesa dell’ultimo momento per entrare nell’operazione, desta qualche preoccupazione. “Devi vedere se realmente i fondi sono contrari o meno…tutto lì.. a me sembra strano che nessuno ha ancora aderito. Va bene all’ultimo ma in questa settimana già deve apparire qualcuno… se non fosse, l’unica soluzione è alzare di poco il premio o acquistare a mercato a ribasso come ora finché riescono o al rialzo..”.
Non mancano gli appelli accorati. “Del Fante unni si? Telecom sprofonda”.
L’attesa del rilancio per cambiare il trend
Non manca un commento tecnico. “E’ un effetto domino, Poste scende, di conseguenza il concambio peggiora, gli investitori non aderiscono ed il prezzo scende, è una strategia classica in fase di OPAS, finché non vi è segnale di Poste Telecom rimane sotto pressione, il crollo non è strutturale, è legato all’Opas, solo un rilancio cambia la psicologia del mercato, sparisce la pressione ribassista, il vero motore del rimbalzo è il rilancio, ed è lo scenario più positivo”, scrive un utente.
“Il rilancio ancora sembra una chimera”, scrive un altro.
“Se ci fosse un rilancio i fondi lo saprebbero già e il titolo farebbe più 5 pecoroni illusi ahhh”.
“Ma l’annuncio del ritiro dell’OPAS e/o il rilancio lo danno sabato o domenica? il cda di poste lo convocheranno sicuramente domenica mattina…”, scrive un altro ancora.
“Rapporti di forza“
E ancora, un altro commento tecnico. “I rapporti di forza sono sbilanciati, fondi all’incirca 55/60%, retail 35/40%. Il retail ha quote micro ma numerose, è un titolo storico, può influire ma non determinare da solo il risultato, il punto chiave è che i fondi decidono l’esito dell’Opas. Secondo me ti manca la chiarezza tecnica, l’Opas fallisce se i fondi non aderiscono, il retail non aderisce e Poste non raggiunge la soglia minima di successo per ottenere il controllo operativo, per far fallire l’Opas servono almeno il 40% del capitale non aderente, se i fondi che insieme rappresentano il 25/30% non aderiscono l’IOpas fallisce, il retail da solo non può far fallire l’operazione, serve la non adesione dei fondi”, si legge.
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