L'offerta

Poste-Tim, l’OPAS al rush finale. Cresce l’attesa per un rilancio

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Si apre oggi l'ultima settimana per aderire all'OPAS di Poste su Tim, cui ha preso parte anche l'ad della compagnia telefonica, in attesa di capire se ci sarà un rialzo dell'offerta o un ingresso diretto dei grandi fondi alle condizioni attuali.

Mancano pochi giorni alla scadenza dell’OPAS di Poste Italiane su Tim, l’offerta pubblica che ha lo scopo dichiarato di portare la quota della società guidata dall’ad Matteo Del Fante sopra la soglia di controllo del 66,67% (maggioranza assoluta). Un obiettivo non semplice, dal momento che venerdì scorso la quota di adesione all’OPAS era ferma al 5,4%, in linea con operazioni simili, ma ben lontana dall’obiettivo finale.

Ma non certo impossibile, visto che i grandi fondi di norma entrano in gioco nelle ultime 48 ore prima della scadenza. L’OPAS scade l’11 settembre.

 Cosa succede se Poste Italiane non raggiunge la soglia del 66,67%?

Poste ha dichiarato che valuterà tutte le opzioni consentite dal regolamento dell’offerta: una proroga dei termini, un rilancio delle condizioni economiche (c’è tempo fino a giovedì), oppure la rinuncia alla condizione di soglia minima per acquisire comunque una quota inferiore di TIM.

C’è anche un’ulteriore possibilità, vale a dire la decadenza dell’offerta, per quanto impensabile alla vigilia: L’OPAS decade automaticamente, nessuna azione viene acquistata e i titoli portati in adesione vengono restituiti agli azionisti.

L’ad di Tim Labriola e i dirigenti apicali aderiscono all’OPAS

Intanto, in mattinata per spingere l’adesione all’offerta, L’AD di Tim Pietro Labriola e i dirigenti con responsabilità strategiche della società hanno aderito all’OPAS, portando in dote le azioni detenute.

“Come già comunicato al mercato lo scorso 18 luglio, il corrispettivo dell’offerta è stato ritenuto congruo dal punto di vista finanziario dal Consiglio di Amministrazione del Gruppo, che ne ha valutato positivamente il razionale e le prospettive industriali”, si legge nella nota aziendale.

L’adesione del top management si è chiusa nella settimana scorsa e i dettagli relativi alle singole operazioni saranno resi pubblici attraverso le comunicazioni di internal dealing, nei termini previsti dalla normativa applicabile.

Basterà?

 Vedremo se l’adesione personale dei vertici di Tim spingerà anche i fondi a fare lo stesso alle condizioni attuali. C’è da dire che Poste ha altresì reso noto che potrebbe riaprire il periodo delle adesioni, che chiude l’11 settembre, nella finestra fra il 21 e il 24 settembre. Il tutto senza rialzi, per chiudere l’operazione più avanti ma allo stesso prezzo attuale. Tanto più che la società di Del Fante ha da subito detto che non sono previsti rilanci.

Seduta contrstata a Piazza Affari

Seduta contrastata a Piazza Affari, con il listino milanese che prova a mantenersi in territorio positivo mentre si accendono i riflettori sui titoli coinvolti nell’operazione tra Poste Italiane e Tim. A pesare sono soprattutto le vendite su Tim e Poste, che cedono rispettivamente il 4% e il 3,75%, mentre entra nel vivo la settimana decisiva per l’OPAS.

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