Consob ha approvato il documento di offerta relativo all’Opas volontaria totalitaria promossa da Poste Italiane su Telecom Italia. Lo rende noto Poste Italiane, precisando che l’approvazione è arrivata con delibera Consob n. 24080 del 15 luglio 2026. Con il via libera dell’Autorità di vigilanza, l’operazione entra quindi nella fase di adesione.
L’offerta ha per oggetto la totalità delle azioni ordinarie TIM ammesse alle negoziazioni su Euronext Milan, incluse le azioni proprie detenute direttamente o indirettamente dalla società, al netto delle azioni TIM già detenute da Poste Italiane.
Periodo di adesione dal 20 luglio
Il periodo di adesione all’offerta, concordato con Borsa Italiana, inizierà alle 8:30 del 20 luglio 2026 e terminerà alle 17:30 dell’11 settembre 2026, salvo proroghe. Il periodo sarà quindi pari a 40 giorni di borsa aperta.
Il pagamento del corrispettivo è previsto per il quinto giorno di borsa aperta successivo alla chiusura del periodo di adesione. In assenza di proroghe da parte di Consob, la data di pagamento sarà il 18 settembre 2026.
Il corrispettivo dell’offerta
Per ciascuna azione TIM portata in adesione, Poste Italiane riconoscerà un corrispettivo unitario complessivo composto da due parti.
La prima è una componente in denaro pari a 1,67 euro. La seconda è una componente in azioni, pari a 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione. Le nuove azioni Poste avranno godimento regolare e le stesse caratteristiche delle azioni ordinarie già in circolazione alla data della loro emissione. Saranno inoltre destinate alla quotazione su Euronext Milan.
Il corrispettivo è stato rettificato per tenere conto del raggruppamento deliberato dall’assemblea straordinaria degli azionisti TIM del 15 aprile 2026, divenuto efficace il 15 giugno 2026. Poste precisa che la rettifica non modifica la sostanza economica dell’offerta.
Possibile riapertura dei termini
Qualora ricorrano i presupposti previsti dal Regolamento Emittenti, il periodo di adesione potrà essere riaperto per ulteriori cinque giorni di borsa aperta.
In assenza di proroghe, la riapertura dei termini riguarderebbe le sedute del 21, 22, 23, 24 e 25 settembre 2026.
In questo caso, il pagamento per gli azionisti TIM che aderiranno durante la riapertura dei termini è previsto per il quinto giorno di borsa aperta successivo alla chiusura della riapertura. Salvo proroghe, la data sarebbe il 2 ottobre 2026.
La partita Poste-TIM
Poste Italiane, maggiore azionista di TIM dallo scorso anno, a marzo ha lanciato un’Opas da 10,8 miliardi con l’obiettivo di creare un pilastro nazionale nel settore digitale. Nell’ambito dell’operazione il gruppo offre agli azionisti Tim 0,167 euro in contanti e 0,0218 azioni Poste di nuova emissione.
L’operazione, secondo l’amministratore delegato Matteo Del Fante, rappresenta il culmine di un percorso di digitalizzazione avviato da Poste nove anni fa e accelerato dopo lo scorporo della rete TIM. TIM, nelle intenzioni del gruppo, resterà una società standalone e manterrà il proprio marchio. Del Fante non vede particolari criticità antitrust, ricordando il precedente via libera dell’Agcm all’ingresso di Poste nel capitale TIM. Il closing dell’Opas è atteso nel quarto trimestre del 2026.
Il razionale industriale è la nascita di una grande piattaforma nazionale che integri la capillarità fisica e digitale di Poste con le competenze tecnologiche e di connettività di TIM.
Il gruppo stima sinergie per circa 700 milioni di euro, con pieno effetto dal 2028, e conferma la guidance sul dividendo 2026. I sindacati hanno accolto positivamente l’operazione, chiedendo però garanzie su occupazione, indotto, welfare e partecipazione dei lavoratori. Più cauta Barclays, che ha giudicato il prezzo non particolarmente generoso e l’offerta diluitiva per gli azionisti TIM, vista la forte componente in azioni Poste. Sul piano politico, l’operazione ha raccolto aperture trasversali perché viene letta come possibile ricostruzione di un campione nazionale delle telecomunicazioni a controllo pubblico.
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