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Era post smartphone, la caduta di Apple. Entriamo in un nuovo ecosistema mobile digitale

Il mercato degli smartphone va a gonfie vele: alla fine del terzo trimestre 2017 sono stati immessi sul mercato altri 373 milioni di dispositivi, con un aumento delle spedizioni del 3% rispetto all’anno precedente. In base a quanto registrato da IDC, Samsung continua a dominare la scena, con più di 83 milioni di pezzi spediti (+9,5% su base annua), seguita come al solito da Apple, che immette nel mercato 47 milioni di nuovi telefoni (+2,6%), con alle spalle il gigante cinese Huawei, con i suoi 39 milioni di pezzi e un notevole +16% sul 2016.

Un mercato in salute, che deve soddisfare una domanda sempre crescente di nuovi telefoni intelligenti da parte di una platea di consumatori che si allarga costantemente, anno dopo anno. L’anno scorso sono stati venduti 1,5 miliardi di nuovi smartphone per 2,1 miliardi di utilizzatori.

Quest’anno siamo già2,32 miliardi, l’anno prossimo saremo 2,53 miliardi secondo calcoli Statista, mentre nel 2020 sono attesi 2,9 miliardi di utilizzatori.

Un’altra grande battaglia è quella tra sistemi operativi, un terreno strategico dove si scontrano due grandi giganti: Android di Google e iOS di Apple. A giugno 2017 il sistema operativo di Google controllava l’87% del mercato, quello di Apple il 12,1%.

Ottimi anche i guadagni, con ricavi dalle vendite in leggero ma costante aumento: dai 330 miliardi del 2013 siamo passati ai 434 miliardi dell’anno passato, per poi arrivare a quelli attesi per la fine del 2017 che dovrebbero raggiungere sempre secondo Statista quasi 480 miliardi di dollari in tutto il mondo.

Uno scenario che secondo un nuovo studio ABI Research sembra essere destinato a cambiare e anche di molto nei prossimi anni. Il Report “Mobile Ecosystem Leaders and Laggards in the Post-Smartphone Era” racconta di un’industria della telefonia mobile probabilmente al suo apice e che grazie alla trasformazione digitale troverà una nuova strada.

Il mercato vedrà emergere la nuova domanda di servizi, più personalizzati, più attrattivi, più coinvolgenti e immersivi, che necessitano di interfacce più interattive, di nuova generazione, frutto della convergenza di voce, gesti, intelligenza artificiale, realtà aumentata e virtuale, 3D.

Una nuova era, “post smartphone, dove a contare saranno i portafogli brevetti, la spesa in ricerca, sviluppo e innovazione, acquisizioni e fusioni, l’open source, il grado di sviluppo delle tecnologie abilitanti la digital transformation e altro ancora.

In questo settore in continua trasformazione, secondo i ricercatori ABI Research, i leader del mercato saranno Google e Amazon, che guideranno l’innovazione nell’ecosistema mobile nei prossimi dieci anni, mentre Apple scivolerà indietro.

Siamo all’inizio di una nuova ondata di innovazione nell’ecosistema degli smart device, che sarà guidata da Google e Amazon, grazie alla loro forza nei principali settori in crescita, in particolare l’informatica, che gli consentirà un approccio più flessibile alle esperienze degli utenti che sono essenziali per la creazione di esperienza immersive e nell’interazione uomo-macchina”, ha affermato David McQueen, Research Director di ABI Research.

Senza il pesante fardello dei sistemi legacy e della parte hardware, questi giganti del web sono in una buona posizione per guidare il mercato verso l’era post-smartphone“.

Che cosa potrebbe decretare questo nuovo assetto del mercato è spiegato nel documento, che evidenzia come al momento c’è chi, tra cui Apple, Samsung, Microsoft e Huawei, invece di investire di più in innovazione tendono a compiacersi della posizione raggiunta (“some signs of complacency in the sector”, quello che a suo tempo gli analisti chiamarono “fine dell’effetto Jobs”).

Che Apple possa cadere verso il basso nella corsa alla leadership del mercato smartphone oggi è difficile anche solo da immaginare, perché parliamo pur sempre di un brand potentissimo, come anche Microsoft d’altronde.

Basti pensare che Apple guadagna ben 1.444 dollari al secondo, in una simpatica classifica realizzata da Visually, Google (che si cela dietro Alphabet) 616 dollari e Microsoft 531 dollari.

In questo scenario futuro (ma neanche troppo lontano) tratteggiato da ABI Research, vincerà chi saprà individuare il segmento tecnologico dove investire di più in innovazione, ma anche chi saprà spendersi di più in formazione e nuove competenze tecnologiche e tecniche di base, chi realizzerà il nuovo dispositivo intelligente in grado di far interagire in maniera semplice e soddisfacente l’utilizzatore con le nuove tecnologie digitali.

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