
- Pagine: 144
- Prezzo: 18,00 euro
- Pubblicazione: settembre 2025
- ISBN: 9788850339112
- Apogeo editore
Arti bionici, impianti neurali, interfacce cervello-computer. Non sono fantascienza ma la frontiera della bioingegneria per riparare e potenziare corpo, cervello, sistema nervoso e tornare a camminare, recuperare un arto perso o paralizzato, riacquistare sensibilità, equilibrio e tatto.
Possiamo davvero farlo?
Silvestro Micera, pioniere nel campo delle neurotecnologie e neuroprotesi, racconta lo stato dell’arte della ricerca, illustrando le incredibili possibilità, ma anche i dilemmi etici e sociali che ne derivano.
Siamo di fronte a una nuova era dell’umanità, in cui corpo e macchina si fondono in un tutt’uno eppure i rischi legati al controllo dei dati neurali e alla disuguaglianza di accesso rendono necessaria una riflessione profonda.
Possiamo (ri)costruirlo non è solo un viaggio che dà speranza ai confini della scienza, ma anche un invito a interrogarsi sulle implicazioni di un futuro che sposta più in là la nostra connessione con la tecnologia.
“Viviamo un momento in cui scienza, etica e tecnologia devono dialogare più che mai. Conoscere non è solo un diritto: è una responsabilità. Questo libro è un invito a guardare al futuro con lucidità e consapevolezza, a non essere semplici spettatori della rivoluzione tecnologica, ma comprenderla, interrogarla e guidarla. Perché il progresso non è un’entità astratta: è fatto di scelte, visioni, valori. E spetta a tutti noi decidere quale direzione vogliamo dargli”.
(dalla prefazione di Antonella Viola)
Silvestro Micera è Professore Ordinario di Bioelettronica alla Scuola Superiore Sant’Anna (Italia) e all’EPFL (Svizzera). Ha conseguito la Laurea in Ingegneria Elettrica presso l’Università di Pisa, nel 1996, e il Dottorato di Ricerca in Bioingegneria presso la Scuola Sant’Anna, nel 2000. Nel 2007 è stato Visiting Scientist presso il Massachusetts Institute of Technology, USA. Dal 2008 al 2011 è stato Group Leader presso l’Institute for Automation, ETH Zurich, CH. Ha ricevuto premi nazionali e internazionali ed è autore di oltre 500 articoli WoS peer-reviewed e di numerosi brevetti internazionali. Il suo lavoro ha contribuito a sviluppare dispositivi che permettono alle persone con disabilità di riacquistare mobilità e sensibilità, avvicinando la scienza a quella che, fino a pochi anni fa, sembrava solo fantascienza.
