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Pirateria, videosorveglianza nei cinema per contrastare il camcording. Fapav: ‘Ora inasprimento penale‘

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Le sale cinematografiche per contrastare il camcording hanno la possibilità di installare sistemi di videosorveglianza, nel rispetto della normativa privacy. La novità è contenuta nell’emendamento 3.101 al decreto Cultura convertito ieri in disegno di legge dal Senato e per diventare definitiva dovrà ora ricevere anche il via libera dalla Camera.

È stata la relatrice del Ddl Loredana Russo (M5S) a presentare la misura per ostacolare le illecite registrazioni audio e video di un film che avvengono direttamente nelle sale cinematografiche.

I film abusivamente registrati vengono poi editati, migliorati e posti illegalmente sul web sulle principali piattaforme di condivisione pirata. Un danno enorme che va ad incidere profondamente sulla prima fase di sfruttamento dell’opera, ossia quando il film è nelle sale, andando purtroppo ad alimentare il mercato illecito parallelo della filiera pirata, a scapito dell’industria audiovisiva. Il camcording è purtroppo ancora la principale fonte della pirateria per quanto riguarda le prime visioni.


Il Segretario Generale di FAPAV, Federico Bagnoli Rossi

L’approvazione dell’emendamento, fortemente auspicata dall’intera industria cinematografica e audiovisiva, rappresenta un primo passo nella lotta al camcording”, ha dichiarato il Segretario Generale di FAPAV, Federico Bagnoli Rossi.L’emendamento approvato dal Senato, che speriamo possa essere presto confermato dalla Camera dei Deputati, consentirà di poter intervenire con maggiore forza nei confronti di una pratica illegale che rappresenta la fonte primaria della pirateria per quanto riguarda le nuove uscite cinematografiche”.

“C’è ancora molto da fare”, ha aggiunto il segretario generale di FAPAV, “e spiace per la mancata adozione dell’inasprimento penale (dichiarato inammissibile per estraneità di materia)”. Paradossalmente tale condotta illegale è punita solo come illecito amministrativo, da qui la forte richiesta di FAPAV di trasformarlo a reato sanzionato penalmente, al pari delle altre condotte illecite di pirateria. Anche perché sottolinea Bagnoli Rossi (FAPAV): “Dietro questo fenomeno c’è un business criminale e la strada per smantellarlo è ancora lunga, ma ora le Autorità Competenti avranno a disposizione uno strumento in più per contrastare il camcording, fenomeno dietro il quale, ricordiamo, si nascondono delle vere e proprie mentalità criminali, un’intera filiera pirata dedita al reperimento, l’ottimizzazione e la distribuzione dei contenuti audiovisivi”.

Infine i ringraziamenti del Segretario Generale di FAPAV a chi in Parlamento è impegnato nella lotta alla pirateria audiovisiva in Italia: “Un ringraziamento sentito al Sottosegretario Vito Crimi per il decisivo ruolo ed il convinto sostegno alla lotta contro la criminalità informatica. Un plauso al Parlamento che ha – in maniera bipartisan – acceso nuovamente un faro su un fenomeno gravissimo per l’industria audiovisiva e creativa del nostro Paese. Un ulteriore grazie va anche ad alcuni Parlamentari che sono in prima linea in questa battaglia, segnatamente gli On.li Massimiliano Capitanio, Marzia Ferraioli e Alessio Butti”, ha concluso Bagnoli Rossi.

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