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Pirateria, in Italia 278 siti bloccati dall’Agcom su segnalazione FAPAV

In Europa, in Australia, in Corea del Sud, in Canada, ovunque nel mondo il tema della pirateria online, audiovisiva e multimediale, è divenuto cruciale in considerazione degli ingenti danni che questo fenomeno causa all’industria dei contenuti.

In occasione di una conferenza in Francia sulla lotta alla pirateria, la Motion Picture Association (MPA), ramo europeo della MPAA (Motion Picture Association of America), ha aggiornato la lista dei siti sotto azione amministrativa che violano il copyright in tutto il mondo.

Ad oggi se ne contano circa 4.000 non più raggiungibili e in fase di blocco, con azioni di blocking su oltre 8.000 nomi di dominio.

Solo in Europa sono circa 2.790 su 20 Paesi, secondo i dati MPA, di cui 855 in Italia.

Nel nostro Paese, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) si occupa di tutelare il diritto d’autore tramite l’ordine di blocco agli IPS di siti e piattaforme pirata a seguito delle istanze da parte dei titolari dei diritti.

Come ci spiega Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale della FAPAV, Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali: “I blocchi ordinati dall’AGCOM consentono ai titolari dei diritti di bloccare un sito in tre giorni grazie alle nuove modifiche, recentemente introdotte nel Regolamento, e che prevedono la possibilità di avvalersi di una procedura di urgenza per casi specifici di particolare gravità e le recidive”.

Ringraziamo pertanto l’Autorità per l’importante lavoro che sta portando avanti a tutela dell’industria culturale e dei suoi contenuti. FAPAV rappresenta il primo soggetto per numero di istanze presentate e sono 278 i siti bloccati da ACOM su segnalazione della Federazione sin dall’implementazione del Regolamento”, ha precisato Rossi.

“Per la nostra Federazione il Regolamento rappresenta uno strumento di primaria importanza che continueremo ad utilizzare con regolarità a tutela del nostro settore”.

Ad aprile anche gli Stati Uniti inizieranno ad affrontare con maggiore determinazione ed efficacia la questione della pirateria e anche il ruolo degli ISP.

A conclusione di una consultazione pubblica lanciata dallo US Government’s Copyright Office sul meccanismo del Digital Millennium Copyright Act (DMCA), la legge degli Stati Uniti d’America sul copyright, a seguito di oltre 92.000 contributi, l’Ufficio americano per la protezione del diritto d’autore ha annunciato un tavolo nazionale per aprile prossimodedicato al potenziamento della legge e alle possibili modifiche da apportare in base ai rilievi di tutti i soggetti interessati, tra cui la MPAA per l’industria audiovisiva e la RIAA (Recording Industry Association of America) per quella musicale/discografica.

Uno degli argomenti principali sarà proprio la responsabilità degli ISP in qualità di intermediari, con l’obiettivo da un lato di rispettare le libertà di internet e dall’altro di tutelare i diritti d’autore, sempre più minacciati dalla pirateria globale.

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