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Pigneto, il quartiere di Roma rinasce grazie al gruppo Pigneto Vivo

Un gruppo di cittadini da circa due anni si è unito per combattere il forte degrado che opprimeva il quartiere. Circa 300 spacciatori di varie nazionalità  occupavano, e spadroneggiavano in tutte le strade, vendendo droghe di ogni tipo. Il gruppo, Pigneto Vivo, ha creato una chat, su WhatsApp, con cui denunciava i reati, direttamente alle forze dell’ordine, e già dopo pochi mesi la situazione e notevolmente migliorata.

Oggi a distanza di due anni dalla richiesta di aiuto, prontamente accolta, con una lettera inviata, all’allora prefetto Franco Gabrielli, (ora capo della polizia), il quartiere è completamente cambiato. Dei circa 300 spacciatori sparsi nel territorio ne sono rimasti non più di 20, e lo smercio di siringhe nella farmacia di via L’Aquila, e passato, dalle 150 al giorno a non più di 10.

I pochi spacciatori rimasti, per la maggior parte nordafricani, tentano di vendere le cosi dette “sole”, (pezzettini, d’erba e legno, o bicarbonato), bustine, spacciate per erba, e cocaina. A farne le spese gli ormai pochi sprovveduti clienti, che vengono truffati. Quei clienti più “fortunati” che riescono ad accaparrarsi  le poche dosi in circolazione, invece,  spesso rischiano di incappare nei numerosi controlli della polizia in borghesie ed essere segnalati alla prefettura come consumatori (articolo 75 testo unico stupefacenti), rischiando varie sanzioni di tipo amministrativo, tra cui il ritiro della patente di guida. Le strade, le panchine nella zona pedonale, e i locali cominciano ad avere una clientela diversa, si rivedono le famiglie e i bambini, e si respira tutta un altra aria.

Il gruppo Pigneto Vivo, creato dal regista Francesco Barnabei, (autore, di un film documentario, La luna che vorrei, sul quartiere, ormai da qualche anno anche residente, ha lavorato soprattutto in ambito culturale, organizzando incontri con autori e proiezioni di film al Nuovo Cinema Aquila (che era stato riaperto provvisoriamente dal comune, in attesa del bando pubblico e la successiva assegnazione).

Favorendo gli incontri tra persone, Invitando i cittadini e soprattutto le famiglie a riappropriarsi delle strade, con alcune iniziative  di accoglienza, come Il gelato “sospeso” (prendendo spunto dalla tradizione napoletana del caffè sospeso) per bambini e anziani, in una gelateria del quartiere (via Pesaro), o curando le numerose aiuole, e in generale, tutto il verde presente nel quartiere,  e avviando collaborazioni con altre associazioni che si occupano di decoro e educazione urbana, e arte, come Retake, e Womart.  Un altro tassello importante è stato il rapporto con le forze dell’ordine, sia nella denuncia di comportamenti, che violavano il codice penale (spaccio, risse, furti, scippi, minacce), spesso mentre avvenivano, permettendo l’intervento immediato di Polizia o Carabinieri, che con relazioni, sulle varie zone e modalità, che abbracciavano le diverse fasce orarie, in cui avvenivano i reati.

Una partecipazione e una collaborazione olistica, tra cittadini e istituzioni, che non ha lasciato spazio a chi aveva interessi e comportamenti  illeciti, e a creato empatia, sviluppando rapporti profondi tra persone che lavorano nelle forze dell’ordine e persone che fanno altri mestieri. Un collante che è stato determinante per lavorare tutti insieme per un unico obbiettivo. Tutto questo i cittadini l’anno realizzato, senza l’aiuto dei partiti o di politici, ognuno con le proprie idee, e con le proprie diversità. L’unico colore che li ha uniti è stato il rispetto, e la volontà di vivere e riappropriarsi delle strade convinti, che queste,  non sono altro che l’estensione dei salotti, delle stanze, e dei corridoi delle nostre case. La sicurezza, ha a che fare con la libertà. Poter passeggiare tranquillamente in una città, qualunque sia il nostro sesso o la nostra eta, riguarda la cultura.  Come recita un vecchio adagio “La propria libertà finisce dove inizia quella degli altri”. Vi aspettiamo al Pigneto, venite a trovarci!

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