Fonti rinnovabili per l’autonomia energetica
Le fonti energetiche rinnovabili sono ormai stabilmente al centro di ogni strategia energetica nazionale, soprattutto all’indomani della prima crisi del 2022-2023, seguita dalla nuova fase emergenziale legata alla guerra che Stati Uniti e Israele hanno avviato contro l’Iran e che coinvolge tutta l’area del Golfo, fino al Mar Rosso.
Uno scenario internazionale che ormai non rende più prorogabile trovare una soluzione al problema dell’eccessiva dipendenza da gas e petrolio, che per l’Unione europea si traduce in approvvigionamenti incerti e rischiosi, in aumento dei prezzi per consumatori e imprese, in debolezza sistemica e vulnerabilità nei confronti di attori statali spesso ostili all’Europa.
Per questo l’Europa e l’Italia in particolare sono chiamate a dare risposte concrete e immediate alla nuova fase di forte instabilità energetica, che potrebbe tradursi in vera e propria crisi già nelle prossime settimane. Le rinnovabili si presentano come strumento principe per ridurre la dipendenza da fonti fossili e per rafforzare l’autonomia energetica continentale.
In Italia le rinnovabili coprono il 41% della domanda energetica nazionale. Boom del fotovoltaico (+25%)
Rispondendo alla Camera dei deputati, nel corso del question time, a un’interrogazione di FdI sul mix energetico italiano del 2025 e sulle prospettive future, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato l’ottimo trend delle rinnovabili in Italia e ha sconfessato le accuse di ostilità da parte del Governo alle fonti pulite.
“Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda, con il record annuale di produzione fotovoltaica pari a oltre il 25% in più rispetto all’anno precedente, grazie all’entrata in esercizio di nuova capacità rinnovabile per oltre 7 GW”, ha detto Pichetto Fratin, secondo quanto riportato dall’Agenzia Radiocor del Sole 24 Ore.
Un dato peraltro confermato su scala mondiale dall’ultima ricerca Ember, con le fonti rinnovabili che hanno coperto tutta la nuova domanda di energia elettrica al mondo durante l’anno passato: aumentata di 849 TWh, mentre la generazione da fonti pulite è cresciuta di 887 TWh.
“La generazione termoelettrica ha coperto il 44% del fabbisogno, mentre le importazioni di energia elettrica attraverso le interconnessioni con l’estero hanno coperto circa il 15% dello stesso. Ulteriore dato di rilievo è il crescente ruolo dei sistemi di accumulo elettrico, necessari per le fonti non programmabili, con una capacità complessiva di oltre 17 GWh”, ha precisato il ministro.
Decreto Fer 2 e i tempi per le nuove aste
“In merito alla tecnologia eolica off-shore, il ministero sta procedendo ad una rivisitazione del Decreto Fer2, che sia in grado di coniugare le esigenze degli operatori di settore con il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione, garantendo al contempo una razionale programmazione degli interventi e della spesa per la collettività“, ha risposto il ministro, spiegando che, in una prima fase, “sono stati raccolti i contributi dei principali operatori e delle associazioni di categoria, utili a predisporre una bozza di modifica del Decreto specifica per l’eolico off-shore che verrà sottoposta alla valutazione di un tavolo di settore di prossima convocazione, molto a breve“.
“Una volta ridefinito il quadro regolatorio, le tempistiche del processo per giungere alle aste saranno coerenti con l’approvazione del decreto revisionato in sede comunitaria“, ha aggiunto il ministro.
Governo mai ostile alle rinnovabili
“Un trend in crescita negli ultimi tre anni, a discapito di chi ha paventato una presunta ostilità verso le rinnovabili“, ha sottolineato il ministro, riferendosi all’azione di Governo.
In linea con quanto previsto nel Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), quindi, ha risposto Pichetto Fratin: “L’obiettivo prioritario resta promuovere la crescita nel mix di generazione della capacità di generazione rinnovabile, riducendo sempre più il peso delle fonti fossili, che consentirà sia di ridurre i costi per i consumatori, sia di raggiungere una maggiore indipendenza energetica, anche attraverso meccanismi volti a disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas”.
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