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Piantedosi: “Iran, pronti a difenderci. Nostre barriere efficaci”

“Lo scoppio della guerra ci ha sollecitato direttamente e ci ha subito allertati. Abbiamo affrontato da subito uno scenario di rischi, con annesse contromisure per difendere i luoghi sensibili. Siamo pronti a difenderci”. Lo ha detto Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno, nel suo intervento alla quinta edizione della Conferenza Internazionale “CyberSEC – Cybercrime e Cyberwar: Norme, Geopolitica e Cybersecurity per una Difesa Comune”, promossa e organizzata da Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato, in corso a Roma il 4 e 5 marzo 2026 presso la Superiore di Polizia.

Piantedosi: “Nostra legislatura è già al terzo conflitto mondiale”

“Dobbiamo vedere come si attesteranno i posizionamenti di tipo ideologico con i movimenti di piazza”, aggiunge il ministro. Un ragionamento di default in questo senso “è stato fatto da polizia postale e dal CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), l’unità specializzata della Polizia Postale italiana per la difesa dalla dimensione digitale”.

L’allertamento delle infrastrutture critiche di maggiore sensibilità c’è stato, e “da parte nostra penso che potremo puntare su barriere efficaci”. “Il Governo tiene il coordinamento che avviene a Palazzo Chigi. Ho voluto fare un comitato di analisi strategica sulla sicurezza. E’ un luogo di confronto fra polizia e intelligence per uno scambio sistematico di dati e condivisione per una migliore consapevolezza dei temi, partecipa anche l’ACN”.

La PA può contrattaccare un attacco hacker ma a livello privato non si può fare. Se in Germania si discute di una riforma che introduca hacking back, ossia la legittima difesa cibernetica, è perché “Berlino è stato più afflitto da attacchi simili ed è dunque più avanti in questo dibattito. In Italia, consentire ai privati questi attacchi è delicato”. Si può parlare di legittima difesa cibernetica anche da noi? Il tema è sul tavolo anche in Italia.

Piantedosi: Equilibrio fra sicurezza e privacy tema dei temi

Nel rapporto che la crittografia end-to-end pone tra privacy e cybersicurezza, Matteo Piantedosi ha detto che “Questo è il tema dei temi perché i criminali possono avere un vantaggio ma la tutela della privacy è fondamentale”.

Come migliorare l’equilibrio fra privacy e sicurezza? “Gli aggressori hanno un vantaggio competitivo perché non devono rispettare la privacy. L’Europa è molto severa ma è del tutto evidente che la crescita delle minacce hacker impongono una seria riflessione su come equilibrare questo vantaggio competitivo”.

Gli aggressori hanno un vantaggio competitivo perché non devono rispettare la privacy. L’Europa è molto severa ma è del tutto evidente che la crescita delle minacce hacker impongono una seria riflessione su come equilibrare questo vantaggio competitivo.

Sul referendum: “Non sono ancora maturi i tempi per il voto elettronico per noi è fondamentale che comunque i dati raccolti siano protetti, al netto del fatto che continuiamo a usare sistemi tradizionali per far funzionare la macchina elettorale”.

Poi il ministro dell’Interno ha ribadito: “La cybersicurezza è una sfida anche sociale e culturale. Da qui la centralità dei giovani e della continua divulgazione sulla digitalizzazione”. “La scuola della Polizia di Stato è il luogo più giusto per l’attività divulgativa, soprattutto per l’approccio dei giovani al mondo digitale. C’è la vita da social dedicata ai ragazzi e una versione per boomer. Al momento un milione di ragazzi è stato coinvolto. Serve l’aspetto culturale e divulgativo per diffondere la cultura cyber”, ha aggiunto.

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