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Peter Thiel a Roma agita la spada digitale contro l’Anticristo. Ma chi è l’Anticristo?

PETER THIEL PRESIDENTE DI PALANTIR TECHNOLOGIES

Il super tecnologico Peter Thiel capo di Palantir è ora custode dei segreti (Big Data) del Pentagono con le ricchissime commesse (statali e pubbliche) da questa istituzione erogate soprattutto con il doppio (e vincente, per ora) sostegno alle elezioni di Trump (del 2016 e 2024).

Peter Thiel domina in Terra mentre il Cielo è affidato al suo compare di commesse Elon Musk con i satelliti e SpaceX ( e ora Space AI), grande occhio sulle terre e sulle guerre in corso. Tiel, “sacerdote-ideologo” della nuova prosperità globale in una conferenza anche a Roma agita la spada digitale contro l’Anticristo. Ma chi è l’Anticristo?

E’ la democrazia parlamentare con Stato di Diritto e relative Costituzioni e separazione dei poteri? Accusate di essere troppo lenta la prima, farraginoso il secondo e inutile il terzo, perché sarebbero generatori di caos. Mentre serve un “ordine nuovo”, riecheggiando vecchi slogan. Per questo propone la sostituzione di queste istituzioni semplicemente con la tecnologia e dove questa può esplorare le fonti estreme del controllo e in questo modo riportare ordine.

Per quali mondi: abitati da chatbot e robot che producono altri chatbot e robot sotto una “cappa di controllo” (detenuta da Palantir) senza alcun passaggio in Parlamenti e alcun dibattito con opinioni pubbliche attive.

Perché la tecnologia è – dice Thiel – sostanzialmente “neutrale e quindi obiettiva, logica e razionale”: ma se così fosse è anche giusta o responsabile? L’argomento è che non essendo né di destra né di sinistra allora  i partiti non servono, come strumenti inutili del ‘900 e con questi la rappresentanza parlamentare dei Popoli con i loro Parlamenti. Ovviamente la tecnologia controllata da Palantir e da pochissimi altri e certo dai partner di poche società varie precedenti e/o attuali, delle quali Thiel è (o è stato) azionista come Facebook e molte altre. Amici degli amici (di business e potere) ora legati in enormi conflitti di interesse.

Dal vecchio socio di Pay Pal Elon Musk, a Zuckerberg cresciuto nel giardino di casa, e ora interconnesso con collaborazioni con Intel, AMD, Open AI o Anthropic e  altre big tech a loro volta “da liberare” dalla concorrenza che sarebbe diventata – secondo Thiel – essa stessa anti-economica e inutile.

Sembra di tornare allo Schumpeter (1) del 1914 che innestava in un capitalismo corporatista la “distruzione creatrice” verso l’innovazione (di un ciclo aperto) ma senza esserne un attore coinvolto direttamente e che comunque “correggerà” nel 1945.

I 5 temi di Thiel

In questo quadro sono cinque i temi interconnessi della visione dell’ideologo Thiel che miscela con “fantasia visionaria e messianica” il pensiero di Rene Girard, Leo Strauss e anche in parte   – e con qualche volo pindarico – di Benedetto XVI.

Il primo tema basico riguarda la valutazione dello stato della crescita dell’economia occidentale che viene definita immersa in una fase di stagnazione da almeno 30 anni, avanzata in forme differenziali tra ICT (più avanti) e gli atomi (più in ritardo) che caratterizzano la manifattura (infrastrutture e biotech).

Peraltro. un ritardo che avrebbe favorito proprio il paese concorrente per eccellenza degli USA e cioè la Cina. Quest’ultima avrebbe spinto proprio le discipline STEM scientifico-ingegneristiche, essenziali per consolidare il digital manufacturing e diventare la fabbrica del pianeta delegando la sicurezza proprio agli USA e le risorse fossili alla Russia.

Tripartizione di funzioni ora entrata in crisi sia per l’aggressione russa dell’Ucraina che per il conflitto in Medio-Oriente con le loro proiezioni energetiche e sulle terre rare e gli effetti sulle migrazioni.

Il secondo tema – che deriva dal primo – riguarderebbe la critica ad una “globalizzazione ingenua” che alzando le soglie di interdipendenza – secondo Thiel – ridurrebbe la crescita e accrescerebbe le condizioni di conflitto armato, spingendo i fattori e le condizioni di competitività.

Ma gli ultimi 80 anni dopo la II World War non hanno prodotto stabilità e pace  (con ONU, FMI, WTO, UE, BCE, BIE) moderando nazionalismi e sovranismi post-coloniali?

Il terzo passaggio, riguarderebbe la centralità della difesa e della sicurezza che necessiterebbero di un nuovo e più potente complesso militare-industriale con al centro ovviamente Palantir e SpaceX con le sue competenze di gestione dei big data e dell’ innovazione digitale sempre in un quadro di conflitto competitivo di medio lungo termine con la Cina.

Tre passaggi integrati da ridisegnare – secondo Peter Thiel – attraverso la decomposizione delle istituzioni democratiche con i suoi farraginosi meccanismi e processi decisionali che ne avrebbero governato l’interdipendenza.

Ma questo processo non ha ridotto i conflitti più distruttivi anche con logiche di deterrenza e distribuendone i benefici globali? Intanto, Thiel, consolida con commesse dedicate la forza di alcune big corporation “fedeli” e tra queste Palantir, Space X e Amazon o Intel da definirsi “patriottiche”.

Inoltre, con il ricorso a logiche di una oscura teologia mistica della prosperità alimentata da uno sfrenato sviluppo tecnologico, ovviamente finanziato da fondi pubblici (Pentagono e difesa, satelliti e droni) e che farebbe da ” schermo” all’ uso vizioso della tecnologia come neutrale e per scopi anche largamente “privati” di ricchezza e potere.

Giustificando in questo modo la difesa della neutralità della tecnologia ma per obiettivi indefiniti se non il potere e la ricchezza di questi nuovi tecno-oligarchi favorevoli ad una aristocrazia autocratica neo-tecnologica per assumere il controllo diretto dello Stato senza più mediazioni politiche, con difesa e servizi segreti e – c’è da chiedersi –  se controllando la Presidenza Trump anche con la gestione geometrica  e occulta degli Epstein files(?) Peraltro, da mesi ( o anni) al servizio di una nuova lobby finanziaria-militare e industriale tra USA e Israele per il ridisegno degli equilibri globali a partire dal Medio Oriente e del controllo delle fonti petrolifere e di gas.

Traiettoria che avrebbe come obiettivo centrale un presunto “regime change” in Iran che appare però sempre più dubbio o improbabile visto il blocco di Hormuz  e i razzi su basi  e sedi diplomatiche USA con gli impatti sul prezzo del petrolio sopra i 100 $ (che sembra favorire solo la Russia) e sulla instabilità globale. Scenario che vede il disangagement dell’Europa (già bastonata dai dazi), ma che pur subendolo non sente questa come la “sua guerra” e coinvolta forse solo in funzioni “difensive”.

Infatti, una guerra della quale non si vedono punti di caduta realistici e sostenibili e nella tragica solitudine dell’Ucraina. Il “filosofo-miliardario” che controlla il Pentagono ( con il compare satellitare Musk) cosa ha da dire su questo “caos globale armato” non è dato sapere pur “usandolo e soffiando” sui rischi? Mentre sappiamo da tempo quel che dice un filosofo (non-miliardario) che ci ha appena lasciato Jurgen Habermas e che ci consegna una potente eredità su etica, giustizia e democrazia incontrando su questo anche Leone XIV che parla di un “non-Stati senza la giustizia”.

Capisaldi negati invece da Peter Thiel “ideologo”(auto-interessato) e dai suoi fedeli super-tecno ottimisti uniti nella “mistica della prosperità” e di una distribuzione asimmetrica dei benefici dell’AI.

Mistica anti-statalista e a favore di uno (non) Stato snello (quasi all’osso) dove tutto è delegato al privato: dalla sanità alla scuola, dalla sicurezza alla giustizia sotto l’ombrello di un controllo centralizzato come “barriera ai beni pubblici” e di soppressione anche del processo di decentramento prodotto da mercati competitivi.

Iniziativa, non dimentichiamo, organizzata anche dall’Associazione Culturale Vincenzo Gioberti che ha sede a Brescia che sembra riesumare un neoguelfismo del tutto a-contestuale, mixando idee anche con i simpatizzanti “transumanisti” degli ultra-conservatori inglesi e tutti lettori accaniti delle favole di Tolkien della saga del Signore degli Anelli e delle Terre di Mezzo.

Palantir e i contratti milionari

Non è casuale che Palantir abbia sviluppato proprio in UK contratti per centinaia di milioni di sterline per gestire i dati sanitari in assenza di contratti competitivi all’insegna di un tecno-spiritualismo dove – dice Thiel – ” tutto ciò che si oppone all’imporsi della tecnologia è da mettere all’indice” ( Wired, march 2026). E tuttavia non possiamo non domandare a questi esegeti del nuovo Leviatano come sia possibile lo sviluppo di questa tecnologia ( AI, Big Data, Data Center e dintorni) in assenza di pratiche competitive e di contendibilità, come dice sempre Thiel?

Come dovremmo selezionare i migliori sviluppatori, i migliori modelli e quelli più performanti fuori da un contesto concorrenziale che Thiel considera “ferraglia novecentesca“? Fidandoci di un ambiguo tecno-spiritualismo e della associata “mistica messianica della prosperità” officiata da pochissimi sacerdoti per una “grande messa cantata” con il supporto di social compiacenti e dell’Internazionale di estrema destra dei Weidel, Farage e ora pure di Vannacci? Fede e tecnologia non fittano molto bene se non per occultare l’illusione della neutralità tecnologica di cui Thiel sarebbe il sommo sacerdote nell’officiare i riti sacri per fedeli osservanti e osannanti inginocchiati sotto il pulpito e che vorrebbe riportarci ad un mondo pre Hobbesiano o al potere del Leviatano?

Entrambi esiti tragici, mentre necessitiamo di istituzioni sovranazionali forti, del diritto internazionale e di norme antitrust, con regole condivise e incardinate in un’etica della responsabilità per includere e promuovere il merito nella coopetition accrescendo compliance, trasparenza e accountability come promotori di pace, libertà e creatività nella pluralità.

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