L'appuntamento

Papa Leone presenta la sua prima enciclica il 25 maggio a Roma, con il co-fondatore di Anthropic

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La sala stampa della Santa Sede ha comunicato il giorno di presentazione di “Magnifica Humanitas”, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Sarà Papa Leone stesso ad illustrare il documento.

Il 25 maggio Papa Leone presenterà la sua prima enciclica e con lui ci sarà Christopher Olah di Anthropic (un messaggio a Trump?)

Lunedì 25 maggio, alle ore 11:30, nell’Aula del Sinodo, Papa Leone XIV presenterà, di fronte a una platea di diplomatici, accademici e giornalisti, la sua prima enciclica, dal titolo Magnifica Humanitas, dedicata alla “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. È quanto annunciato dalla Sala stampa della Santa Sede.

Insieme al Pontefice sarà presente anche il cofondatore di Anthropic, Christopher Olah. Un fatto tutt’altro che secondario, perché la società americana proprietaria della famiglia di modelli di AI Claude è da tempo sulle prime pagine dei media internazionali per lo scontro con il Pentagono, il Dipartimento della Difesa (o della Guerra) degli Stati Uniti e con il presidente Donald Trump, proprio sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito bellico e militare.

Anthropic pone infatti limiti etici e operativi all’uso militare della sua AI Claude, mentre il Governo americano vorrebbe utilizzarla senza vincoli anche in contesti sensibili, come armi autonome e sistemi di sorveglianza di massa. Una posizione che è costata all’azienda dell’altro celebre cofondatore, Dario Amodei, l’inserimento in una lista di “rischio per la catena di approvvigionamento”, classificazione normalmente riservata a fornitori legati a potenze rivali straniere, equiparando di fatto l’azienda a un potenziale pericolo per la sicurezza nazionale.

La presenza di Christopher Olah in Vaticano, in occasione della presentazione ufficiale della nuova enciclica, assume quindi un forte valore politico, oltre che morale e sociale. Un invito diretto ad Amodei sarebbe stato probabilmente interpretato come una mossa troppo forte sul piano diplomatico, viste anche le tensioni delle ultime settimane tra Santa Sede e Washington.

La partecipazione del cofondatore di Anthropic rappresenta comunque una scelta diplomatica dal peso significativo, perché porta con sé un messaggio politico e geopolitico rivolto a Trump: la rivoluzione dell’AI è ormai in corso, ma non può essere lasciata esclusivamente nelle mani del mercato e dei potenti di turno.

Come nella rivoluzione industriale tra XIX e XX secolo, anche oggi è fondamentale “governare le macchine”

Come il suo predecessore Francesco, Papa Leone ha manifestato fin da subito grande attenzione ai cambiamenti epocali che stanno interessando il nostro tempo, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello culturale e sociale, a partire dall’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo sul mondo del lavoro.

Ed è proprio il lavoro uno dei temi centrali della nuova enciclica Magnifica Humanitas. Non a caso Leone XIV ha firmato il documento il 15 maggio scorso, nel giorno del 135° anniversario della Rerum Novarum, l’enciclica con cui Papa Leone XIII, alla fine del XIX secolo, portò la Chiesa a intervenire concretamente nella “grande trasformazione” imposta dalla rivoluzione industriale.

Quel processo storico profondo e carico di drammatiche conseguenze, che qualche decennio dopo Karl Polanyi studiò a fondo soprattutto nelle sue implicazioni sociali e umane: la disgregazione di intere comunità, lo sfaldamento delle strutture sociali tradizionali, lo sfruttamento estremo dei lavoratori, la crisi dei sistemi politici ottocenteschi, l’ascesa dei totalitarismi e l’esplosione di due guerre mondiali, fino alla tragedia atomica finale.

Il parallelismo tra la Rerum Novarum e la nuova enciclica di Leone XIV non è casuale. Allora il problema era la macchina industriale e i suoi processi disumanizzanti (taylorismo e fordismo) che trasformavano il lavoro e ridefinivano i rapporti sociali; oggi il nodo è l’algoritmo, che entra nei processi decisionali, nell’economia, nella comunicazione, nella sicurezza e perfino nella produzione culturale, con un impatto antropologico ancora tutto da valutare.

Una cornice culturale e sociale per l’AI che non dimentichi il fattore umano, centro di ogni progresso

C’è dunque grande attesa per il documento che sarà presentato il 25 maggio nell’Aula del Sinodo, sia per il suo elevato valore dottrinale sia per il suo peso politico. E sicuramente anche Washington guarderà con grande attenzione all’evento.

Accanto al Papa ci saranno anche i cardinali Victor Manuel Fernández, prefetto dell’ex Sant’Uffizio, Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. Interverranno inoltre due professoresse: la congolese Leocadie Lushombo, docente di Teologia politica e Pensiero sociale cattolico presso la Jesuit School of Theology della Santa Clara University in California, e la britannica Anna Rowlands, professoressa di Pensiero e pratica sociale cattolica presso l’Università di Durham.

Un documento dalla prospettiva già delineata e dal messaggio evidente, che invita a una riflessione non soltanto sui rischi, ormai sempre più chiari, che questa potente tecnologia porta con sé, ma anche sulle grandi opportunità che l’AI offre all’intera umanità. Opportunità che devono essere condivise, governate e inserite all’interno di una cornice culturale e sociale ben definita, che includa e non dimentichi mai il fattore umano, centro di ogni autentico progresso.

Il nostro direttore Luigi Garofalo è stato ospite di Radio Vaticana su tema, ecco il podcast (dal minuto 18:08)

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